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Michele Di Salvo
09 May

Saviano del giorno dopo e le scelte della politica

Pubblicato da Michele Di Salvo  - Tags:  camorra, Campania, De Luca, elezioni, giornali, pariti, partito democratico, pd, Politica, Rosaria Capacchione, Saviano

delucaUna delle doti più straordinarie di Roberto Saviano è intervenire "il giorno dopo" sintetizzando "a modo suo" quello che ha letto sui giornali locali, "ricicciandolo" - come direbbero a Roma - a modo suo, e in chiave quasi sempre apocalittica. Si badi, che il tema sia grave lo sappiamo, e dovremmo tutti dargli maggior peso (e ben vengano anche i riflettori "alla Saviano"), e anche questa dote di "sintesi ex post" Roberto è in sé apprezzabile... E tuttavia queste cose si leggono da giorni, settimane, mesi, spesso su quei giornali locali che - senza rivangare inutilmente - spesso Saviano definisce "collusi o servi o organi" dei clan. Strano. Anche perché lui stesso ne fa mambassa. E tuttavia Saviano dimentica di citare che proprio nel Pd c'è gran parte di quelli che queste cose le denunciano da tempo. Spesso dall'interno, quando è più difficile, e quando vieni sempre ad essere messo in minoranza. Se di tutto questo Saviano si ricordasse, forse, la sua sarebbe anche una denuncia più credibile, più onesta, più efficace. Semmai anche più costruttiva. Del rischio infiltrazione nei partiti politici - e nel pd in particolare - ad esempio, avevo scritto già a dicembre, quando si era ben lontani dal parlare di liste elettorali. E non cito un mio articolo per "primogenitura" ma semplicemente perché in quell'articolo facevo ampio riferimento a oltre vent'anni di denunce piccole o grandi, sul territorio, e semmai ampliavo l'analisi alla tipicità della politica del nostro tempo. Ci saremmo aspettati da Saviano qualche nome in più, qualche nome vero, oltre ai soliti citati da tutti i giornali quasi tutti i giorni. Così come ci saremo aspettati qualche novità, qualche scoop, che vada anche oltre le sentenze di primo e secondo grado già depositate o quelle in corso e ben note. Così come francamente ci saremo aspettati che per dire che "il sistema Gomorra è tutto nelle liste con de Luca" questi nomi non fossero due o tre. Ma si sa, le persone leggono il titolo, mica la sostanza. Chiariamo allora qualche punto in modo netto, anche laddove la semplicità di un'affermazione non rende giustizia alla complessità dei fenomeni. 1. Si doveva e poteva fare di più e di meglio per selezionare e verificare, e non solo nelle liste del Pd ma in tutte quelle della coalizione, che non possono essere lasciate alla discrezionalità del candidato presidente, anche per evitare che quello che "scarto dalla porta" me lo ritrovo in casa dalla finestra, anche solo come vicino. 2. Si doveva e poteva fare meglio per evitare che "figli, mogli, nipoti, generi" e varie ed eventuali fossero in lista, per evitare il trasferimento non sempre cristallino di clientele e trasformarle in voti. 3. Non si doveva consentire, in alcun caso, che certi personaggi fossero in liste abbinate: senza entrare nel merito bastava dire "se ci sono questi tizi non c'è accordo". Sarebbe stato facile. Ma il tema vero è che comunque "questi" portano voti, e se non fossero stati con De Luca sarebbero stati con Caldoro, e dato che il distacco tra i due pare essere di 3-5 punti... ci si tappa il naso... e si dice "non possiamo decidere i nomi delle liste altrui". Questa semplice verità la conosciamo tutti. Non va negata. Va affrontata e chiarita nitidamente. Solo che non sta bene ammetterlo in campagna elettorale e quindi "non si può dire". Men che meno pare che si possa dire quello che ha invece detto Rosaria Capacchione: "Il Pd doveva controllare di più le liste? Voglio usare un'allegoria. Nella notte tra 1 e 2 maggio c'è stato un blitz perché il giorno dopo non uscivano i giornali...". Verità anche più vera e coraggiosa se ricordiamo che l'affermazione viene da una parlamentare del Pd! E tuttavia... Se guardiamo le liste di centrodestra non vedo dove sia maggiore legalità e trasparenza e assenza di imbarazzi. Anzi. E qui - anche e soprattutto da Saviano - ci si aspetterebbe di più e di meglio, e qualche verità scomoda. 1. Comunque "questi" portano voti, e se non fossero stati con Caldoro sarebbero stati con De Luca, e dato che il distacco tra i due pare essere di 3-5 punti... ci si tappa il naso... e si dice "non possiamo decidere i nomi delle liste altrui". 2. La camorra sta sempre dalla parte di chi" detiene il potere". lo cerca, ne ha bisogno. Non sempre si riesce a infiltrare come vorrebbe, questo è certo. Ma in questo caso alla Camorra servono i consiglieri non tanto il governo regionale in prima linea, e quindi sta "ovunque" e cerca e cercherà di portare voti e pesare in qualsiasi luogo. Specie tra nomi non sotto i riflettori. 3. Non esistono detentori della legalità "per definizione", non esistono partiti immuni, non esistono bandiere sotto le quali non ci siano rischi. E tuttavia le persone sui territori sanno bene e conoscono affondo i nomi dei propri candidati ed hanno molti strumenti per sapere e denunciare... e se fosse anche interesse autentico di tutti i partiti, sono certo avremo strumenti efficaci per filtrare e allontanare.

Esiste da sempre un piccolo tema su cui dibattiamo. Spesso viene vista come una prassi di ingenuità, e su cui tutti fanno i perbenisti, ma dopo le dichiarazioni pubbliche se ne fregano allegramente. la campagna elettorale è una guerra. Dicono. Sembra marginale. Ma è la questione dei manifesti abusivi. Il 6 maggio finisce in manette il boss Matteo Vaccaro, ritenuto mandante dell’esecuzione, insieme a suo figlio Guido e Roberto Esposito che sarebbero stati gli esecutori dell’agguato in cui sono state uccise due persone. Sarebbero state ammazzate perché si erano inserite nel racket dell’affissione dei manifesti elettorali. Ecco, da noi si muore per 5 centesimi, e i manifesti illegali, abusivi, che sporcano le città, li mettono candidati e candidate di tutti i partiti. Non è vero che i candidati non sanno, lo sanno benissimo. Sanno a chi viene affidato l'attacchinaggio, sanno quanto spendono, sanno che sono lavori al nero e illegali. Lo sanno nel momento stesso in cui fanno stampare 20mila manifesti e non esistono altrettanti spazi per affiggerli. Certo conta denunciare i Natale e gli Iacolare - con e senza i lapsus di Saviano - ma conta anche una scelta di condanna vera su questo stile diffuso. Per una volta cominciare a non votare - e che i partiti chiedano loro stessi di non votare e sanzionino - i candidati dei manifesti abusivi. Sarebbe un primo passo, non piccolo come sembrerebbe. Il secondo passo - in attesa di vederli tutti fuori da tutte le liste - sarebbe che chiunque sia a conoscenza di connivenze e precedenti "faccia i nomi", in qualsiasi lista, e che i partiti e i candidati presidente invitino pubblicamente a non votare quei nomi. Sarebbe un atto di vero coraggio, che però per gli opportunismi bipartisan nessuno dei candidati farà. E il non farlo sarà un atto di "verità" per una volta: ammettere una implicita connivenza di opportunismo e che le parole di "essere contro le camorre" sono slogan, non un programma politico.

Certo, attaccare "le liste di De Luca" (come tutti sanno ben lontano da me) fa stare in prima pagina, fa fare i titoli. Ma attaccare in modo autenticamente bipartisan è un'altra cosa. Forse finisci in un trafiletto, ma almeno hai detto la verità.

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