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Michele Di Salvo
12 Apr

Grillo e gli hacker a orologeria

Pubblicato da Michele Di Salvo  - Tags:  Beppe Grillo, hacker, comunicazione tossica, Democrazia, internet, Partecipazione, Casaleggio, attivismo, Quirinale

Grillo e gli hacker a orologeria



Anche in questa occasione Casaleggio si dimostra migliore come comunicatore che non come informatico. Ed anche questa vicenda del “sondaggio per il Quirinale” dimostra una capacità di marketing che spesso manca agli altri partiti, e che invece è una delle regole auree della comunicazione commerciale: trasformare i problemi in opportunità.
Esistono marchi che fanno leva sulla grande differenziazione dei propri prodotti, e le aziende più piccole che offrono una minore gamma replicano affermando che loro “sono specializzati” (come se fare pochi o un solo prodotto significasse automaticamente farlo bene).

Mentre chiunque altro avrebbe chiesto scusa, avrebbe evidenziato di non aver pensato a tutto, di non essersi dotato di questo o quello strumento di controllo, di sicurezza, di verifica, di stabilità, la Casaleggio ha parlato genericamente di non meglio qualificati hacker che avrebbero fatto qualcosa non si sa bene come quando e perché.
Per il pubblico di lettori e giornalisti non specializzati e dei commentatori tuttologi hacker è sinonimo di gente “cattiva e ben addestrata” che opera nell’oscurità dotata di mezzi oltre la Nasa e la Cia messi assieme, una sorta di spectre della rete.
Pochi ammettono che in realtà si tratta per lo più di “smanettoni” che conoscono la programmazione web e che mentre navigano in rete come tutti, a differenza degli altri “si divertono” a capire come i siti internet sono stati programmati e come funzionano le applicazioni.
Nel fare questo, la responsabilità di un bug, di una falla nel sistema, di un errore di programmazione, è dell’hacker o di chi ha programmato quel sito?
L’attivismo web è ben altra cosa. Prevede un messaggio, una rivendicazione, e soprattutto una motivazione per compiere una “azione di sabotaggio coordinata” – ma in questi casi parliamo di ben altro, e soprattutto per ben altri motivi.

Al blog di Grillo sono capitati almeno tre episodi prima di questo.
In due casi si è trattato di “routine ddos” – una pare addirittura interna, ovvero operata da chi si occupa della sicurezza del sistema – e si concretizza essenzialmente in generare “picchi” di visite in un tempo ridottissimo; queste routine vengono fatte per verificare se la banda di rete riservata a quel sito è sufficiente per il numero di utenti che mediamente lo visitano, e per verificare di quanto sarebbe opportuno implementarla. Il terzo caso, passato inosservato, è stato invece determinato da un aggiornamento della piattaforma.
Non risulta niente di più, e nulla di strano né straordinario, né alcuna denuncia in proposito (che nella fattispecie ovviamente dovrebbe includere dati di accesso, ip, ed informazioni utili alla polizia postale per verificare le intrusioni).

Cosa è successo questa volta?
Nulla. Semplicemente un bug nella programmazione della piattaforma che validando solo alcuni parametri (esempio id, mail e password ma non ip o altro) rendeva possibile votare più volte. Evidentemente i sistemisti se ne sono accorti, ed evidentemente hanno bloccato l’applicazione per correggere il problema.
Solo che come dicevo all’inizio, in un mondo in cui siamo tutti in rete e in cui in rete circolano una infinità di balle cui ciecamente la maggioranza crede, in cui tutti usiamo i siti internet ed in cui pochissimi conoscono lo strumento che usano, in un paese ed in una società sensibile alle teorie dei più improbabili complotti, è più facile parlare di “oscuri hacker” che tutti temono che non di un semplice errore di programmazione da parte dei sistemisti di un’azienda che vende se stessa al pubblico come leader di settore e il cui fondatore spaccia se stesso per guru della rete.

Ma alla Casaleggio in questo sono bravi, e certamente migliori di tanti altri, nel trasformare i problemi in opportunità, e secondo questa massima in effetti in termini politici paga molto più parlare di sé come vittime di un attacco, che non di errore di programmazione.
Con il vantaggio che tantissimi utenti andranno sul sito in cerca di verifiche e notizie, fioccheranno i commenti, e soprattutto episodi di questo tipo distolgono l’attenzione.
Contenutisticamente le polemiche interne sui fatti gravissimi di Bologna, sul vuoto della proposta politica, sulle finte occupazioni del parlamento,la questione della trasparenza fiscale e finanziaria, le polemiche interne sul ruolo e le affermazioni di capigruppo passano direttamente in ultimo piano, rispetto alla capacità coesiva di un gruppo che si sente sotto attacco.
Che l’attacco sia vero o fasullo è assolutamente secondario.

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anna-genova 04/12/2013 21:20

Michele, è arrivato ora un comunicato stampa dalla" Galassie di Markarian" sono stati loro hanno dichiarato guerra 5 stelle hanno colpito il sito con emissione di radiazione ultravioletta :-)))))

Raúl 04/12/2013 13:40

ottimo articolo, una precisazione solo, si scrive Bug non Bag.