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Michele Di Salvo
23 Feb

#iononleggorepubblica e la cifra della sconfitta di Grillo

Pubblicato da Michele Di Salvo  - Tags:  Grillo, m5s, Beppe Grillo, Casaleggio, comunicazione, twitter, socialnetwork

#iononleggorepubblica e la cifra della sconfitta di Grillo

È durata meno di trenta ore la presenza di #iononleggorepubblica nella TL Italia di Twitter.
Un totale di 22mila menzioni di cui 17mila concentrati in meno di 20.
Sono queste le cifre del tweet-bombing lanciato dal blog di Beppe Grillo.
L'hashtag era la risposta del fondatore del Movimento5Stelle ad un articolo in cui Repubblica evidenziava quello che gli analisti di rete sanno e dicono da molto tempo.
Beppe Grillo è in forte calo di attenzione e di lettura sul web.

Sono solo due i fenomeni che ciclicamente riescono a risollevare i numeri del blog:
- particolari momenti istituzionali (formazione del governo, elezione del Presidente della Repubblica...) perché in maniera fisiologica le persone che si informano in rete sono interessate e conoscere le posizioni e la linea politica dei vari soggetti politici;
- ogni volta che Grillo "alza i toni" estremizzando le posizioni e radicalizzando lo scontro, semmai cedendo a derive che generano anche un "conflitto di posizioni" all'interno del suon movimento... il che però si traduce in commenti, in discussioni, e quindi in click.
Mentre altri due "giochini della rete" hanno da tempo perso il loro mordente e la loro capacità attrattiva, come:
- "il giornalista del giorno" da proporre, votare, bersagliare e poi "votare il giornalista dell'anno" et similaria ovviamente;
- le varie "consultazioni" interne che avevano riscontrato interesse della prima ora (quirinarie etc) hanno perso il loro appeal, soprattutto quando si sono ridotte a momenti di palese accettazione delle decisioni già prese dal capo su espulsioni varie... ed anche in quei casi gli orari a disposizione degli iscritti al blog si erano drasticamente ridotti.

Un forte sostegno alle visite del sito è venuto dalla creazione di una vera e propria rete interna di viralizzazione: siti come LaCosa, TzeTze, LaFucina, che rilanciano contenuti interni e ne amplificano la portata riportando alla fine sempre allo stesso contenuto o a "notizie correlate".
Nonostante tutti questi meccanismi, io stesso il 5 luglio 2013 evidenziai – misurandolo – questo calo sostanziale e il 18 febbraio 2015 Repubblica riporta un'analisi simile.

Matteo Borsacchi ha realizzato un'analisi di come sia effettivamente andato il tweet-bombing proposto dal comico genovese e il risultato che ne emerge conferma complessivamente le analisi.

#iononleggorepubblica e la cifra della sconfitta di Grillo

La mappa sociale delle interazioni e l'intensità delle menzioni radiografa un gruppo tanto chiuso quanto attivo, ed una tecnica di viralizzazione interna molto forte.
Centrale resta Beppe Grillo, seguito dai parlamentari di spicco del suo Movimento, quasi in una scala gerarchica. Seguono alcuni attivisti storici e profili fake e troll ben noti della twittersfera pentastellata. Ciclicamente questi profili retwittano gli altri: i parlamentari che retwittano gli attivisti e gli attivisti che retwittano i parlamentari. Ogni tre ore circa l'account di Beppe Grillo "rilancia il meglio" e il ciclo ricomincia.
Delle 17mila menzioni dell'hastag, 12mila circa sono realizzate da poco meno di 120account. Il "premio per l'efficacia" e la partecipazione degli attivisti è essere retwittati da Grillo. Il premio per i parlamentari è "mettersi in luce" come "duri e puri e fedeli alla linea" nella loro twittersfera di riferimento.
Delle 22mila menzioni totali di #iononleggorepubblica circa 5mila circa sono critiche o satiriche nei confronti dell'hashtag, della campagna e dei twitt dei parlamentari. Il che mostra che anche in chiave di opposizione – rispetto ad altre fasi del movimento e delle campagne di Grillo – diminuisce l'interesse anche oppositivo, come un "lasciateli fare...": non interessa nemmeno più replicare. Il che in sé è la cifra effettiva del fallimento di una campagna di contrapposizione.

#iononleggorepubblica e la cifra della sconfitta di Grillo

Beppe Grillo e molti attivisti del M5S sono convinti, in perfetta buona fede, di essere centrali ed avere un seguito enorme, e tuttavia la loro chiusura alla lettura di dati differenti o provenienti dall'esterno li rende "vittime" della loro stessa capacità di amplificazione e viralità, senza leggere ciò che sta "oltre" la loro stanza stupida.

E tutto questo ci riporta alle considerazioni che abbiamo fatto in altre sedi, a proposito della comunicazione politica tossica, e sopratutto alla "auto percezione" che si genera nei gruppi chiusi, e da ultimo al tema che ho affrontato nel definire "La Stanza Stupida" – ovvero quei non-luoghi della rete in cui, restando chiusi nelle stanze dell'eco in cui "tutti la pensano allo stesso modo" si finisce per il rendere il luogo stesso "stupido" e con un'ottica ed una visione della realtà assolutamente falsata.

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