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Michele Di Salvo
14 Dec

Luigi de Magistris, sindaco di Lussemburgo

Pubblicato da micheledisalvo  - Tags:  Alemanno, america's cup, Attualità, Enrico Ceccato, Filmaster Events Srl, Idis srl, Jumbo Grandi Eventi Spa, Luigi De Magistris, Lussemburgo, Napoli, napoli est, palaponticelli, Politica, ponticelli, pua, Quark&Stark S.A, Rossella Bussetti, Società

nestSe fosse un film, sarebbe il remake di "Le mani sulla città", ma meno poetico. Andiamo però con ordine. Ci sono molte cose da fare in questa città, e ognuna di queste può essere un costo, un’opportunità imprenditoriale, e soprattutto un’opportunità di sviluppo. Quando si è candidato, Luigi de Magistris lo ha fatto presentandosi come “l’uomo onesto fuori dai partiti” che avrebbe rivoluzionato la città, e soprattutto le procedure in termini di snellezza, trasparenza e legalità. Forse dopo troppi anni di gestione monocolore, ed in assenza di una alternativa credibile, molti si sono “affidati” a un’idea di rivoluzione arancione, che prometteva grandi cose, spazi nuovi, e soprattutto un metodo differente rispetto ai “soliti partiti” – soprattutto in una città che ha molto sofferto di problematiche grosse e concrete. Ci saremo tutti aspettati questa svolta, soprattutto perché attorno a de Magistris si sono concentrati – è bene ricordarlo – tante brave persone impegnate sul territorio da anni; e questo ha fatto sì che la sua proposta, porta a porta, acquisisse credibilità. Loro per primi sono quelli che in maniera più diffusa sono gli attuali delusi, in un seguito ed una popolarità in continua discesa, ma non in caduta libera, perché nella “città senza opposizione” e senza alternative, anche un consenso in calo tutto sommato non crolla. Di certo non aiuta un consiglio poco rappresentativo (in termini di preferenze per ciascun consigliere) e quindi anche poco autorevole, in termini di controllo e proposta.

Ma fare l’amministratore di una grande città è difficile, anche più se questa città è di per sé problematica, figuriamoci se è anche in forte difficoltà economica ed impegnata in grosse vertenze. Ci sarebbero però alcune questioni di grande importanza su cui porre una questione non tanto di legalità o legittimità amministrativa, ma di “opportunità politica” o di “trasparenza amministrativa”. E andrebbero poste proprio per le parole d’ordine della campagna elettorale di de Magistris. Perché, è bene ribadirlo, è sempre facile fare una campagna elettorale nel segno della discontinuità, del “male del passato”, cavalcando l’onda dell’anti-politica e dei tanti errori certamente commessi in precedenza… ma poi ci si aspetta qualcosa di concretamente diverso. E di questo è opportuno e saggio per un popolo e per una democrazia imparare a “chiedere conto”. Per carità, un conto “politico”, etico, sociale, ma pur sempre un “conto”. Dovremmo parlare di Bagnoli, e della famosa “asta deserta”, dovremmo parlare della coppa America, dovremmo parlare della dismissione del patrimonio immobiliare curato dalla Romeo, società già in contenzioso (senza andare nei dettagli della cronaca giudiziaria) proprio con il Comune. Ma tra tutte queste scelte eufemisticamente opinabili, ne cominciamo ad approfondire una: la questione “Napoli Est”. Quel territorio da riqualificare da decenni, dopo decenni di speculazioni soprattutto immobiliari, e legate ai fondi per la bonifica della cd. ex area industriale.

Per mettere mano a Napoli Est il Comune di Napoli ha scelto la strada del PUA (Piano Urbanistico Attuativo), che generalmente funziona più o meno così: l’ente pubblico, che non ha soldi, traccia un progetto e definisce le linee guida; su queste apre un bando realizzativo ai privati dicendo: voi mettete i capitali, e a patto che realizziate queste opere pubbliche e che vi facciate carico degli oneri di urbanizzazione, e che vi atteniate alle linee guida, vi autorizziamo a realizzare opere private, che costituiscono l’utile di impresa. In questo caso no. Il comune propone un PUA che in tutto e per tutto riprende un progetto già presentato da un soggetto privato. Il che rende difficile che effettivamente altri privati possano presentare concretamente idee che non risultino essere una fotocopia del progetto preesistente!

Chi presenta il progetto? La Idis Srl, società amministrata da Paolo Tropea, vicina all’imprenditrice Marilù Faraone Mennella, moglie dell’ex presidente degli industriali Antonio D’Amato. A quella stessa società è riconducibile anche la società la Palaponticelli Srl (capitale sociale 10mila euro) sul cui progetto vi è già un’inchiesta datata 2009. Questa società, di cui la Mennella è vicepresidente, è di proprietà della Armonia Srl, che a sua volta è di proprietà della Project One Srl (capitale sociale 10mila euro), che a sua volta è di proprietà della Idis Srl, appunto. Idis che a sua volta si candida per un altro mega progetto, il nuovo stadio, nonché il recupero dell’attuale Stadio San Paolo, nonché di tutta l’area attinente lo stesso: un megaprogetto da 700milioni di euro. Una costellazione di piccole società di 10mila euro di capitale sociale, costituite da pochi anni, che però andando a fondo fanno capo ad un unico soggetto capogruppo: proprietà al 100% della Quark&Stark S.A., società anonima con sede a Lussemburgo al civico 8 di Boulevard Royal. Cosa c’è a quell’indirizzo? Assolutamente nulla. È un palazzo di uffici che a loro volta svolgono un servizio di domiciliazione legale. Inoltre la società lussemburghese, per sua natura giuridica, non prevede che siano resi noti i soci. Sappiamo tuttavia che il capitale sarebbe stato interamente versato per circa 5milioni di euro, ma sappiamo anche che lo stesso è sotto pegno della Unicredit Corporate Banking spa. Traducendo: i soldi non li ha messi nessuno, qualcuno ha “fatto un mutuo” con la banca che a garanzia ha posto un pegno sulle quote. Il che significa anche che la banca è certa che quello che andrà fare la società è più che un ottimo affare. Quello che altresì è certo è che non sappiamo chi siano i soci della Quark&Stark e non capiamo perché le imposte sui profitti di questo enorme affare che complessivamente vale un miliardo di euro debbano essere pagate e capitalizzate in Lussemburgo e chi incasserà quei soldi.

idis

Gran parte di queste cose le aveva già dette nei suoi articoli l’ottimo Claudio Silvestrima non risulta che sulla questione l’amministrazione abbia speso qualche parola di chiarimento. Eppure fondamento di chi usa la trasparenza come bandiera, nonché di ogni democrazia occidentale, dovrebbe essere il rispetto della stampa non “a parole” ma ritenendola nei fatti come “voce della coscienza civile”, il che imporrebbe sempre una risposta concreta.

Le casualità vogliono tuttavia che un’altra (l’unica altra) iniziativa rilevante a Napoli nella gestione de Magistris abbia qualche ulteriore collegamento proprio con il Lussemburgo. Parliamo dell’America’s Cup, su cui mi limito a poche considerazioni. La Regione Campania conclude l'iter del perfezionamento della destinazione d'uso dei 22 milioni di fondi Fesr il 24 ottobre 2011 (con nota prot.803002), prevedendo che tra i possibili beneficiari dei fondi Fesr ci siano le società di scopo (pag 4 delibera regionale 46, punto G). Ed infatti l'Acn, la società di scopo dell'America's Cup, nasce il 3 ottobre 2011. Ci appare quanto meno singolare, però, che la prima delibera regionale, quella in cui si stanzia il finanziamento dell'evento, la 481,avvenga il 26 settembre 2011, ovvero prima del perfezionamento della destinazione d'uso dei fondi Fesr. L’ Acn diviene il contraente di Acea in sostituzione di Bagnoli futura Spa il 14 febbraio 2012, tant'è che gli vengono assegnati 2 milioni di euro. Vorremmo capire nel dettaglio a quanto e a cosa ammontano le 146 "presunte" entrate di cui si fa cenno nel parere di regolarità contabile del servizio ragioneria del Comune. E soprattutto vorremo un consuntivo “commentato” e motivato! Public Village: come è noto i lavori relativi alle opere del Village sono state affidate dal Comune all'Ati Jumbo Grandi Eventi Spa, Infront Italy srl (presidente e Ceo Philippe Blatter, nipote di Joseph) e alla Filmaster Events Srl (già K-Events di Delaurentiis, Della Valle e Abete). Non c’erano società napoletane o campane idonee? Non era l’occasione questa per creare un’ATI o un consorzio locale in proposito? Gare d’appalto? Nessuna. Un avviso che invita le società, che abbiamo i pochi ma esclusivissimi requisiti indicati, ad inviare la propria proposta. Le domande dovranno essere consegnare rigorosamente a mano (sic!). Non ci sarà un bando perché l’assegnazione avverrà attraverso la cosiddetta procedura negoziata (un meccanismo straordinario previsto dall’articolo 57 del codice degli appalti).

Ma è proprio su questa ultima domanda “tecnica” che torna la coincidenza lussemburghese. Il socio di maggioranza di Jumbo Grandi Eventi Spa, OI-Incentive S.A. ha sede in Lussemburgo. Coincidenza vuole che l’ex di Jumbo Enrico Ceccato sia l’amministratore di un altro fondo con sede in Lussemburgo, il Fondo Orlando Management. La vita della Jumbo è abbastanza movimentata, e costellata di fusioni, acquisizioni, cessioni, incorporazioni e liquidazioni di società satellite molto piccole (che però acculavano i debiti della capogruppo e poi venivano liquidati lasciando in sostanza la Jumbo pulita e “più leggera”). Dall’accordo tra Jumbo Grandi Eventi, Fonema, CCI - Centro Congressi Internazionale srl con il Fondo Orlando Italy Sicav (la costola italiana del Fondo Orlando Management di Ceccato)  nasce GEM, Globe Event Management, leader italiano dell’organizzazione, gestione e ideazione di eventi istituzionali, sportivi, corporate e congressi medici. Il presidente di GEM nominato dal Fondo (suo) è Enrico Ceccato (manco a dirlo) vice presidente Rossella Bussetti (già ad di Jumbo Grandi Eventi). Chi gestisce di fatto la Jumbo è proprio Rossella Bussetti socia in InRete di Laura Mangianti che a sua volta lavorava con la deputata Pdl Barbara Saltamartini nella fondazione Nuova Italia, il think tank voluto da Alemanno quando era ministro delle Politiche Agricole. Forse questi legami spiegano le gare “a procedura negoziata” e quindi non per appalto pubblico che hanno visto la Jumbo aggiudicarsi eventi come la gestione del Villaggio dei Mondiali di Nuoto (Roma) o numerosi eventi con requisiti talmente stringenti e scritti su misura da ammettere ben pochi rivali, tra cui 13th Fina World Championships Roma09, Summit G8 - L'Aquila 2009, Mondiali di Scherma - Catania 8-16 ottobre 2011; Expo Yeosu 12 maggio - 12 agosto 2012; Eni Award 2010/2011/2012; Floriade Venlo 5 aprile - 7 ottobre 2012; XXI Intercoiffure World Congress Roma 10 - 12 giugno 2012; Open Golf Sciacca 28 marzo - 1 aprile 2012; Mipim Cannes 6 - 9 marzo 2012, l’evento principale in campo internazionale per il real estate. E infine alla gestione in esclusiva dell’ospitalità ai Mondiali di Calcio in Sudafrica. Proprio alla Bussetti (in virtù della sua esperienza nel settore eventi –sic!) è stato riservato un posto nel Comitato promotore delle Olimpiadi 2020, in cui ha giocato la sua partita insieme all’Ice guidato da Umberto Vattani, il potentissimo ex segretario generale della Farnesina, il cui figlio Mario Andrea è stato console generale in Giappone, salvo doversi dimettere per aver pubblicamente e inequivocabilmente inneggiato al fascismo nel pieno delle sue funzioni e divenuto (sic!) consigliere diplomatico proprio di Alemanno.

Ma a Napoli c’è ultimamente anche un altro “strano fenomeno” sotto gli occhi di chiunque cammini per il centro storico. Interi palazzi acquistati da società attraverso società di leasing, in particolare due, con sedi in Lombardia, ed entrambe, ancora una volta, con a capo società anonime lussemburghesi.

Ora, dato che il sindaco ci ha abituato a visioni europeiste, del tipo “i quartieri spagnoli come Montmartre” o “Corso Umberto come le ramblas di Barcellona”… non è che in questa visione abbia confuso il municipio di Napoli con quello di Lussemburgo?

Dal faceto al serio, voglio ancora pensare che il magistrato de Magistris una situazione del genere l’avrebbe considerata quantomeno sospetta. E vorrei che da sindaco sia anche consapevole che una cosa è la “apparente correttezza formale” che rende un atto “legale”, e ben altra è una “situazione di trasparenza sostanziale”, e che forse in una città così complessa, certi standard nella valutazione degli interlocutori economici andrebbero decisamente elevati.

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