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Michele Di Salvo
11 Nov

Napoli, dalla politica commissariata alla città che respira

Pubblicato da Michele Di Salvo  - Tags:  Napoli, Campania, Bagnoli, PD, partito democratico, Luigi De Magistris, Politica

Napoli, dalla politica commissariata alla città che respira

Napoli commissariata. Adesso e' scritto, nero su bianco, in un decreto dal titolo giornalistico significativo "Salva Italia". Dopo vent'anni di gestione politica, amministrativa, economica e finanziaria, la vicenda Bagnoli non è più nella disponibilità dell'amministrazione comunale. Anche qualsiasi atto amministrativo, dalla variante urbanistica al passo carrabile viene avocato altrove. Bagnoli viene per una volta intesa per quella che è, almeno sulla carta: un'area che va ben oltre i 200 ettari (che non sono pochi) dello stretto comprensorio exILVA ma arriva all'area exNATO, per complessivi 850 ettari urbani.
Certo, dentro mancano almeno due cose. Regole certe affinché nell'apertura ai privati che potranno conferire terreni e immobili vi sia la massima vigilanza perché non avvenga alcuna operazione di riciclaggio di beni legati alla criminalità. Regole certe affinché nessuno di coloro che hanno inquinato, o hanno lucrato su bonifiche mai fatte, entrino nel nuovo soggetto scaricando sullo stesso i propri obblighi e oneri.
Quella che finisce commissariata però è la politica locale, gli amministratori, coloro che hanno ritenuto che, ancora una volta, un nuovo contenitore dovesse servire per tagliare nastri, fare comunicati stampa, giocare un ruolo politico, semmai nazionale, per assegnare cariche, poltrone, ruoli, e gestire la relativa fetta di potere legata alla "capacita' di spesa" del nuovo soggetto.
A voler essere maliziosi potremmo notare come il nuovo decreto veda la mano di sindaci, appunto Renzi e soprattutto Delrio: dalla loro esperienza amministrativa arrivano norme che, scientificamente, escludono comune e città metropolitana da tutto, e anche ove mai vi fosse ostruzionismo in conferenza servizi (unico momento di partecipazione del comune) e' prevista una strada per il superamento. L'ira del sindaco De Magistris è formale, ma nella sostanza appare decisamente immotivata. Soprattutto dopo il tira e molla sul San Carlo, dopo la paralisi che ancora resta sulle nomine dell'autorità portuale (che sta perdendo 150milioni di fondi europei) dopo il nulla di fatto sui progetti per il centro storico (altri 100milioni persi). La rivoluzione di legalità e trasparenza annunciata ormai due anni fa si traduce oggi nello scandalo degli appartamenti comunali affittati ai soliti noti per qualche decina di euro, e ad un consiglio (per maggioranza assoluta di eletti nelle liste civiche arancioni) moroso anche nel semplice adempimento del deposito delle dichiarazioni dei redditi dei consiglieri.
De Magistris ha ragione "senza Napoli e senza i suoi cittadini nulla potrà essere realizzato". Infatti non e' commissariata la città ma la politica locale, la sua mancanza di trasparenza, di autorevolezza, di capacità, di concretezza. E per una volta senza distinzioni di colore o partito. Abbiamo per anni ripetuto che Bagnoli era questione (giustamente) nazionale ed europea, perché di certo l'ILVA e la NATO non sono ascrivibili a realtà locali. La politica dovrebbe vedere di buon occhio che finalmente quelle aree non diventino lottizzazione di nomine locali, ma soggetti di interesse nazionale di cui lo Stato si fa carico, anche delle responsabilità politiche. Adesso, compete ai cittadini scegliere una nuova e diversa classe dirigente, una nuova e diversa rappresentanza politica, capace di quell'autorevolezza e competenza tali da far sì che quello che verrà realizzato sia anche il meglio per la città, per le comunità, vigilando che tutto questo non si trasformi nell'ennesimo affare per le varie camorre locali. Quelle a mano armata, e quelle dalle camicie e dai colletti bianchi.

il Roma 15.09.2014

il Roma 15.09.2014

Il quatto agosto, dalle pagine del Roma, ho lanciato una proposta di metodo nel consueto dibattito politico sulle amministrative in Campania e in particolare a Napoli: cominciare a confrontarci su temi concreti, per verificare sui programmi chi ci sta per fare cosa, e anche le vere differenze tra vecchio e giovane, apparato e nuovo, per evitare un ennesimo parlarsi addosso, senza idee, solo per giocare ad accaparrarsi poltrone e posizioni, lasciando i problemi lì, senza soluzione e senza nemmeno idee vaghe da cui partire. L'undici questa provocazione è continuata, anche perché in molti sono stati "stimolati" in tal senso, e ho parlato sempre da queste pagine di una nuova visione, che ho voluto chiamare "la città che respira". Candidarsi cioè non "ad amministrare", ma a gestire un nuovo rapporto tra cittadini e istituzioni, immaginando un futuro, concreto, possibile, partendo dai problemi concreti vissuti dai napoletani e non dai titoli di programmi elettorali che restano lettera morta nei cassetti.

La città che respira è innanzitutto una comunità di persone, ciascuna portatrice della propria storia e della propria competenza, al servizio non della "cosa da realizzare" domani mattina, dell'appalto singolo, dell'opera solitaria, ma di una grande idea complessiva della città che vogliamo: non per noi, ma per i nostri figli. Ed un'idea di città così, non la si fa essendo e restando di parte, o con fucine singole di idee, ma ragionando e programmando il pezzo di strada che ciascuno di noi deve realizzare. Allora, senza pretese che non siano quelle di stimolo ad una riflessione e una progettazione attorno cui ritrovarsi, lancio qualche idea semplice, per vedere "chi ci sta", anche solo per discuterne.

Parcheggi. Definizione di un piano straordinario di incentivi alla costruzione di parcheggi di proprietà privata sotterranei rispetto ai condomini di residenza, con una quota di riserva di proprietà pubblica e sgravi fiscali sulle imposte comunali future.

Eventi. Definizione di un calendario unico trimestrale, con una commissione unica e aperta con sedute pubbliche con una programmazione unitaria in cui dare pubblicità e mettere in connessione tutti gli eventi in città e provincia, e un biglietto unico di mobilità e di accesso a tutti gli eventi della programmazione unitaria.

Trasporto pubblico. Potenziamento di tutti i servizi pubblici di trasporto con tempi di attesa massimi di 10min per gli autobus, 4 minuti per le metropolitane, 8 minuti per le funicolari. Introduzione della "tariffa unica di cittadinanza": un abbonamento unico per il trasporto pubblico urbano inserito direttamente nel calcolo delle imposte comunali.

Raccolta differenziata. Trasferimento del servizio di ritiro e gestione ad aziende private del settore specifico del riutilizzo dei materiali raccolti, anche ricorrendo al consorzio unico obbligatorio. Remunerazione del servizio di raccolta proporzionale al tonnellaggio e detratto l'importo del valore della materia prima recuperata.

Gli "attrattori di innovazione". Quando venne fondata la stazione zoologica marina, quella che chiamiamo acquario, Dhorn per finanziare la ricerca disse alle nazioni “noi abbiamo il luogo, voi i ricercatori ma non abbastanza risorse da destinare, bene, mandateli da noi, e ci pagate un canone per ogni “banco di ricerca”. Mutuare quella storia, che è la nostra storia, per luoghi come Bagnoli, ma anche come la ex Birreria Peroni, è solo l'ultimo degli esempi di come, senza spendere nulla o relativamente poco, il motore pubblico, oggi, può avviare una macchina incredibile di opportunità, di formazione, di incontro e sviluppo che – per una volta – non alcuna ricaduta negativa. Lo scrissi sul Roma e su l'Unità a giugno e ritengo che queste idee, che vengono da lontano, possano portare lontano.

Il PUA per la riqualificazione urbana. Avviare un tavolo di confronto su progetti concreti per intere aree da realizzare con singoli Piani Urbanistici Attuativi in cui l’ente pubblico approva il progetto di massima e ne definisce le linee guida e su queste apre un bando realizzativo ai privati che mettono i capitali, e a patto che realizzino le opere di interesse pubblico e di servizio (aree verdi, sportive, asili, commissariati, aree ecologiche...) che realizzando le "opere private" realizzano il conseguente l’utile di impresa.

Centro unico di acquisto. Pubblicazione online di qualsiasi tipo di bene e servizio si intenda acquistare: qualsiasi cittadino potrà verificare la spesa, e qualsiasi impresa potrà partecipare alla gara di fornitura con procedura certificata di asta online, previo accesso e registrazione per requisiti minimi di servizio e fornitura.

Ufficio unico per l'impresa. Invece di avere tanti uffici competenti per realizzare fino a cinquanta pratiche differenti per poter realizzare una singola opera edile, un'attività, una variazione, o richiedere un'autorizzazione, il richiedente avrà un proprio referente diretto di interfaccia con la pubblica amministrazione, il cui lavoro sarà quello di risolvere tutti i problemi e rilasciare tutte le autorizzazioni in maniera diretta, ed interfacciarsi con gli uffici competenti.

il Roma 25.08.2014

il Roma 25.08.2014

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