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Michele Di Salvo
31 Jan

La strategia a 5 Stelle verso le europee

Pubblicato da Michele Di Salvo  - Tags:  m5s, Beppe Grillo, comunicazione politica, elezioni, europee, violenza, demagogia, Massimo De Rosa, Alessandro Di Battista

La strategia a 5 Stelle verso le europee
La strategia a 5 Stelle verso le europee

Abbiamo capito la strategia di Grillo per la campagna delle europee: sguinzagliare i suoi, provocare - anche violentemente - far perdere le staffe agli altri e poi accusarli di violenza. L'unica chance che hanno per esistere è interrompere i lavori altrui, le conferenze stampa, alzare cartelli, mettersi magliette, e inneggiare ai vari boia chi molla per far parlare di sè. Se non fanno così praticamente scompaiono. Perchè ormai è chiaro che si sono tagliati fuori da ogni vero processo di riforma concreta di questo paese: dalla legge elettorale, alle misure per il lavoro, a quelle economiche, alle riforme istituzionali. E usano i fondi dei gruppi parlamentari, le strutture di Camera e Senato, le dirette dei lavori parlamentari, per fare la propria sceneggiata.
Questo è il filo di coerenza che lega un pessimo ostruzionismo d'aula, pensato solo per far perdere la pazienza, senza restare sull'ordine del giorno ma parlando di altro al solo scopo di essere continuamente richiamati dalla presidenza, con il deputato De Rosa che in commissione si rivolge alle colleghe del Pd dicendo che stanno lì grazie a meriti sessuali, e con il deputato Di Battista che provoca Roberto Speranza in sala stampa, alla disperata ricerca che quest'ultimo reagisca (come umanamente credo chiunque di noi avrebbe fatto). Nello stesso filone rientrano l'atto d'accusa verso il Presidente della Repubblica, con gran spolvero di parlamentari a cinque stelle in sala stampa, per farsi vedere in prossimità delle elezioni. Di qui la mistificazione sulla Banca d'Italia, che non è più una banca centrale e non ha nemmeno deleghe sula politica monetaria, ed era già una banca partecipata da banche.
E continueranno, alzeranno i toni, e diranno che qualsiasi atto di censura di questi comportamenti è un "vile attacco alla libertà di espressione" e una limitazione della loro azione politica e parlamentare. Qualsiasi giornalista oserà dubitare della legittimità di questi comportamenti, ovviamente, sarà al soldo delle lobby e dei poteri forti e a difesa della casta.
Tutto questo è già scritto, è chiaro ed evidente, e basterebbe "tornare bambini" per ricordarci che i metodi della provocazione di oggi sono infondo gli stessi delle scuole elementari, quando si era però nella fase dell'apprendere come ci si relaziona con gli altri, come si socializza, e qual è il proprio spazio. Ma se queste cose non le apprendi da bambino, e non conosci il rispetto, allora l'unica politica che puoi adottare è quella della violenta provocazione degli altri.
Bisognerebbe trattarli come fossero trasparenti. Come non esistessero. Bisognerebbe semplicemente affermare che "se non sai stare in un consesso civile, ne stai fuori" e perdi ogni diritto partecipativo e ogni possibilità di dialogo. Così farebbero i bambini, alle elementari appunto. Così quelli che perderanno le staffe saranno loro mostrando così la loro vera natura.
Beppe Grillo ha scelto da tempo la sua strategia di comunicazione. Adesso ha solo stabilito di alzarne i toni, e di portare lo scontro a tutto campo e su tutto, soprattutto sulla provocazione fisica, così che ogni reazione, anche violenta, sarà appunto una semplice reazione semmai anche giustificata. Adesso tocca "agli altri" adottare la propria linea di comportamento, in maniera coerente e adeguata. Perchè lui "è in guerra", e i suoi parlamentari sono diventati il suo braccio armato. Quindi non chiamateli colleghi, ma nemmeno cittadini – come vorrebbero loro – perchè i cittadini veri sanno come comportarsi, ed hanno esigenze reali cogenti, e non certo tempo da perdere a giocare ai provocatori per farsi notare.
Del resto la cittadinanza è uno status, che prevede rispetto, soprattutto delle regole di convivenza. E loro tutto hanno dimostrato meno che questo.

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Lezioni di nuovismo a 5 stelle

Dunque, per apprendere qualcosa di nuovo è sempre bene prendere appunti.
Ecco, questo post sono semplici appunti, visto che di questo "nuovo che avanza" ci sto capendo poco, e devo ammettere che quel poco che sto capendo non mi piace affatto, anche perché "puzza" di stantio e vecchio...
Ma veniamo agli appunti.

Se dai del ladro generalizzato a tutti i tuoi colleghi nell'aula della Camera, e quelli ti rispondono sei tu che sei aggredito.
Se dici che le tue colleghe di un altro partito stanno lì grazie al "sesso orale" diventi un eroe, che anzi, ha detto poco.
A quelli che protestano perché considerano queste cose inaccettabili si ipocondri con "ma quella volta che quel tizio lo ha fatto con me?" e quindi tutto viene tacitamente legittimato.
Se offendi il Presidente della Repubblica, rientra nella libertà di espressione sancita dalla costituzione, ma se un giornalista fa un'analisi che non ti piace commentando fatti parlamentari, allora merita la gogna mediatica perché è un pennivendolo prezzolato.
Quelli che stanno con te sono duri e puri e illibati, mentre gli altri sono tutti marci, al soldo di qualcuno, che affamano il paese.
Tu lo fai per spirito di servizio, mentre indistintamente tutti gli altri lo fanno per difendere i loro interessi e fare beceri affari di nascosto.
Le tue proposte di legge – anche quando sono irricevibili perché incostituzionali – non vengono votate perché "la casta rema contro", mentre tu non voti le leggi altrui, anche quando sensate e vicine alle tue posizioni, perché sono senza dubbio marce e "io non mischio il mio voto al tuo".
Se interrompi i lavori d'aula con un altro presidente di turno, quello è un venduto della partitocrazia al potere, mentre se anche il tuo vicepresidente è di turno e deve interrompere i lavori allora "è stato correttissimo nel rispetto delle istituzioni".
Se qualcuno assume nel gruppo persone senza curriculum, semplicemente segnalate dalla tua società di comunicazione, o perché amico di o parente di, è "perché abbiamo bisogno di gente fidata", ma se gli stessi criteri li usano gli altri è il solito malaffare.
Se la fidanzata di un altro parlamentare diventa parlamentare (anche se semmai facevano politica assieme da sempre e hanno percorsi autonomi) allora è familiarismo e ci sono "carriere orizzontali", mentre se mamma e figlio vengono eletti nello stesso collegio a camera e senato, se il fidanzato fa eleggere la fidanzata, se la sorella del capogruppo in una regione diventa parlamentare selezionata sul web con gli iscritti del fratello, e cose simili, allora "è giusto perché è ovvio che in un piccolo gruppo è facile conoscersi tutti".
Se non conosci la costituzione, i regolamenti parlamentari, i tempi legislativi, è normale perché sei "nuovo" e non hai esperienza, epperò vanno cacciati tutti i parlamentari da più di due legislature perché certamente sono malvagi e corrotti.
Se fai un referendum online su un blog di un tizio che nessuno ha eletto, proprietario di logo, simbolo e piattaforma, la chiami democrazia diretta. Anche quando vota lo 0,05% del tuo elettorato.
Se vanno alle primarie 3 milioni di persone (il 30% dell'elettorato) allora sono casta corrotta che difende i propri interessi e sono tutti prezzolati.
Se altri consiglieri regionali vengono messi sotto inchiesta per i rimborsi, e poi vengono prosciolti senza rinvio a giudizio, sono comunque sempre dei ladroni, se invece i tuoi finanziano le reciproche fidanzate e vengono rinviati a giudizio, sono errori di inesperienza e peccatucci veniali.
Peccati veniali come una deputata che falsifica il suo curriculum, come il deputato che raccomanda la moglie come assessore, come il marito che fa votare la moglie appena iscritta sul meetup per farla andare in parlamento.
Se uno critica il leader è un traditore venduto alla casta. Sino al giorno prima era un eroe guerrigliero per la libertà dall'oppressione. Eppure non ha fatto nulla se non dissentire su un singolo argomento.
Boia chi molla è un modo di dire che non ha valenza politica.
Se i punti del programma sono uguali a quelli di Albadorata, vuol dire solo che Albadorata qualche volta ha ragione (come gli orologi rotti che due volte al giorno sono precisi).
Se uno di voi diffonde le mail private altrui per metterlo in cattiva luce, sono certamente stati gli hacker prezzolati da qualcuno, così come se hai perso qualcosa nel tuo ufficio, significa che c'è stata un'effrazione (semmai commissionata dalla casta che vuole ostacolare la tua rivoluzionaria attività politica).
Chi ti attacca e ti contesta è pagato, quindi qualsiasi cosa dica, senza nemmeno entrare nel merito, è falsa, maliziosa, effimera, offensiva.

Bene potrei continuare. Ma penso di aver capito, rileggendo, cos'è questo nuovo che avanza.

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