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Michele Di Salvo
08 Nov

I gruppi di pressione e il comitato per la riduzione del debito (in usa)

Pubblicato da micheledisalvo  - Tags:  Attualità, comunicazione, Economia, economia, finanza, Manovra, Obama, Partecipazione, politica, Standard, traduzione

L'articolo è uscito ieri sul NewYork Times.

Ve lo ripropongo (chiedendo scusa per la mia pessima traduzione - ma aggiungo a mia discolpa il testo integrale).

Non mi interessa fare i soliti mille discorsi sulle differenze tr europa, italia e stati uniti.

Mi interessa però l'idea di un certo modo di fare politica, con una pressione ed un rapporto diretto tra le varie esigenze ed istanze, ed ancora la percezione di una indignazione - necessaria, sempre più necessaria...

WASHINGTON - Di fronte a possibili tagli per miliardi di dollari, i sostenitori di campagne a favore della classe povera ricorrono a alcune tattiche creative per attirare l'attenzione del Congresso: ad esempio invitare i parlamentari a provare a mangiare con 4,50 dollari al giorno, così come fanno circa 46 milioni di persone, che ricevono come sussidio i buoni pasto.

Da Miami a Milwaukee, avvocati, persone di ogni ceto sociale e file di sostenitori hanno raccolto la "sfida buoni pasto" per attirare l'attenzione sulle scarse prestazioni del programma sociale in previsione dei tagli di bilancio. Il deputato Jackie Speier, un democratico della California, giovedì dopo aver provato a fare la spesa in un negozio di alimentari Safeway nel suo distretto, si è accontentato di una scatoletta di tonno e qualche foglia di lattuga per 13,27 dollari all'inizio della settimana.

“La dieta magra” da una dimensione umana di cosa sia la fame e per i deputati evidenzia le condizioni reali di vita", ha detto Ellen Vollinger, una lobbista per l'Action Research Council alimentare, un gruppo di pressione a Washington che lavorare con le organizzazioni religiose per combattere i tagli ai programmi di nutrizione.

Mentre lo speciale comitato bipartisan di riduzione del debito inizia l’ultima settimana di riunione, centinaia di gruppi di interesse esterni si mobilitano in una serie di iniziative di sensibilizzazione - da idee vecchie, come campagne di lettere e cartelloni pubblicitari a strumenti più recenti come la campagna dei buoni pasto – per contrastare le decisioni sui tagli profondi alla spesa sociale.

Gli operatori sanitari, preoccupati per i tagli a Medicaid (la spesa sociale sanitaria ndt) e altri programmi sociali, hanno acquistato grandi spazi pubblicitari intorno a Washington per presentare la propria campagna. I lobbisti delle società fornitrici della difesa si sono incontrati con i membri del Congresso per avvertire della minaccia alla sicurezza nazionale se i programmi agli armamenti saranno tagliati. Alcuni agricoltori sono in ansia per evitare la riduzione delle sovvenzioni sui raccolti. E città e contee hanno prospettato l’aumento dei tassi di criminalità se il sarà ridimensionato il finanziamento federale a polizia, vigili del fuoco e servizi similari.

Mentre le attività di lobbyng sono cose normali e quotidiane a Washington, il lavoro del comitato sulla riduzione del debito ha attirato un’attenzione straordinaria da parte dei gruppi di pressione a causa della sua enorme portata, e la potenza del suo lavoro, diventando così un’attività primaria e centrale per il lavoro dei lobbisti. Entro la settimana del Ringraziamento, il comitato deve proporre almeno 1.200 miliardi dollari in tagli al debito in quasi tutti i programmi federali, e l’idea è raggiungere un accordo per una proposta sia alla Camera che al Senato che deve prendere su un semplice voto up-or-down (voto favorevole o contrario, senza emendamenti o discussioni – ndt).

Inoltre, la commissione ha operato con un segreto inusuale, nella maggior parte delle riunioni a porte chiuse. I gruppi meno “potenti” si preoccupano che gli interessi particolari da loro possano avere poca attenzione nella fretta di tagliare grandi cifre di spesa, mentre anche una serie di lobby imprenditoriali di grande spessore si lamentano di aver avuto difficoltà a ottenere qualsiasi incontro con i 12 membri del comitato.

Di conseguenza, è difficile dire se il lobbying esterno avrà un grande impatto.

"Il tempo per un faccia a faccia è stato davvero ridottissimo e molti incontri sono avvenuti assolutamente per caso", ha dichiarato H. Stewart Van Scoyoc, che guida una delle più grandi lobby di Washington. "Sono abbastanza bloccato e non partecipo a moltissime riunioni”.

"Tutti inviano lettere. E la cosa è utile" ha detto "ma non credo che i membri del comitato stanno dedicando molto tempo a leggere le lettere. "

Poi, naturalmente, c'è la più redditizia delle tradizioni delle lobby di Washington: la raccolta fondi meet-and-greet, dove lobbisti e dirigenti tirano fuori qualche migliaio di dollari per una cena a base di bistecca al ristorante Charlie Palmer o in un altro locale vicino Capitol Hill nella speranza di tirare la giacca di qualche deputato.

Ma anche che la tradizione sembra essere un po’ “scaduta”.

Membri della commissione hanno attirato critiche da alcuni gruppi esterni sull'etica del continuare a prendere parte alla vita politica ed ala prassi della raccolta di fondi dopo essere stati nominati nel mese di agosto membri della commissione per il proprio l'alto profilo.

I numeri dichiarati nel mese di ottobre indicano che alcuni membri hanno tenuto conto delle critiche in tal senso, rallentando la loro raccolta di fondi. Ma almeno due dei sei membri della Camera che fanno parte della commissione sono in cima alle classifiche degli ultimi tre mesi: il deputato Jeb Hensarling, il repubblicano del Texas che è co-presidente del comitato, ha raccolto più di 471 mila dollari, mentre il deputato Chris Van Hollen, un democratico del Maryland, en ha raccolti più di 153mila secondo un'analisi della Fondazione “Luce del Sole”, un istituto di ricerca di Washington. Gran parte del denaro proveniva da donatori nel settore finanziario e di altre industrie che hanno un interesse diretto nei lavori della commissione.

Sono emersi come tema principale della commissione possibili cambiamenti nel sistema di pagamento del servizio si assistenza sanitario federale. Infatti, con oltre 400 gruppi esterni e le società iscritte alla lobby del sistema, quasi il 30 per cento delle organizzazioni - 118 in tutto - operano in ambito sanitario. Il tema è visibile anche nella fermata della metropolitana di Union Station, a pochi isolati dal Campidoglio. È costellata infatti di annunci di grandi dimensioni a favore dell'American Health Care Association, che rappresenta le cliniche private.

Gli annunci, costruiti intorno al tema "Salute non Tagli" fanno parte di una campagna di 4milioni di dollari che l'associazione ha avviato a Washington e negli stati dei membri del comitato per mettere in guardia contro i tagli nei rimborsi medici.

Gold Rich, socio di Holland & Knight, uno dei principali studi legale di Washington, e leader delle attività di lobbying, ha circa una dozzina di lobbisti che lavorano sui temi di interesse di questo comitato e manda segnali da parte di circa 50 suoi clienti sulle previsioni del risultato.

Mentre i suoi lobbisti hanno permesso ai membri dello staff del comitato di conoscere l'impatto di eventuali modifiche, come i rischi di una nuova imposta sulle società, al contrario ha detto l'informazione è defluito in gran parte in una direzione."Sanno le posizioni dei nostri clienti, ma non stiamo ricevendo alcun visione di dove stiamo andando", ha detto.

Speier, deputato pronto a mangiare il suo tonno e lattuga giovedì ha speso il suo budget di cibo in francobolli, ha detto che sperava che i membri del comitato avrebbero ricevuto il messaggio in un modo o nell'altro. "Sarebbe bello se i membri del comitato avessero cercato di mangiare con 4,50 dollari al giorno", ha detto.

"Non possiamo prendere a bastonate la parte più indifesa della nostra popolazione e fare tagli su di loro", ha detto. "Siamo membri del Congresso che vivono in una bolla. Riceviamo cibo per tutto il tempo qui intorno, un modo di mangiare come questo per me è stata una vera rivelazione. "

By ERIC LICHTBLAU

Published: November 3, 2011

WASHINGTON — Facing billions of dollars in possible cuts, advocates for the poor are resorting to some creative tactics to grab the attention of Congress: Getting lawmakers to try eating on $4.50 a day, just as some 46 million food-stamp recipients already do.

From Miami to Milwaukee, lawmakers and rank-and-file supporters have taken up the “food stamp challenge” to draw attention to the program’s meager benefits as budget cuts loom. Representative Jackie Speier, a California Democrat, had a scoop of tuna and a few lettuce leaves for lunch Thursday after scouring a Safeway grocery in her home district for $13.27 in bargains earlier in the week. The lean diet “adds a human dimension to hunger and underscores for members the real risks,” said Ellen Vollinger, a lobbyist for the Food Research Action Council, a Washington advocacy group working with religious organizations to fight cuts in nutrition programs. As the special bipartisan debt reduction committee begins its final weeks of deliberations, hundreds of outside interest groups are turning to a wide variety of lobbying tactics — from old staples like letter-writing campaigns and billboards to newer ones like the food stamp campaign — to ward off deep cuts. Health care providers, worried about Medicaid cuts and other programs, have taken out big ads around Washington to make their case. Lobbyists for defense contractors have been meeting with Congressional staff members to warn of the threat to national security if weapons programs are slashed. Some farmers are anxious to avoid cuts in crop subsidies. And cities and counties warn of rising crime rates if federal financing for police, fire services and the like are curtailed. While lobbying is an everyday occurrence in Washington, the debt committee’s work has drawn extraordinary scrutiny from outside groups because of the scope, speed and power of its work, making it a veritable full employment act for federal lobbyists. By Thanksgiving week, the committee must come up with at least $1.2 trillion in debt cuts across virtually all federal programs, and if it reaches a plan, the House and Senate must take it up on a simple up-or-down vote. Moreover, the committee has been operating in unusual secrecy, cloistering itself for the most part. Smaller groups worry that their special interests may get short shrift in the rush to slash huge amounts of spending, while even a number of well-heeled corporate lobbyists complain that they have had difficulty getting any real time with the 12 committee members. As a result, it is difficult to tell if the outside lobbying will have much of an impact. “The face-to-face time has really been pretty minimal and more by happenstance,” said H. Stewart Van Scoyoc, who leads one of Washington’s largest lobbying shops. “They’re pretty well locked down and not taking a lot of meetings. “Everybody’s sending letters. It does a little bit of good,” he said, “but I don’t think the members of the committee are spending a lot of time reading letters.” Then, of course, there is the most lucrative of Washington lobbying traditions: the fund-raiser meet-and-greet, where lobbyists and executives shell out a few thousand dollars for a steak dinner at the restaurant Charlie Palmer or another watering hole near Capitol Hill in the hopes of buttonholing lawmakers. But even that tradition seems to have fallen off a bit. The committee’s members drew criticism from some outside ethics groups for continuing to take part in political fund-raisers after they were named to the high-profile spots in August. New numbers released in October suggest that some members have heeded the criticism by slowing their fund-raising. But at least two of the six House members on the panel saw sharp upticks in the last three months: Representative Jeb Hensarling, the Texas Republican who is co-chairman of the committee, took in more than $471,000, while Representative Chris Van Hollen, a Maryland Democrat, raised more than $153,000, according to an analysis by the Sunlight Foundation, a Washington research group. Much of the money came from donors in financial services and other industries that have a direct stake in the committee’s work. Possible changes in the nation’s health care payment system have emerged as a dominant issue before the committee. Indeed, with more than 400 outside groups and companies registered to lobby the panel, nearly 30 percent of the organizations — 118 in all — work in health care. The issue is also visible in the Union Station subway stop, a few blocks from the Capitol. It is dotted with large ads for the American Health Care Association, which represents nursing homes. The ads, built around the theme “Care Not Cuts,” are part of a $4 million campaign that the association has begun in Washington and in committee members’ home states to warn against cutbacks in medical reimbursements. At Holland & Knight, a major Washington law firm, Rich Gold, the leader of the lobbying practice, has about a dozen lobbyists working on the panel’s issues and putting out sometimes hourly alerts to about 50 clients with a stake in the outcome. While his lobbyists have let committee staff members know about the impact of possible changes, like the risks of rushing a new corporate tax structure into place, he said the information has flowed largely in one direction. “They know our clients’ positions, but we’re not getting any view of where they’re heading,” he said. As Representative Speier prepared to eat her tuna and lettuce Thursday on her food stamps budget, she said she hoped that the committee members got the message one way or the other. “It’d be nice if members of the committee tried to eat for $4.50 a day,” she said. “We can’t take the most vulnerable in our population and stick the cuts to them,” she said. “We members of Congress live in a bubble. We get fed all the time around here, so eating like this for me has been a real eye-opener.”

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