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Michele Di Salvo
15 Feb

Breve storia del web per i nuovi troll pentastellati e per chi era assente

Pubblicato da Michele Di Salvo  - Tags:  internet, web, hacker, fake, troll, hacktivism, 4chan, anonymous, scientology

Breve storia del web per i nuovi troll pentastellati e per chi era assente

È da un po che in giro tutti parlano e scrivono di troll, hacker, fake, spesso confondendo cose, persone, categorie, azioni, e per certi versi anche i mondi.
Dato che siamo in campagna elettorale permanente, ma tra poco con toni più accesi visto che si avvicinano le europee, mi aspetto un inasprimento di toni anche sul web, che sembra ormai il luogo preposto allo scatenarsi degli ultras.
E ovviamente a chiunque non stia bene l'opinione altrui, o la risposta, o la replica, si ricicla il termine "troll" in ogni occasione. E allora è bene chiarire un pò di cosette prima di addentrarci nel merito.
Io appartengo a un'epoca in cui in Italia si navigava con i modem a 9k, il "www" era nato da poco, c'erano i newsgroup tra cui quelli "alt.bin" attraverso cui potevi scambiarti anche immagini e file, in cui le chat erano irc, mirc e poi icq. Prima di Mac e Pc c'erano i confronti tra chi aveva il Commodor Vic20, 64 e dall'altra parte quelli dell'Amiga. Poi vennero gli assemblati e fu tutta un'altra storia, e quelli più bravini i pc ce li facevamo da noi, e la prima scheda modem integrata costava 100mila lire ed era a 14.4k e facevi festa con ben due pagine aperte contemporaneamente.
Questa era la rete venticinque anni fa. Ed io ero tra i pochi adolescenti con un PS2 Ibm "modificato" a 14 anni che già non aveva più il lettore da 8 pollici ma quello da 3,5.

A quei tempi nei newsgroup si discuteva di tutto, ce ne erano sui temi più assurdi e che mettevano insieme le persone più strane, lontane, impensabili.
E le battaglie della rete le abbiamo combattute a quei tempi. I veri troll erano quelli che entravano nelle stanze di Irc, che ti bannavano dalle conversazioni, postavano insulti di ogni tipo. Ma era il rapporto tra agire e imparare a reagire, e confrontarsi sul come fare le cose che faceva crescere un pò tutti. E mi ricordo ancora quando un mio amico mi spiegò che cosa fosse una "botnet" – wow! - che lui aveva "messo su" per moderare una stanza irc ed evitare intrusi...

I troll che ho conosciuto io, ma quelli bravi però, nacquero altrove.
In un luogo che gli internauti di oggi non frequenterebbero mai, ed in effetti oggi è gestito apposta per "tenerti amabilmente alla larga". Ci vai e non ci capiresti niente. Pure brutto, e dopo un pò lasci perdere. Amen. Obiettivo allontanamento raggiunto.
Quel non-luogo è 4chan, e lì è nato tutto.
Su 4Chan si entra (e si è sempre entrati) in forma "anonima", si postava di tutto, si scriveva qualsiasi cosa, e sono nate le grafiche, i meme, le icone, i codici, della maggior parte delle cose che troviamo oggi in rete. E sono nati i Troll. A dire il vero tutti erano di fatto troll di qualcuno.
Si scherzava sui cartoni animati, sui giochi, e c'era sempre qualcuno che se la prendeva, e c'era sempre un gruppo che infieriva: la filosofia di fondo era "maddai, te la prendi per un cartone? Per un gioco? Ma esci che la vita vera è una cosa seria, come vivi se te la prendi per questo?"
E poi toccava a te, e le parti erano ovviamente invertite.

È in 4Chan – per chi era assente – che è nato Anonymous, o meglio la sua idea.
L'intuizione era abbastanza semplice del resto: 4Chan sembra "scritto da un unico utente" che si chiama Anonymous e tutti gli utenti sono Anonymous, chiunque di fatto è e può essere Anonymous.
E nacquero in quelle stanze i primi gruppi messi insieme dal caso e da interessi comuni.
E se qualcuno "minacciava" o insisteva nel dire "non lo puoi fare" allora lì si diventava "più cattivi".
Poi è nato l'attivismo, poi ancora l'hacktivismo, poi tante altre cose... sino a "dare una mano" agli internauti in tutto il mondo per bypassare le chiusure governative, anche con sistemi banali, come in Egitto quando le persone non avevano accesso a Twitter allora entravano in irc, ti scrivevano il "cinguettio" e tu lo twittavi per loro... e l'idea semplice è e resta "...se succede qui da me, allora un domani sarai tu a guardare le spalle a me..."
Idea lontana? Esiste un social network, gemello di Facebook, che si chiama Vkontact. Dato che lì potevi condividere interi video e musica, l'Italia ha pensato bene di non renderlo accessibile perché... viola il copyright! Ora dico io, blocca il singolo contenuto, ma non è un pò esagerato bloccare l'accesso ad un socialnetwork da oltre 200milioni di persone per un film di Checco Zalone (con rispetto parlando)?

Poi sono nati i siti web personali, e i blog.
La rete è diventata meno "anonima" e quindi in sé anche meno libera.
Come comunque è giusto che sia, come per i bambini che nascono, crescono, diventano ragazzi e poi adulti. E in qualche maniera devi anche anche diventare più responsabile.
4Chan è rimasto, cambiato, ridimensionato, come Irc,
Sono nati i social network, e questa è stata la vera frattura per gli utenti: restare nel deep web, o avere un profilo pubblico, e metterci la faccia? Spendere un pò della nostra moneta-privacy per accedere ad un sistema sociale differente?
Le due cose non si escludono, certo, ma per i "duri e puri" non è stato così... qualcuno è rimasto lì, qualcuno va e viene, qualcuno vive i due mondi, e nel frattempo quasi tutto il mondo è sui social. E nel frattempo c'è sempre chi nel "web profondo" studia, lavora, cerca di capire.

Tutto questo per dire cosa? Fare un pò di amarcord tra ragazzi cresciuti su un altro pianeta, e sentirci come quelli che guardavano la prima serie di StarTrek e la paragonano a NextGeneration?
No. Semplicemente per dire che per quanto sia "fuori dagli schemi", davvero in rete non ci sono gerarchie, e non ci sono leader che organizzano a priori. Capi di anonymous, complotti di hacker, finanziamenti occulti di cybercriminali... ovvio che ogni cosa può essere, ma non va criminalizzato un intero mondo solo perchè semplicemente "non lo capisci" e peggio non lo conosci.

Oggi la nuova ingegneria, la nuova architettura del nostro mondo è quella di rete.
C'è chi "acquista una casa" dal costruttore, chi la personalizza e la arreda, e chi invece continua a farsela da sé... che poi sono i veri innovatori, e sono quelli che comprendono i veri grandi rischi cui stiamo andando incontro. Un pò clochard del web, sono i nuovi anarchici.
Sono quelli che contribuiscono a definire i confini e mettere in guardia da molte ipocrisie.

Se prima una banca era un luogo fisico, e la protesta era impedire l'accesso ad una filiale, oggi le transazioni sono virtuali, e gli hactivist ci pongono difronte al quesito se fare un sit-in che blocca una banca è reato punito con una multa o qualche giorno di carcere, perché con un Ddos (che è la stessa cosa ma in rete) si rischiano 100mila dollari di multa e sino a cinque anni di arresto?

Perchè se il web è la nuova urbanistica delle nostre città e delle nostre relazioni, chi non è d'accordo e vuole protestare, e lo fa con gli stessi mezzi che userebbe se il mondo fosse ancora nelle pubbliche piazze le regole poi cambiano?
Che io sia d'accordo o meno, o per cosa propendo non è rilevante.
Sono solo i quesiti del nostro tempo, e come tali restano aperti alla riflessione di tutti.
Semmai anche coperti dal grottesco dei meme di dubbio gusto che ancora qualcuno posta su 4Chan.
Ma quel "ributtare in faccia" il lato oscuro, il lato malato, il lato patologico di ciò che siamo, rimettere visibile il grottesco delle nostre vite – che sono di tutti noi, ma che nell'anonimato è più facile dire e rendere evidente – è comunque qualcosa che fa bene a tutti. O almeno dovrebbe.

C'è un gran parlare di troll, hacker, attivismo in rete, e quasi sempre a sproposito, e quasi sempre senza avere la minima cognizione di causa di quello di cui si sta parlando.
Prima di dire "dove sta andando la rete" dovremmo tutti comprendere "da dove viene".
Oggi si parla di Troll come dei "disturbatori" delle discussioni, spesso confusi con i fake (ovvero profili falsi creati apposta per mantenere un anonimato), e confusi anche con coloro che fanno – legittimamente – informazione online, o con coloro che – meno legittimamente – fanno falsa informazione o disinformazione creando contenuti finti e palesemente inventati, o mettendo insieme cose che non c'entrano niente...

Finita la parte didascalico-didattico-storica, passo al tema "para-ludico" del post, rivolgendomi a loro, ai "neo-troll del nostro tempo".
Ora, capisco che per i neofiti tutto questo sia "nuovo e originale", ci si sente grandi, a piccoli gruppetti che sogghignano "bravo, complimenti, sei un eroe” e vocalismi vari da ultras de'nojaltri, ma tutto questo attacca poco "da queste parti" e francamente mi fa davvero tornare ai tempi dell'adolescenza. Ma non come amarcord di momenti belli e di battaglie che avevano un senso.
No, mi fa tornare alle idiozie che oggi, come ieri, ovunque in rete venivano definite da #bimbiminkia più che da #troll.
Che poi – e questo è grave – lo faccia qualcuno che si definisce "impegnato politicamente" con questo o quel partito politico è deprimente.
È come se avessero aperto le porte di /b/ su 4chan e avessero detto "andate e attaccate tutto quello che vedete"...

E allora io vi vorrei ricordare, cari miei bimbiminkia che vi sentite eroi, che non siete degni nemmeno del peggiore dei troll, ma manco se vi impegnate.
Voi non sapete nemmeno la differenza tra bit e byte, non avete mai sovralimentato una scheda madre "sentendo la puzza" che viene fuori, non avete mai sostituito una ram bruciacchiata (e manco sapete che cos'è e dove sta).
Voi comprate i piccì in base al quanto duo è il core, quando avete fatto la prima partizione di un hard-disk vi siete sentiti hacker, quando non vi funziona un sito è stato anonymous, quando fate un meme lo fate con il generatore automatico...
Voi che quando vi sgamano a fare i twitt falsi dei vostri avversari vi risentite e dite che non è vero... piagnucolando come bimbetti... ovviamente twitt falso fatto con l'applicazione, che photoshop da voi è come avere accesso ai libri sacri, solo i veri guru possono...
Già, voi che avete un guru... e ne avete bisogno...
Noi dell'epoca di Blade Runner abbiamo visto cose, e le abbiamo viste davvero.
Abbiamo visto gente non poter più giocare alla playstation perchè traumatizzata dall'invasione sul loro giochino, abbiamo visto scientology appellarsi ad ogni tribunale del mondo e sclerare per impedire che un video circolasse, e gli abbiamo bloccato le linee telefoniche e i siti internet per giorni semplicemente sovraccaricandoli di mail e telefonate...
Abbiamo visto la Sony chiedere scusa, abbiamo visto governi spegnere server che venivano riaperti altrove in 48 ore mentre i loro, governativi, metterci più di una settimana.
Io personalmente ho visto casualmente che mentre ero lì a fare una semplice ricerca il sito della NSA mi sparava dati che non volevo e mio malgrado – solo perché lui insisteva – me li sono presi... (niente di che eh, rientra in "quella volta che per caso l'nsa mi regalò la sua rubrica telefonica, e quella dei suoi dipendenti", ma questa è un'altra storia).
Ho visto fare attacchi Ddos con due portatili in serie simulando 1,6milioni di accessi in un giorno con un semplice software gratuito (che non vi dirò qual è!).
Ho visto gente riconfigurare connessioni vpn e dial-up per metterle a disposizione nei posti più sperduti spiegando che lo facevano perchè “è nei posti bui che succedono le cose brutte”.
Mo voi potete anche divertirvi a finire sui giornali perchè fate delle bimbominkiate e le chiamate “azioni di grande profilo di comunicazione”... io non vi degno nemmeno della categoria del trollaggio, e questo è quanto.
Fatevi dieci giorni sul /b/ board di 4chan, vedete se qualcuno vi si fila, vedete se ci capite qualcosa, e vedete se per qualcuno siete utili... poi parleremo di FreeLand, di deepweb e guerriglia digitale... quando sarete grandi, e grandi, temo, non lo sarete mai.
Ma non nel web, per carità, ma AFK (away from keyboard, ovvero lontani da un pc).

[rileggendo mi rendo conto che mezze delle cose che ho citato non sapete nemmeno cosa sono, cosa significano e dove stanno di casa, e quindi vi allego questo vocabolario; magari alle volte ci si rincontra]

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Waldo 02/15/2014 15:15

Manca una doverosa chiosa sulla palestra dei troll: it.discussioni.litigi

Tanatx 02/15/2014 13:24

Sono senza parole.. In un solo articolo la descrizione di una generazione, di quella generazione che iniziò con uno Spectrum Sinclair o un Commodore.. Di quella che registrava in wave i dischi in vinile, che in assembler si costruiva i propri giochini, quella delle variabili che ti appuntavi su tredicimila fogli e se non ti scrivevi la riga REM, non ti ricordavi nemmeno che parte del programma avevi editato. Sono passati 3 decenni da quel 1984 eppure siamo noi, solo noi la memoria storica di questo progresso, unico nel suo genere per l'intera civiltà umana. Cobol, Pascal, turbo Pascal, basic gradii, basic, linguaggio macchina, fortran, c, c+. Oggi quasi interamente sostituiti, ma chi ha anche solo utilizzato, studiato, sudato su uno di questi linguaggi, oggi accede, comprende ed utilizza con semplicità le nuove piattaforme. Conoscere l'origine delle cose è il segreto per comprenderle veramente, cosi solo coloro che erano lì veramente, coloro che invece di uscire a giocare a pallone si copiava pagine intere di programmazione sulle riviste specializzate e poi al momento di utilizzare il compilatore, incrociava le dita prima di scrivere run dopo il go to.
Grazie per averci regalato questo articolo, questo lucido, competente esempio di quanta conoscenza è passata dalla nostra generazione.