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Michele Di Salvo
08 Nov

"Se i rifiuti sono ancora per strada vuol dire che i napoletani non hanno ancora imparato la lezione..." (1 luglio 2011)

Pubblicato da micheledisalvo  - Tags:  camorra, Campania, emergenza, mezzogiorno, Politica, Standard, Rifiuti, sud

Caro Umberto,

per una volta mi rammarico con me stesso, ed ammetto che hai ragione.

«Il problema dei rifiuti lo abbiamo già risolto una volta» hai detto ieri, a margine del Consiglio dei Ministri – in cui hai parlato da leader del Carroccio e non certo da Ministro della Repubblica (mi rendo conto dicotomia per te di difficile comprensione). «Se i rifiuti sono ancora per strada vuol dire che i napoletani non hanno ancora imparato la lezione. E non penso che le Regioni del Nord accoglieranno i rifiuti della provincia di Napoli».

Ma stavolta hai ragione.

Hai ragione perché è vero “i napoletani non hanno ancora imparato la lezione”.

Secoli e secoli di dominazioni varie, invece di insegnarci amor proprio, dignità, hanno seminato in questo territorio solo l’arte del “tirare a campare”, del guadagno facile, del risultato immediato, della corruzione endemica.

Uno strano meccanismo tipico di ogni “popolo colonizzato” per cui la classe media invece di essere baluardo della difesa e della dignità di una regione, diventa collusa e connivente del “colonizzatore” – che a tele scopo corrompe, elargisce facili guadagni, seda alla base ogni possibile opposizione qualificata ad un sistema.

Tanto, le cose, vanno così, non possiamo farci nulla... tantovale…

Ed hai ragione, Umberto, perché tu che ignori la storia e in questo Paese passi pure per statista… che ci vogliamo aspettare?

Un popolo che ha un minimo di amor proprio e di dignità, non ha bisogno di un decreto elemosina, ed in questo anche ignorando la storia hai perfettamente ragione.

Un popolo che da solo non ama se stesso, il proprio territorio, che non difende la propria dignità attraverso le scene che tutto il mondo ha visto in questi giorni, un popolo che per pochi euro elargiti dalla camorra mette a rischio di colera i propri figli... non ha che rivendicare.

Perché un popolo che abbia anche solo coscienza di sé – caro Umberto – dopo le tue parole chiederebbe che da ministro tu ti dimettessi.

Non prima però di averti ricordato che in questa regione giacciono nelle nostre discariche sature – per la corruzione dei nostri politici locali degli ultimi cinquantenni – quasi 1,2mln di metri cubi di rifiuti chimici, industriali, speciali, provenienti da fabbriche e ospedali del nord – smaltiti e sepolti qui “a poco prezzo”, e in violazione di qualsiasi norma.

Un popolo che davvero abbia a cuore se stesso, direbbe a quelle Regioni del Nord che non pensi accoglieranno i rifiuti della provincia di Napoli “bene, mo non ve li prendete voi i nostri, ma ve li rimandiamo noi i vostri”.

Un popolo che davvero abbia un minimo di senso della propria dignità, non avrebbe consentito quanto fatto dalla azienda del nord “Impregilo” ad Acerra – un inceneritore pagato tre volte il suo prezzo e che non funziona e non funzionerà mai, non avrebbe dato appalti per la pulizia urbana ad aziende del tuo amico di maggioranza (Lavajet) di Savona, che oggi per rinnovare il suo contratto, invece di pulire, sporca; non avrebbe consentito 102 appalti ad aziende terze (bacino di voti per la tua maggioranza) per un lavoro “normale” che potevano fare i “dipendenti normali” di aziende “comunali”.

Mi verrebbe facile una replica al tuo “il problema dei rifiuti lo abbiamo già risolto una volta” dicendoti che non solo non avete mai risolto nulla, ma che il problema “sono quelli come te”… in realtà il problema siamo noi!

Il problema è che ancora non abbiamo capito nulla – e ci facciamo “trasportare” da questo o quel pensiero “parziale” che non vede la situazione nel suo complesso.

Chi parla di raccolta differenziata da queste parti parla di posti di lavoro e di “pacchetti di voti” – e la persona “più pulita del mondo” non potrà in alcun modo “da queste parti” impedire lottizzazioni e clientele.

Chi parla di “un nuovo inceneritore” lo fa per la speculazione edilizia, e mangiare sugli appalti (ad aziende del nord).

Chi parla del problema discariche, di aprirle o chiuderle, va verso gli interessi dei tanti piccoli “gestori” di discariche “private” e spesso abusive, su cui lucrano interessi “noti” – prevalentemente gestiti dal clan dei Casalesi.

Ma soprattutto, parlare e gestire in emergenza, evita appalti e gare, nella normalità e auspicabile trasparenza della legge, e nell’emergenza ci sono solo “grandi spese” e non certo soluzioni stabili.

Se, e sino a quando, non teniamo conto di questo quadro complessivo, ma partendo dalla più ampia considerazione di un autentico “bene comune” che solo noi napoletani possiamo e dobbiamo avere a cuore, caro Umberto, tu avrai ragione… anche dal pulpito del tuo facile opportunismo politico, interesse personale, ignoranza storica, assoluta mancanza del senso dello Stato, volgarità e mediocrità esistenziale…

…e se hai ragione da cotanto pulpito, la dice lunga su quale mole di rifiuti, in realtà, ci sommerga.

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