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Michele Di Salvo
27 Mar

M5S in Europa al guinzaglio di padron Grillo

Pubblicato da Michele Di Salvo  - Tags:  Beppe Grillo, europa, elezioni, m5s, Casaleggio, Gianroberto Casaleggio, web, Democrazia, demagogia

M5S in Europa al guinzaglio di padron Grillo

Quasi tutti hanno dato molto risalto, nella lettura del "codice di comportamento per i candidati del MoVimento 5 Stelle alle elezioni europee e per gli eletti al Parlamento europeo" ad alcuni aspetti, in particolar modo alla parte sul "recall" – che Grillo afferma esistere negli Stati Uniti senza dire dove, come e perchè, confidando nella "sua" rete che gli crede ciecamente – o sulla clausola penale di 250mila euro in caso di dissidenza. È vero, il vincolo di mandato in Italia è incostituzionale, così come nessuno può imporre ad un rappresentante eletto, contanto di preferenze nominale, di obbedire ad altri che onn sia la sua coscienza, principio teso a mantenere i parlamentari liberi da ricatti e indipendenti.
Quello che a me ha colpito invece, forse per ragioni professionali legate alla comunicazione, è un altro principio, che traspare leggendo più passaggi insieme. "Lo strumento ufficiale per la divulgazione delle informazioni e la partecipazione dei cittadini è il sito http://www.beppegrillo.it. Per garantire il coordinamento della comunicazione, i deputati del Parlamento europeo del MoVimento 5 Stelle a maggioranza assoluta degli eletti dovranno designare un portavoce, con cadenza trimestrale, nel rispetto del principio di rotazione. I deputati non potranno nominare i propri familiari fra gli assistenti retribuiti direttamente dal Parlamento europeo e da altri organismi. Ogni deputato si impegna a prescegliere e designare due dei predetti assistenti di propria competenza fra i soggetti indicati come componenti del “gruppo di comunicazione M5S” da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. Verrà costituito un “gruppo di comunicazione”, composto di due assistenti per ciascun deputato, al fine di garantire una gestione coordinata della comunicazione dell'attività parlamentare dei deputati del M5S. Il “gruppo di comunicazione” avrà un coordinatore con il compito di relazionarsi con il sito nazionale del M5S ed il blog di Beppe Grillo. La consistenza del “gruppo di comunicazione”, in termini di organizzazione, strumenti, scelta dei membri e del coordinatore, sarà definita da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. I deputati del M5S dovranno provvedere alle spese di funzionamento del gruppo di comunicazione: i) costituendo un fondo dedicato; ii) devolvendo al medesimo i rimborsi ed i finanziamenti ad essi spettanti eventualmente erogati dall'Ufficio di Presidenza; iii) mettendo a disposizione del gruppo di comunicazione gli uffici e le attrezzature dei quali saranno dotati, ove adeguati ed utilizzabili; iv) concorrendo personalmente con il versamento di un contributo, di ammontare di € 1.000 mensili."
La prima notizia è che Beppe Grillo, che sapevamo essere proprietario del simbolo e presidente eletto da nessuno dell'associazione Movimento5Stelle, oggi è autopromosso a "capo politico". Ne prendiamo atto.
Quello che traspare, però leggendo questo testo nelle sue parti relative alla comunicazione, è un regolamento che mira al controllo totale degli eletti. Una appropriazione diretta da parte di Grillo e Casaleggio finanche degli "strumenti messi a disposizione dal Parlamento per l'attività parlamentare", gli uffici, i fondi spese. Finanche una lista di persone compilata da Grillo e all'interno della sola lista la possibilità di scegliere i propri collaboratori personali, pagati dall'europarlamento. Grillo e Casaleggio sceglieranno i dipendenti del "gruppo comunicazione", le cui spese e stipendi saranno a carico dei parlamentari, così come i termini di organizzazione, strumenti, scelta dei membri e del coordinatore.

Quella che invieranno a Bruxelles gli elettori del Movimento 5 Stelle, in buona sostanza, sarà una pattuglia di meri esecutori acritici, svuotati di ogni libertà, controllati a vista, che daranno posti di lavoro pagati da noi a persone non elette da nessuno e semplicemente indicate da Grillo e Casaleggio.
Qualcuno potrà rispondere con una facile superficialità che "si deve impedire il trasformismo", ma qui siamo decisamente ben oltre, perchè da un lato il contrattino con la penale come il "recall" sono decisamente illegali, e anche un eventuale contratto privato sarebbe facilmente impugnato come illegittimo, dall'altro la invasività totale dei due leader appare – finalmente – per ciò che è: vera e propria interpretazione proprietaria indiscutibile dell'intero Movimento. Un codice, quello appena pubblicato, che mette una pietra tombale anche sul velleitario vessillo sbandierato della "democrazia diretta".

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