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Michele Di Salvo
02 Mar

Lettera aperta a Luigi de Magistris

Pubblicato da micheledisalvo  - Tags:  Campagna elettorale, comunicazione istituzionale, comunicazione politica, Luigi De Magistris, Napoli, politica

LdMCaro Sindaco, ti scrivo oggi, non solo dopo il voto, ma anche dopo qualche giorno, in cui i commenti si sono accavallati nella solita bagarre e sovrapposti nel solito stile patrio per evitare di capire, di analizzare, di comprendere… di ascoltare. E’ finita la campagna elettorale, dicevo; una campagna molto simile per i toni a quella delle amministrative che ti ha visto trionfare, su tutto e su tutti. Sull’onda del furore popolare, che non ne poteva più di rifiuti e degli ultimi anni passati nel più piatto immobilismo amministrativo. In un contesto in cui tanto la sinistra quanto la destra non hanno saputo né scegliere candidati adeguati, né proporli in modo decente, hai stravinto. Hai vinto con le parole d’ordine del cambiamento, della “rivoluzione totale”, del cambiamento rispetto al passato. Purtroppo o per fortuna chi ha un ruolo amministrativo non lo si misura sui massimi sistemi (ciò non toglie che le idee e le visioni e i valori siano fondamentali), ma sulle scelte concrete e sugli atti amministrativi. Delle tue scelte abbiamo detto, e su quelle non è il caso di tornare. Ci sono le inchieste, da una parte, e di quelle nessuno parla; ci sono i giornali napoletani, che in assenza – ancora, inesorabilmente, e in un silenzio assordante – di candidati alternativi, di possibili scelte, tacciono su un bilancio reale della tua amministrazione. Si, io credo che la grande responsabilità sia proprio nel fatto che manca un consiglio comunale autorevole, e che i partiti tutti, vuoi perché commissariati, vuoi perché impegnati in beghe interne o nei vari nodi elettorali da sciogliere, vuoi per la solita patologia di killer aggio interno verso “il primo che osa alzarsi” e proporsi… non hanno alcuna vera leadership locale. In questo vuoto, tanto in consiglio quanto fuori (e del quale i prossimi candidati dovranno rendere conto un domani, spiegando dov’erano e cosa dicevano), restano alcuni pochissimi atti. La nomina dei tuoi sostenitori in varie aziende ed enti, l’azzeramento di chi sino a ieri ha (bene o male) contribuito a muovere la macchina amministrativa e ne era entrato (a fatica) nei meccanismi, una ztl che ha creato più problemi che soluzioni, così come certe pedonalizzazioni, che non riempite di contenuti si trasformano in occasionali luoghi da fiera paesana senza alcuna progettualità di funzionalità urbanistica. Ripeto, non è questa la sede per ricordare cose già dette, soprattutto se vogliamo tutti pensare al futuro, o quantomeno ad un qualsiasi possibile scenario. Ora io mi pongo, e ti pongo, da cittadino che tu amministri, una domanda abbastanza semplice, cui so che non darai risposta, nonostante il tanto sbandierato “rapporto diretto coi cittadini”. È facile vincere (Grillo docet) parlando di rivoluzione, di mandare il vecchio a casa, di “arravotare” tutto… ma poi alla prova amministrativa, con una maggioranza assoluta in consiglio, e con le mani libere nello scegliere chi hai voluto come assessore, questa rivoluzione dove sta? Perché è facile fare una ztl quando si gira con l’auto si servizio, ma almeno, per renderti conto di come stanno le cose, non sarebbe il caso di fare le strade e i percorsi senza preferenziali che fanno tutti, tutti i giorni, almeno anche solo una volta? Capisco le ragioni di sicurezza, ma anche Che Guevara nonostante i pericoli qualche passeggiata al mercato se la fede a Cuba… Quando l’unica entrata ormai è rimasta ganasce, multe in ztl assurde, multe per divieti di sosta nella città con meno posti auto, senza nemmeno una striscia bianca, e senza alcun piano generale di traffico e mobilità, esce anche la notizia che lei fa parcheggiare la sua macchina in divieto, e ovviamente non gliela rimuovono (perché il comunicato stampa successivo è un vero pezzo di satira, e lo sai anche tu!)… io mi sono fatto una mia idea, e con umiltà te la propongo.

Non è che dopo tanti anni quella richiesta di “rivoluzione” da parte delle persone, altro non era che la richiesta della rivoluzione più autentica possibile, ovvero la “normalità”? Non è che le persone, i cittadini napoletani, sa quelli che dovrebbe amministrare, non chiedessero poi chissà che miracoli, ma solo una amministrazione normale, che riportasse Napoli ad essere (senza nulla togliere alle sue peculiarità) una città “normale”, con una viabilità normale, con parcheggi normali, con tariffe normali, con un sindaco normale che cammini tra la gente e che “normalmente” possa dialogare… Sai sindaco, forse la medianicità fa scordare che il popolo napoletano per quanto sia passionale, abbia alcune pessime abitudini e un senso civico “tutto suo particolare”, sia contemporaneamente il popolo col migliore carattere del mondo, che sa ascoltare quando gli parli, ma se gli parli si accorge quando lo prendi in giro… Ecco, quel popolo, che non lo fai fesso due volte, nel peggiore momento della sua economia, con tante famiglie davvero in crisi, non perde la sua straordinaria capacità di sacrificio, e proprio per questo credo meriti un sindaco normale. Tra tanti urlatori di piazza che fuggono davanti alle responsabilità di governo, perché non è urlando che si può governare, né governando che si diventa popolari, forse la vera rivoluzione che Napoli aspetta è quella della normalità. Sono certo che se la meriterebbe, come sono certo che questa – purtroppo – resterà lettera morta. E con questo caro sindaco ti saluto, augurando anche a te di essere nel prossimo futuro meno peggio di quanto non pensino in molti e cercando di essere migliore di quanto tu stesso non pensi. Un tuo elettore (al ballottaggio).

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