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Michele Di Salvo
11 Jun

L'immigrazione spiegata a Di Maio

Pubblicato da Michele Di Salvo  - Tags:  Di Maio, Dublino, guerra, immigrazione, ISIS, Italia, landgrabbing, m5s, Salvini

di-maio-m5sQualche tempo fa cercai di spiegare l'ISIS ad Alessandro Di Battista, vicepresidente della Commissione Esteri, che successivamente sostenne di essere "stato frainteso" e che "non si riferiva a" e che "la solita stampa fraintende..." Oggi restiamo in casa e cerchiamo di spiegare l'immigrazione a un altro vicepresidente, questa volta della Camera, Luigi Di Maio, che a facebook affida la sua soluzione rivoluzionaria dell'immigrazione. Dopo uno sproloquio sul perché tutti gli altri partiti sono vecchi e corrotti ci dice: La nostra proposta è chiara: modifichiamo quel regolamento [carta di Dublino ndr]. Se in Italia arrivano 100 migranti, 3 ce li teniamo e 97 se li dividono gli altri Paesi europei. Per fermare gli sbarchi poi, basterebbe creare delle agenzie in nord Africa dove gli africani possano fare la domanda d'asilo. Solo chi avrà i requisiti potrà venire in Italia (a spese sue). Chi non ha i requisiti è inutile che si metta sul barcone, potrà solo essere respinto. Giobbe Covatta, in un noto spot per AMREF direbbe "basta poco, che ce vò?!" Andiamo con ordine.

1. Modificare la carta di Dublino. Con quale maggioranza in Europa? nel senso che non è che tu ti chiudi in una stanza e lo cambi, servono anche gli altri. Che siano i governi degli altri Paesi, quanto i parlamentari europei. Ed è davvero complesso che trovi una maggioranza per una tua proposta se fai un gruppo con quelli che in Europa nessuno vuole [nazisti svedesi, Farage etc] e passi il tuo tempo a insultare tutti gli altri come affamatori, corrotti, venduti, ed anche quelli che dovrebbero essere più affini a te (Podemos e Verdi) non solo non ti voglio nello stesso gruppo (fatti una domanda e chiediti perché) ma - come la volpe e l'uva - li definisci anche populisti (sic!) perché loro hanno una struttura (esempio comunicazione) che costa la metà della tua.

2. Se in Italia arrivano 100 migranti, 3 ce li teniamo e 97 se li dividono gli altri Paesi europei. Non è chiaro come questo 3 venga calcolato. In base al territorio, al Pil, al pil procapite, al reddito medio, alla percentuale di popolazione immigrata pregressa? A noi - sotto uno qualsiasi di questi parametri - toccherebbe una percentuale variabile che va dal 18 al 22%. Al di là di questo tuttavia ci sarebbero altre piccole questioncine, come la carta dell'onu, i trattati sul diritto d'asilo e sui rifugiati... Un po' come quella cosa che si chiama diritto marittimo internazione che "obbliga e impone" di soccorrere i naufraghi. [Che poi il trattato di Dublino non dice quello che dicono Di Maio e Salvini, perché parla solo delle quote di "accesso" non di quelle di distribuzione successiva degli immigrati, che una volta accolti vanno ben altrove, in massima parte Germania e Francia]

Ma il nostro vicepresidente della Camera, dopo aver risolto ben due questioni cruciali su tre in sole due righe, si lancia nella terza... come bloccare gli sbarchi. Per fermare gli sbarchi poi, basterebbe creare delle agenzie in nord Africa dove gli africani possano fare la domanda d'asilo. E questa è la cifra di quanto poco o nulla Di Maio faccia finta di non capire dell'immigrazione, oltre che del diritto internazione, oltre che della struttura degli "affari esteri". In una situazione normale e in un paese "normale" il problema non si pone, e già doverlo spiegare e ricordare ad un parlamentare è davvero umiliante. Quelle che lui chiama "agenzie da istituire" sono una piccola parte delle normali e già esistenti e previste funzioni consolari di ambasciata. In un paese con cui hai normali rapporti diplomatici ed in cui esiste sufficiente libertà da avere un documento di identità legalmente riconosciuto e poter uscire di casa per recarsi in un'ambasciata estera, tutto questo è fattibile, per non dire che viene normalmente e regolarmente fatto. Il problema - che poi è esattamente quello di cui parliamo - riguarda tutti quei paesi e regioni dove non solo questi requisiti minimi mancano, ma spesso le popolazioni scappano per almeno una di queste cause (spesso più di una): - guerre, per cui o scappi come stai o sei morto! - desertificazione (diretta o indotta da deviazioni artificiali dei corsi d'acqua), per cui o te ne vai o muori! - guerriglia o terrorismo, per il controllo di aree territoriali, per cui (come prima) o scappi o muori! Sfido chiunque poi in Somalia, come in Congo, in Ruanda, in Ciad, nel Sahraui, Mali, ed oggi anche in Libia, in Siria, in gran parte dell'Iraq, Afghanistan, sud Egitto, Etiopia, Liberia, Sierra Leone, ad avere "un passaporto", o un qualsiasi documento valido... rilasciato da chi? Dove? Con che valore legale? E quando poi sei arrivato "nell'agenzia", mentre aspetti che fai? Sei ospite dell'Isis a Sirte? (per dire...) o resti qualche mese sotto il fuoco dei mitra? O aspetti che piova per bere? O cosa mangi?

Ecco, la cosa grave di tutto questo, dei mille discorsi che si fanno, è proprio nell'approccio. Parlare di un problema senza sapere di cosa si sta parlando, senza averne conoscenza, coscienza e percezione. Raccontare problemi e soluzioni come il nostro pubblico vuole sentirselo raccontare, che spesso è cosa ben diversa da ciò che è nella realtà.

Gran parte dei problemi di quelle aree li abbiamo creati noi. Sbagliando politica estera, con scelte scellerate in tema di agricoltura e sviluppo, finanziando e armando di volta in volta questo o quel gruppo para-politico. Per affrontare un problema e trovare soluzioni - che non sono mai dalla sera alla mattina, ma sempre lunghe, complesse, e fatte insieme agli altri, mai unilaterali - necessita che almeno tu sappia di che stai parlando. Ma il nostro eroe conclude il suo "status" da social network Solo chi avrà i requisiti potrà venire in Italia (a spese sue). E non ci risulta che nessuno paghi tuttora al posto loro quei viaggi spesso di mesi... Chi non ha i requisiti è inutile che si metta sul barcone, potrà solo essere respinto. E qui il culmine dell'ignoranza... respinto dove? Non lo salvi in mare? Lo riporti sulle coste di un paese che ha già detto che le tue navi non devono mettere piede nelle sue acque territoriali? Lo invadi (tecnicamente) perché sei fuori anche da uno straccio di risoluzione Onu? verrebbe da chiedere quel "potrà solo essere respinto", esattamente dove? In piena guerra? Qualcuno dirà - alla Salvini e alla Di Maio - non è un mio problema. Invece lo è sino a quando sottoscrivi la Carta dei Diritti dell'Uomo. Ma volendo, il M5S con Salvini possono decidere di cambiare anche quella, già che ci sono... "basta poco, che ce vò?!"

Leggi anche... Landgrabbing - le guerre per il cibo del futuro

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