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Michele Di Salvo
29 Jun

Anonymous vs. Casaleggio - la rete contro i guru

Pubblicato da Michele Di Salvo  - Tags:  m5s, Casaleggio, hacker, troll, Anonymous, guru, comunicazione digitale, comunicazione politica

Anonymous vs. Casaleggio - la rete contro i guru

Forse questo è il primo vero attacco che realmente la Casaleggio riceve da alcuni attivisti appartenenti al mondo di Anonymous. Intanto infatti va chiarito che la comunità Anon non è un gruppo unitario, omogeneo, coeso, ma – soprattutto in alcuni paesi, come l’Italia – è decisamente eterogeneo. Seppure caratterizzato da alcuni elementi unificanti, tra cui la ricerca della vulnerabilità dei sistemi, lo smascherare molte falsità diffuse in rete, combattere i sistemi di controllo e filtraggio dei messaggi, e la a-partiticità delle azioni, ciascuno poi declina questi concetti “da solo”, il che qualche volta – come in questo caso – può anche suscitare ex-post un dibattito interno sulla opportunità o meno di usare la “sigla comune” per un certo obiettivo o una determinata azione.
La scelta di colpire la Casaleggio comunque non è casuale. Molte – forse troppe – volte dalla Casaleggio avevano tirato in ballo la community Anonymous per spiegare improbabili attacchi esterni, in realtà semplici bug dei propri sistemi, errori di programmazione, semplici cadute del sistema o altro. cose comuni nel web. A meno che non devi esaltare sempre ed al massimo il tuo ruolo di guru infallibile, la potenza della tua azienda e la solidità dei tuoi sistemi. Essere il migliore di tutti per forza, e quasi per definizione. E questo nel web è un errore di impostazione. Nessuno è infallibile, i guru (per quanto tutti alle volte ne sentiamo psicologicamente il bisogno) non esistono, ed ogni sistema, anche il più sofisticato, ha un bug da qualche parte – siamo tutti in fin dei conti umani – e questa prosopopea di grandezza e infallibilità alla rete non piace (e a dire il vero non dovrebbe piacere soprattutto fuori dalla rete, nella vita reale).
In sostanza la rivendicazione ufficiale di AntiSecITA (ovvero Anti Sicurezza Italia) mette in luce le ragioni di questo “non attacco”: vendersi come esperti di sicurezza, presentarsi come i migliori del web, pretendere di essere quelli che gestiscono la democrazia in rete, e attaccano direttamente l’idea di Casaleggio definita “una persona che si professa guru informatico,che offre servizi di IT security, che vuole usare i propri portali e sistemi per “governare”, per fare elezioni,votazioni etc etc etc. questi incompetenti, con il loro modo di fare piuttosto scadente, hanno messo a rischio migliaia e migliaia di persone,dai semplici utenti, ai loro “onorevoli”. E ovviamente la rivendicazione attacca direttamente Maurizio Benzi in quanto amministratore di sistema.
Tra le righe tuttavia si capisce che quello che proprio non è andato giù sono state le dichiarazioni di alcuni mesi fa sugli hackerpd che avrebbero bucato le mail dei parlamentari 5 stelle – e come abbiamo già detto a suo tempo, e come chi “sta nella rete” sa anche meglio – in realtà semplicemente un episodio di “faide” interne. Il messaggio piuttosto va letto nel senso di dire “basta giocare” (non preoccupatevi eccessivamente però, questo particolare pirata non è alla ricerca di tesori e ricchezze… ovvero non ha danneggiato nulla, e a dirla tutta non ha nemmeno messo sulla pubblica piazza il vostro bug! Ci sarebbe quasi da dirgli grazie!), se volete un attacco vero lo avrete, ma non usate Anonymous per giustificare la vostra incompetenza tecnica, o la vostra volontà di mettere il cappello politico e filosofico su chi da anni (e da prima di voi) usa (meglio di voi) la rete per aumentare la partecipazione democratica dei cittadini alle questioni sociali e politiche e sul tema della libertà della rete.
Certo la decisione di “colpire” non è stata senza polemiche, tra le quali quelle di chi sostiene che questo attacco abbia dato più pubblicità che altro alla Casaleggio, o che forse c’erano obiettivi più interessanti o politicamente diversi… ma anche questa è la rete, anche questa è una community davvero senza capi – né palesi né occulti – ed in cui oggettivamente si discute anche ex post (c’è da dire senza espulsioni o editti), e ciò avviene inevitabilmente quando – pochissime volte – l’obiettivo è in qualche modo politico e non solo tecnico. Di certo la rete Anon non è di parte, né contro, né soprattutto qualcuno se ne può appropriare come alleata. E dato che i guru non esistono, da nessuna parte, sono un po’ tutti avvisati.

Sullo stesso tema

Questo è il testo dell’intervista rilasciata a Repubblica sul presunto hackeraggio (meglio dire crackaggio) delle caselle mail dei parlamentari del M5S.

e questo il pezzo scritto per l’Unità sullo stesso episodio
Attacco hacker al M5S, i dubbi e le stranezze

M5S il nuovo partito azienda
M5S e i troll

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