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Michele Di Salvo
07 Nov

ho visto... reload!

Pubblicato da micheledisalvo  - Tags:  Attualità, Società

Per ragioni di lavoro sono rimasto a lungo in città in questo caldo mese di agosto. Sarà la mia personale “poca attenzione” a certe cose o un’insana dose di ottimismo (quella che mi consente di fare ancora nonostante tutto il mio lavoro) ma non credo di ricordare un mese così “tranquillo” per la nostra città. Sarà che c’era poca gente ma a me Napoli è sembrata per una volta sia tranquilla che “ordinata”, certamente in quel suo ordine tutto suo, talvolta paradossale, ma che comunque sa essere regola che fa funzionare le cose. Me ne aggiravo tranquillo e parzialmente anche rilassato e vedevo che nonostante la calura – sporadicamente – anche nei cantieri si lavorava – che tutto sommato qualche bar per un caffè resisteva aperto e che i turisti, pochi rispetto ad altri anni – e certamente meno di quanto Napoli meriti - si godevano una bella città e ne erano felici. Ho parlato con due coppie greche in cui i padri spingevano le carrozzine e le madri si gustavano un sfogliata; mi sono preso la briga di dare indicazioni alle dieci di sera ad una coppia di turisti spagnoli (cui forse qualche sindaco avrebbe detto che “non dovevano essere lì”) per raggiungere la pizzeria “Michele” – perché sulla loro cartina non trovavano la scritta “forcella”; ho raccolto lo stupore di un signore distinto milanese che non sapeva usare una obliteratrice e che non immaginava di trovare a Napoli un autobus con l’aria condizionata… La mia città la vedevo particolarmente “giallo sole” – forse per la deformazione che ti viene se la mattina come prima cosa porti tua figlia di tre anni alla villa comunale a giocare e il colore del tufo alla luce del sole ti rimane come lente da sole tutto il giorno. In questa estate “un po’ così” - che talvolta ti può anche servire per avere un’immagine diversa delle cose per i successivi undici mesi dell’anno – a me sono venute in mente tante cose di cui questa città aveva bisogno, ma proprio l’esercito non era tra queste. Meno male che ci ha pensato qualcun altro perché altrimenti non avrei potuto vedere quello che ho visto. Ho visto una signora di mezza età in sosta con le quattro frecce a piazza Vanvitelli (vuota stile mezzogiorno di fuoco) cui venivano contestate le seguenti violazioni dl codice della strada “divieto di sosta e intralcio al traffico” - poco valeva che la signora dichiarasse “mi sono solo fermata per rispondere al cellulare un momento…” Ho visto due carabinieri con cartellina blu e quattro militari al seguito senza cartellina intimare la rimozione della propria mercanzia a pericolosissimi rivenditori extracomunitari in piazza Garibaldi, e con ben dodici occhi gli stessi riuscire a non vedere – ben mimetizzati tra persone di colore – quattro audaci “bianchi” autoctoni nella loro versione folkloristica di “rivenditori di pacchi”. Ho visto davanti al molo Beverello fermare dalla stessa pattuglia prima due extracomunitari sul motorino casco muniti e poi, immediatamente dopo, due altri consimili con valigioni al seguito per la richiesta dei permessi di soggiorno, rimanendo un po’ perplesso dalla “normalità” con cui non venivano contestate dalla stessa pattuglia due inversioni di marcia avanti a loro compiute in piena corsia preferenziale da autoveicoli assolutamente per nulla preferenziali. Sono stato fissato malissimo (rischiando forse anche l’arresto?!) perché passando a piazza Amedeo all’una di notte tra una campagnola dei carabinieri ed una dell’esercito, vedendo che lo sportellino della benzina della prima era aperto l’ho chiuso con un dito! E non ho visto alzare un dito sui cassonetti della spazzatura dell’angolo tra la stessa piazza e via Crispi, riempiti ogni sera dai soli rifiuti del Centro di Diagnostica Nucleare, assolutamente non differenziati “in alcun modo”!!! Ho visto chiedere dalla Guardia di Finanza ai librai di piazza Dante i motivi del prezzo di un libro nell’unico settore merceologico in cui chi vende ha il prezzo imposto dal produttore da cui viene fornito… e dagli stessi prendere un caffè senza scontrino fiscale! Ora, sarà il caldo, il giallo del tufo della mattina ancora negli occhi, la mia voglia di andarmene a mare, ma meno male che qualcuno ha pensato a questa sicurezza, perché a me, davvero, non era proprio venuta in mente…

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