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Michele Di Salvo
02 Sep

Il Fatto il web e i fake

Pubblicato da Michele Di Salvo  - Tags:  Il Fatto Quotidiano, fake, follower, twitter, facebook, socialnetwork, Marco Travaglio, giornalismo, giornali

Il Fatto il web e i fake
Il Fatto il web e i fake

Il sette agosto è stata pubblicata una classifica dei migliori giornali quotidiani presenti anche su Facebook. Va precisato che lo studio è stato realizzato da una società privata e non da un’istituzione o un centro studi. In questa classifica vengono specificate molte cose e sarebbe il caso di entrare nel merito di tutto il suo contenuto e non solo di qualche riga. Immediatamente il Fatto Quotidiano si è affrettato a titolare “Il Fatto Quotidiano, record mondiale di likers rispetto a copie diffuse”, prendendo in esame solo un dato: che per ogni copia venduta in edicola il profilo facebook del giornale avrebbe oltre 18 fan. Ben oltre ad esempio i 5 di Repubblica, i 3 del Guardian e i 2 di Le Monde e Financial Times. Un risultato apparentemente lusinghiero, ma a ben leggere è esattamente il contrario. Nella premessa dello studio si legge (ben in evidenza tra l’altro) che “la valutazione dei parametri quantitativi (likers) non

sia considerata predominante, riservandosi un peso non superiore al 25% sul totale”. Perché? Semplice. Perché come tutti sanno è sin troppo diffuso, soprattutto per siti legati a marchi e personaggi in vista, l’acquisto di profili fake. Pratica particolarmente grave per chi fa politica, perché significa far credere al pubblico di avere un certo seguito e un certo credito e autorevolezza, in realtà “drogati”. Ma ancor più questa pratica fa pensare quando a fare uso – se non abuso – sono giornali e giornalisti. Peggio, se questi sono coloro che ogni giorno vendono la propria immagine e il proprio giornale come “indipendente”, senza padroni se non i lettori, e puntano tutto sulla propria autorevolezza. Pratica, quella dei fake, cui pare siano decisamente avvezzi al Fatto Quotidiano. Prendiamo alcuni dei “volti noti” di questo giornale: solo il 45% dei follower di Stefano Feltri sono reali, ed è il migliore, se consideriamo che i reali follower di Peter Gomez sono il 38%, quelli di Andrea Scanzi sono il 35% e quelli del direttore Padellaro appena il 27%. Ma su tutti svetta Marco Travaglio, uomo immagine del giornale anche in questa speciale e poco edificante classifica, il cui seguito vivo e attivo si riduce al 22% dei seguaci dichiarati e apparenti.
Su Facebook – che in qualche modo vive di grossi numeri – scovare i finti profili è più complesso, ma esistono svariati criteri che possono aiutare. Il primo criterio è un raffronto statistico tra numero di fan e interazione, ovvero “quante persone parlano di…”. Secondo questo criterio i circa 975mila fan del Fatto compiono 104mila azioni. Proporzione non in linea ad esempio con Repubblica i cui 1,2milioni (+30%) di fan compiono 262mila azioni (+150%). Ma va ancora peggio, e di parecchio, alla pagina di Marco Travaglio – verso cui la stratosferica cifra dichiarata di 1,35milioni di fan compie appena 14mila interazioni. Risultato impietoso se consideriamo i dati de il Giornale i cui 93mila fan compiono 16mila azioni. E la spiegazione è molto semplice. Mentre la pagina del Fatto (secondo una valutazione parametrica complessiva) ha “solo” un 50% di finiti-fan quella di Travaglio supera l’80%. Non male per il fustigatore della verità.
Forse sarebbe meglio, prima di esaltarsi per una sola riga in uno studio che dice tutt’altro, entrare nel merito ed analizzare affondo quello che uno studio afferma. Un rapporto “sano” tra fan sui social e copie vendute va da 2 a 6 a seconda di quanta e quale sia l’offerta di contenuti online di approfondimento. Un rapporto più basso o troppo alto indica al contrario che l’offerta web è poco attrattiva, o che le persone sono poco disponibili ad acquistare un prodotto cartaceo che considerano scadente e quindi la spesa “poco vantaggiosa”. E questo non è certo un complimento per chi fa informazione e afferma di “vivere della scelta quotidiana dei propri lettori”. Siano essi veri, siano essi acquistati al mercato della rete a poco prezzo.

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Stefano Feltri 09/02/2013 13:26

Sulla base di cosa si puo' dire che sono falsi? L'illazione sarebbe che ci compriamo follower? Mi sembra vagamente diffamatorio , specie se affermato senza alcuna prova.

Jordi 09/19/2013 08:50

Il FQ conta un milione di like su Facebook,l'appello lanciato contro la modifica della Costituzione ha raccolto circa 420.000 firme.
Mi può spiegare questo divario?
Grazie.

Michele Di Salvo 09/03/2013 09:59

Esistono vari protocolli - piu' o meno larghi e con una maggiore o minore tolleranza di errore - per definire i fake, i falsi follower su twitter, ed anche i falsi follower su pinterest e instagram ultimamente.
Su twitter si sta lavorando da qualche anno, ed esitono sistemi di autoverifica "abbastanza attendibili" come fakers.statuspeople.com che fanno una sorta di "diagnosi".
Io ne ho elaborato uno che mi consente anche di indentificarli, uno ad uno, ed eventualmente ripulire i profili - il che comporta anche una diminuzione repentina di folower, ma almeno quelli che restano sono veri.
I follower finti non si comprano solamete, ma te li compra chi segue la comunicazione per "farsi bello di quanto e' bravo lui", te li compra un avversario per sparlare di te... Una forbice tra il 2 e il 4% e' fisiologica, e si tratta di spambot.
Per quanto riguarda Facebook (e youtube, con relativi falsi like e false visualizzazioni) stiamo lavorando ad un protocolo unico, riconosciuto un po' da tutti, con criteri omogenei.
Attualmente abbiamo delle tendenze statistiche omogeneamente riconosciute e accettate da tutti quelli che si occupano di webreputation ed entro gennaio dovremmo avere e mettere a disposizione della rete un sistema semplice di rilevazione (che e' appunto in fase di testing, ma decisamente affidabile).
Su facebook pero' il ragionamento e' molto articolato, e ci sto scrivendo un saggio e un ebook in proposito.
Sul tema, e sul metodo, puoi leggere questo articolo precedente che ne parla in maniera piu' articolata.
http://micheledisalvo.com/tutti-i-fake-delle-twitt-star-della-politica

riccardo 09/02/2013 10:37

complimenti bell`articolo..quello dei fake è un fenomeno diffuso ma poco conosciuto fra giornalismo e politica