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Michele Di Salvo
11 Jun

Il cyber-utopismo dei neo-conservatori USA

Pubblicato da Michele Di Salvo  - Tags:  Cyber-Utopismo, neocon, guerra fredda, Cheney, Hillary Clinton, privacy, web, socialnetwork

La fine della guerra fredda ha lasciato sul campo molti disoccupati, venendo a mancare non solo un nemico preciso, ma anche la ragione di una forma di comunicazione basata sul nemico da combattere e di muri da abbattere.

La disoccupazione non e' durata a lungo, e la nuova teoria attorno a cui si sono raccolti lobbisti, analisti politici e consulenti di vario genere del mondo neo-conservatore e' nota come cyber-utopismo. In estrema sintesi l'idea che un internet onnipotente salvera' il mondo e, da solo, ci portera' democrazia e liberta'.

Il passaggio anche semantico tra il vecchio secolo e il nuovo millennio e' avvenuto in maniera quasi assiomatica sostituendo l'immagine dei muri della cortina di ferro con i firewall della rete, immagine decisamente semplice se la leggiamo in inglese come passaggio da BerlinWall a FireWall.

L'idea del cyber-utopismo immagina che la rete sia una novella Radio FreeEurope, i post nuovi libretti dissidenti, i twitt volantini d'opposizione. Dimenticando che la rivoluzione la fanno le persone, e che nessun volantino da solo ha mai fermato un esercito. Soprattutto scordando che una cosa e' abbattere un muro di pietra (che ci metti poco a distruggerlo e molto tempo e soldi per rifarlo) ben altra abbattere un firewall (nel qual caso e' esattamente il contrario, costa molto e ci vuole tempo per abbatterlo, e molto poco per rifarlo, anche meglio di prima). Ma chi doveva dirlo? Le compagnie del web che traggono profitti proprio dal favorire questa guerra?

Tra i momenti piu' trionfalistici della teoria neo-con sul web c'e' certamente la primavera araba, con una rete in delirio di autoesaltazione che ha urlato al trionfo. Anche quando quel trionfo non c'e' stato, ed anche quando i social network hanno contato poco, ed hanno taciuto invece su come la stessa rete e gli stessi social sono stati usati per reprimere, schedare o alimentare una contro-reazione.

Come spiega molto bene Evgeny Morozov "piu' i politici occidentali sbandierano la minaccia che i blogger costituiscono per i regimi autoritari, piu' e' probabile che quei regimi limitino lo spazio di manovra in cui i blogger operano" e aggiunge " rifiutarsi di riconosce che il web puo' rafforzare anziche' indebolire i governi autoritari e' una decisione irresponsabile che puo' condurre a scelte sbagliate, perche' da' ai politici la fiducia illusoria che le azioni in rete siano solo attive, e non reattive."

Il momento culmine della dottrina cyber-utopista neocon pero' e' stato nel gennaio 2010, sotto l'amministrazione Obama, quando appena una settimana dopo l'annuncio di Google di ritirarsi (parzialmente) dalla Cina, il segretario di stato Hilary Clinton ha tenuto uno storico discorso al NewsMuseum sul tema della liberta' di internet. In quel momento la rete e' entrata ufficialmente nel novero degli strumenti della diplomazia americana, che nel mondo significa anche "arma" della politica made-in-usa.

Un libero intellettuale puo' credere cio' che vuole, ma i leader politici non possono permettersi questo lusso, perche' dalle loro scelte concrete derivano effetti su tutti i cittadini. Nel caso americano, una legge approvata da quel parlamento ha addirittura effetti sul modo di vivere la rete in tutti i paesi occidentali, in tema di privacy quanto di policy, di banda e di controllo sui contenuti.

Se parliamo oggi di censura in rete, i neocon propugneranno la guerra a GreenDam, il software cinese che non solo censura la navigazione non consentendo meccanicamente l'accesso ad alcuni siti, ma studia e impara il comportamento dell'utente, al punto di impedirgli alcune attivita' semplicemente chiudendo le relative applicazioni ed in piu' puo' trasmettere via rete il report delle attivita' dell' utente. Quello che non dicono pero' e' che la tecnologia cognitiva di GreenDam e' la stessa usata proprio da Google per imparare i nostri comportamenti in rete, prevedere tra i risultati di ricerca cio' che "al di la' delle parole" a noi davvero interessa trovare (secondo lui) e preselezionare i risultati. Quello che le grandi company del web non dicono e' che la struttura del GreenDam e' la stessa su cui stanno lavorando per contrastare in rete fenomeni come la pedopornografia, il narcotraffico e il terrorismo.

Quello che i governi non ci dicono, e' che la cd. "censura" di questi contenuti in rete non e' affidata a strutture pubbliche governative, ma delegata alle aziende private. Sono Google, Facebook, Twitter e soci ad avere l'input e la delega a cercare e monitorare i contenuti "vietati" o sospetti, a tracciare i dati di navigazione, ed eventualmente segnalare comportamenti illegali alle autorita' competenti.

Quello che nessuno dichiara e' quanto gli stati (siano essi occidentali, orientali, democratici o meno) finanziano le web companies per svolgere questa attivita'.

E quello che le companies non diranno mai e' che attraverso queste risorse (circa un miliardo di dollari l'anno solo negli Stati Uniti) hanno sviluppato la maggior parte di quelle applicazioni che funzionano proprio grazie ai nostri dati personali; applicazioni che non solo acquistiamo, ma che arricchiamo fornendo quotidianamente sempre maggiori notizie e dati, e di cui oggi non possiamo fare a meno.

Alimentare quindi l'idea di una cyber-guerra, di una democrazia esportabile con la rete, di un supertwitt che ferma una pallottola, significa essenzialmente per le webcompanies alimentare se stesse e le risorse da investire per crescere e finanziare il proprio business e le proprie applicazioni. Come del resto avveniva quando i virus li inventavano le compagnie che producevano antivirus (sempre parlando di internet). Parlare di lotta alla censura, significa auto arruolarsi dalla parte dei buoni, e farci accettare e giustificare il compromesso di cedere "un po' della nostra privacy". Una guerra che non puo' essere combattuta da eserciti nazionali, ma dalle truppe private della Silicon Valley, che chiedono infondo solo le mani libere attraverso una legislazione a maglie larghe, e qualche immunita'. Non era infondo quello che avveniva nella guerra fredda?

Il cyber-utopismo dei neo-conservatori USA

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Alma Grandin 09/03/2013 18:07

Sono interessata a questo argomento