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Michele Di Salvo
17 Oct

MoViMento - Tutte le balle di Grillo dalla A alla Z

Pubblicato da Michele Di Salvo  - Tags:  in evidenza, Beppe Grillo, m5s, Gianroberto Casaleggio, demagogia, populismo, comunicazione tossica, comunicazione politica

MoViMento - Tutte le balle di Grillo dalla A alla Z
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Se Grillo dovesse fare uno spettacolo su Grillo è probabile che comincerebbe urlando i suoi strali proprio così: “Eccone un altro, se ne sta su un palco e parla. Parla lui che dice un sacco di balle…”

Se i suoi seguaci più fedeli dovessero attaccare Grillo come se fosse un “avversario politico”, senza entrare nel merito di nessun argomento, comincerebbero a testa bassa così “…si parlate voi che seguite un leader che racconta un sacco di balle…” e ilarmente farebbero il loro bell’elenco, e sentenzierebbero sul rapporto intrinseco tra ciò che uno dice, ha detto, e la sua credibilità politica.

Mi limiterò a fare un elenco di cose tratte e scritte da e nei post del blog di Grillo.

Quelli suoi (principalmente) e quelli da lui avvalorati, o dai suoi twitt e nelle sue dichiarazioni pubbliche.

Una dimostrazione di come funzioni la partecipazione è data dalla sostanza dei commenti degli attivisti.

Questo è un semplice elenco, che riguarda però qualsiasi articolo, tema, post, twitt, commento anche solo lontanamente critico, sono commenti “copincolla” buoni per ogni occasione e senza data di scadenza.
Non c’è bisogno che replichi Grillo o il suo staff, ci pensano gli attivisti. E a quel punto lui, il capo, non è nemmeno responsabile di ciò che accade, perché “ciascuno agisce per sé”… basta accendere la miccia

  • stanno tutti a rosicare !!!!!l'invidia è una brutta bestia
  • con questo cosa volete dimostrare???
  • mio dio, siete andati a prendere il pelo nell'uovo
  • davvero siete patetici, grillo fa tanta paura che pur di smentirlo vi attaccate a delle puttanate del genere, ma siete davvero convinti che la gente abbia l'anello al naso?
  • come fossero queste le balle e le bugie pericolose, che poi in realtà non trattasi proprio di balle, magari inesattezze, ma le balle sono altre....
  • e con questo? sentiamo adesso le balle che ci ha portato alla merda fino al collo!!!!
  • queste non sono bugie, sono imprecisioni!
  • e secondo voi queste bugie che peso hanno? Cazzate a confronto di quelle che ci hanno raccontato fino ad oggi i nostri politici!!!
  • vi state arrampicando sugli specchi. ….Perchè non fate le pulci anche a tutti gli altri???
  • se queste sono le balle di Grillo lo voto non una ma 100 volte... se elencate quelle del pd o peggio del pdl non vi bastano 10 ore... siete alla frutta se per screditare il m5s siete a sti livelli
  • errori risibili....

E potremmo continuare all’infinito, riprendendo e citando l’esperienza comune di ciascuno.

Sono certo che anche in questi casi si dirà che “è la macchina del fango”.

Però la domanda è – visto che qui sto solo riprendendo ciò che Grillo ha detto e scritto – in che consiste questo “fango”?

Ho cominciato a raccogliere le vari bufale raccontate da Grillo in questi anni perché era troppo assordante e miope quell’insieme di attacchi e commenti ciechi di persone che continuavano a parlare di macchina del fango, di giornalisti e blogger prezzolati e pagati (non si sa da chi) per scrivere falsità su …un santo praticamente, Grillo, che si immola e sacrifica per noi. L’unico in questo paese che dice la verità e verità scomode, mentre tutti, indistintamente tutti gli altri, sono il male e mentono.

E allora l’obiettivo era essenzialmente dare un unico insieme di risposte, perché sapevo che l’elenco era lungo. Ma credetemi, nemmeno io pensavo fosse così lungo.
Voleva essere un post. Arrivato a 12 cartelle mi son detto “ci faccio un allegato al post”… e poi continuava a crescere. E poi ho dovuto mettere tutto in ordine e come una sorta di vocabolario è uscito questo libretto.
C’è tutto? No, non credo, non ho questa presunzione.
Alla fine però esce un altro quadro rispetto a quello che volevo disegnare inizialmente.
Esce in realtà la conferma che semplicemente la vera balla è definirsi a 5 stelle. Un’arrogante presunzione che nessuno in questo paese che abbia più di dieci anni può concedersi.
Grillo è solo come gli altri. Forse per certi aspetti peggio degli altri solo per questo motivo: pretende e millanta di essere un santo immacolato e di dire la verità. E forse anche perchè il suo successo è direttamente proporzionale a due fattori: le balle che racconta come fossero vere e il bisogno che ha di dirle, e di crederci lui stesso, attaccando tutti i critici come “cattivi” e in malafede.

Ma il successo di Grillo è anche la radiografia di un paese che ha bisogno di credere ciecamente ai messia, che cerca imbonitori – e tanti ne abbiamo visti in questi anni – che promettano facili soluzioni a grandi problemi, miracoli, successo, e che ci deresponsabilizzino dei nostri mali, dando la colpa ad altri: alla BCE, all’Euro, agli immigrati, alla Cina, al governo, ai partiti, ai politici ladri, alle multinazionali, alla massoneria… tutti colpevoli tranne noi. E poi non si capisce bene dov’eravamo. E a dire il vero dov’era Grillo.

Casaleggio sappiamo dov’era: affossava di debiti un’azienda della costellazione Olivetti-Telecom e sognava lo sbarco in borsa per ripulire un disastro commerciale e gestionale. Ha fondato un’azienda che aveva praticamente come unico cliente principale un partito politico, l’Italia dei Valori, che gli ha versato sino a poco meno di un milione l’anno. E adesso il Movimento 5 Stelle. Questo è il guru profeta della nuova era digitale.
Grillo? Andava in tv, guadagnava dai suoi spettacoli, tra i pochi comici che non riconosceva e dava lustro agli autori che gli scrivevano i testi. Faceva la bella vita, ha fatto spettacoli per tutti i partiti politici. Ha fatto pubblicità sulla tv di stato e su quella commerciale. E si è sempre guadagnato da vivere sparando a zero sulla pubblica piazza, bisognoso di pubblico e di spettatori e di applausi.

Cos’hanno davvero di nuovo costoro? E soprattutto, sono davvero così – anche loro – “fuori da ogni responsabilità” per questo stato di cose?
Non lo so e non è mia intenzione dare giudizi di merito o fare “valutazioni sulla persona”.

In questo libretto vene raccolgo solo le balle, quali sono e le smentite. Il resto ciascuno lo valuta da sé. E come diceva Grillo nei suoi spettacoli “non credete a tutto quello che vi dicono, informatevi!”

Si, la rete ha memoria.

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Francesca De Cesare 06/17/2014 16:05

L'opinione del WEB sull'incontro. S'ha da fare?
http://italiannews.altervista.org/beppe-grillo-renzi/

fabio 04/30/2014 09:44

Grillo è il re dei cialtroni. Il fatto che in un paese come l'Italia lo segua un italiano su quattro ne è la conferma.

johnny addazi 04/05/2014 08:17

vogliamo parlare delle balle Renzi ... dai che hai lavoro per i prossimi 4 anni ..

Leonardo 04/04/2014 16:35

Ho creato 5 identità fittizie e le ho usate per entrare in 5 diversi MeetUp, i maggiori. Era il periodo ancora "gestazionale" di quel che M5s è ora: era il periodo della creazione di una "userbase" che fungesse da brodo primordiale, sfruttando i nuovi meccanismi di internet, ossia i CMS ("content management systems", dove i "content" erano i pensieri degli utilizzatori).

Con 2 dei 5 account mi fingevo più o meno sempre allineato con le idee (e con - importante - i metodi di moderazione degli interventi altrui) del "capo" dei MeetUp, con gli altri 3 account invece cercavo di essere critico-ma-buonista, ossia obiettivo nelle valutazioni e moderato nei modi di esposizione.
Sono bastati 3 mesi per far uscire fuori la vera natura di tutto l'impianto: un triste network-marketing delle coscienze.

Spiego meglio: molti dei vari capi MeetUp con cui ho avuto a che fare "ci sapevano fare", nel senso che il sotterraneo processo di emarginazione opinionale di chi sollevava troppi distinguo (oppure ne sollevava pochi, ma si dimostrava convinto delle proprie eccezioni e critiche, resistendo ai tentativi di modifica delle sue convinzioni) era soffice ma continuo, apparentemente occasionale quanto invece sistematico e organizzato.
Era un periodo di "processo di raffinazione" dei partecipanti: i più intelligenti, attenti, consapevoli, critici e obiettivi (...i meno malleabili, in sostanza) venivano progressivamente confinati.
Altri capi di MeeUp sono invece stati grossolani, beceri, molto autoritari e ben poco autorevoli: capi di MeetUp che tramontarono presto, fondendosi con altri più "prestigiosi" o semplicemente inariditisi completamente, tramite pilotata emorragia di partecipanti verso MeetUp molto più "vertical-oriented".

E' stato divertente e allarmante insieme: a livello personale ci ho intravisto il classico meccanismo "metti una stelletta sulla spalla del più tranquillo, e automaticamente si sentirà un autorevole dittatore", mentre a livello globale ho notato subito una regia occulta, studiata a tavolino nei minimi dettagli, supportata da "professionisti" del consenso e dello "spirito di gruppo" (inteso in questo caso come omologo del "non disturbate il manovratore").
Cercando di conservare equidistanza e lucidità di giudizio proprio verso le mie stesse impressioni, che giornalmente si arricchivano, rafforzandosi, man mano che continuavo a frequentare i 5 MeetUp, mi auto-sospettavo di paranoia: chi li paga questi "professionisti" che consiglierebbero i capi dei vari MeetUp su come "isolare e disinnescare le menti meno pieghevoli SENZA che il resto dei frequentatori si accorgano che effettivamente esiste un disegno globale in tal senso?"

...Poi venne fuori Casaleggio. Bastò visitare il loro sito web di allora per leggervi, nella "mission" societaria, l'espressione "ingegneria sociale". Era solo la mera traduzione del più generico "social engineering", e l'accezione dell'espressione inglese è "insieme di strumenti tecnici con cui creare e gestire un gruppo di dibattito, un laboratorio opinionale". Apparentemente, ma anche sostanzialmente, innocua.
...Ma in italiano il suono-significato è diverso: "ingegneria sociale" in italiano fa nascere, in chi conosce la storia e la sa adattare agli strumenti tecnici moderni, un leggero brivido lungo il filo delle vertebre del collo. "Ingegneria sociale" purtroppo in italiano somiglia molto, TROPPO, a "ingegneria delle opinioni".

Abbandonai progressivamente i 5 MeetUp non appena mi accorsi che le mie osservazioni (che mi sforzavo rendere il più possibile "critiche ma costruttivamente, per migliorare dall'interno una idea buona solo potenzialmente, ma dannosa se lasciata così com'era in quel momento") venivano fatte oggetto di repliche distanti dal merito, condite con velate insinuazioni, spolverate di (apparentemente) distratto sarcasmo su ME PERSONA anziché "sulle idee che questa persona ha espresso".
Io partecipavo sinceramente alla genesi e alla raffinazione di idee e proposte, non sono mai stato provocatore (almeno: mai consapevolmente) né disfattista, e ho sempre cercato di essere assertivo nel mio pormi, nel mio sollevare eccezioni e dubbi, quando veramente credevo fosse il caso di sollevarne.
Di contro, percepivo chiaramente la insincerità di quanti cercavano di limitare la mia azione, di delegittimare inobbiettivamente quanto esprimevo.

Nel frattempo, era affascinante notare, settimane dopo settimane, la progressiva affiliazione di alcuni verso il gruppetto "capo MeetUp + sua ristretta cerchia di collaboratori-spalla-guardiadelcorpoideologica". Non era una sudditanza psicologica causata, indotta: era spontanea.
In alcuni casi per nulla inconsapevole. Nella stragrande maggioranza dei casi, autoprodotta.
Il meccanismo, oltre ai pochi casi riassumibili con "mi rendo perfettamente conto che se sono troppo sincero nel partecipare al dibattito, finisco per essere emarginato, quindi meglio accordarsi", si basava più che altro su una istintiva voglia di DELEGARE la propria capacità critica al gruppetto conduttore, vuoi perché una certa pigrizia personale facilitava questo processo, vuoi perché molte persone non cercano un bravo amministratore, quanto un bravo comandante.
Molti si professavano "menti libere da condizionamenti", salvo poi dimostrarsi supini gregari (e beatamente contenti di esserlo) progressivamente pubblicando "ottimo, con queste modifiche l'idea funziona meglio !!!" in risposta al commento che di modifiche (all'idea in discussione) non ne proponeva nemmeno una...

Mi sono allontanato vagamente immaginando quel che poi quel brodo primordiale è diventato.
Adesso, quando leggo le risposte a qualche commento critico verso il M5s, immancabilmente noto la stessa meccanica psicologica che si riaccende e si dispiega.
Noto la stessa "meccanizzazione della contro-replica" per depotenziare e delegittimare qualsiasi voce critica, anche laddove le critiche mosse sono circostanziate e oggettivamente valide.
Ipotizzo (e non mi sento più tanto paranoico) un ben oliato marchingegno, complesso ma efficace, che rimane in power-save fino alla comparsa (su Facebook o qualsiasi altra piattaforma in cui valga la pena intervenire, subito e con vigore, per schiacciare-confutare-deridere-accusare-insinuare-distogliere chiunque si azzarda a muovere critiche) di una voce contraria, o anche solo perplessa.
E' un esperimento che chiunque può tentare, basta solo essere tra i primi a commentare negativamente (ma obiettivamente) un qualsiasi "newly-posted" argomento M5s che effettivamente si presti a critiche: immediatamente una FOLLA di talebani stellati interverrà.
Molti interventi di risposta saranno ben circostanziati e apparentemente "solidi" argomentalmente.
Molti altri saranno polemici, dissacranti, insinuanti, offensivi, sdegnosi.
Avranno però tutti un comune denominatore: il succo finale degli interventi sarà qualcosa di molto simile a "se non approvi in toto, sei CONTRO di noi".
Sono quasi 10 anni che funzionano in questo modo, e le eccezioni sono ben poche.

piero 02/20/2014 14:16

Premetto che non sono un attivista 5 stelle.Però cerco di informarmi e di essere obbiettivo. Detto ciò, mi farebbe piacere sapere se c'è una raccolta di quante balle negli anni hanno raccontato i vari politici in generale e berluscono/renzi in particolare. se non ci fossero, perchè grillo???

micheledisalvo 02/20/2014 16:21

Premesso che molti hanno scritto le varie "altre" balle - esempio http://www.fanpage.it/politici-bugiardi-per-elettori-creduloni/
il punto è che solo Grillo si definisce "a 5 stelle", solo lui dice la verità, solo lui è onesto, solo lui dalla parte delle persone, solo lui dice le cose in faccia, solo lui dice come stanno le cose... e NON E' VERO! (semplicemente)