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Michele Di Salvo
12 Jun

Il piano B di Grillo

Pubblicato da Michele Di Salvo  - Tags:  Beppe Grillo, Gianroberto Casaleggio, m5s, comunicazione tossica, comunicazione politica, comunicazione digitale, occupy, Democrazia

Sono settimane ormai che è percepibile il fastidio di Grillo per quello che sta succedendo tra gli eletti nella sua creatura. E anche più è leggibile – letteralmente – nei suoi post l’insofferenza verso qualsiasi forma di dissenso.
Tutto possiamo dire sia cominciato con le elezioni politiche, con un risultato che nemmeno Grillo si aspettava e nemmeno desiderava.
Una vittoria piena del Pd con un gruppo parlamentare tra il 10 e il 15% sarebbe stato per lui il crogiuolo perfetto in cui gridare per i prossimi anni le solite parole d’ordine sulla casta, gli sprechi, la vecchia politica, e alimentare ed esasperare un malessere popolare e comune che c’è, ed ha solide fondamenta nella vita reale.
L’aver difeso a spada tratta invece, con un partito al 24% e un gruppo parlamentare notevole e parzialmente controllabile, la linea dura del o noi soli e da soli o niente, sino alla “vittoria finale” ed al consenso universale gli è costato non pochi mal di pancia.
Intanto in rete, con varie declinazioni di dissenso finanche tra i fedelissimi e gli assidui frequentatori e commentatori del blog, al punto che è stato necessario eliminare la funzione “ordina i commenti per gradimento” perché altrimenti la percezione sarebbe stata addirittura schiacciantemente contro il capo.
Dissenso continuato fuori, per settimane nei gruppi parlamentari e sui giornali, con qualche esternazione fuori dalle “modiche quantità consentite”.
Situazione peggiorata con i risultati delle amministrative, dove grazie alle preferenze conta più la persona che la leadership carismatica del capo, di un simbolo o di unno slogan: consensi dimezzati nei casi migliori, e nessuno dei candidati arrivato al ballottaggio.
Dati allarmanti soprattutto per giovani neo-eletti parlamentari che sanno bene che con questi numeri, in caso di elezioni non verrebbero confermati – seppure e nei casi in cui venissero ricandidati, viste certe performance ed esternazioni.
Al crescere delle critiche alla linea monolitica del capo, sembra aprirsi un fuggi-fuggi estivo, alla ricerca di ospitalità altrove o in nuovi gruppi che diano qualche chance in più.
Si susseguono indiscrezioni, voci di corridoio, frasi dette e non dette che finiscono come commento su ogni giornale, per lasciare intendere un malessere e quantificare le persone. Sonia Alfano parla di 35 parlamentari che sarebbero stati pronti ad appoggiare Bersani, linciaggio mediatico a chiunque lasci il gruppo, anche solo per confluire nel gruppo misto o perché letteralmente cacciato, e Zaccagnini (già noto per atteggiamenti tutt’altro che pentastellati) che esterna la sensazione che Grillo voglia un gruppetto del 10-15% facilmente gestibile… e torniamo casualmente sui numeri già indicati, mentre Carla Ruocco – come se parlasse di un bisticcio tra compagni della squadra di calcetto, glissa “chi non è d’accordo libero di andare”, cui fa eco la voce collettiva del “…e prima è meglio è per tutti”.
Facendo due conti tutto sommato un gruppo dimezzato porta comunque in casa Caseleggio circa 6-7milioni netti e puliti all’anno. Certo si potrebbe discutere sul fatto che mentre l’ad di quell’azienda propugna l’azzeramento dei finanziamenti pubblici, poi chiude il suo bilancio da 6 anni a questa parte con l’80% di incassi da soldi pubblici – prima dall’IDV e da Di Pietro e poi dai 5 Stelle. Ma anche questa è la tipica coerenza italiana.
E sempre facendo due conti, anche con qualche accesso in meno, ma con un pubblico certamente più radicale e fedele alla linea, forse anche il blog di Grillo ne guadagnerebbe in termini di rapporto traffico/incassi.

La prossima scadenza elettorale con cui fare i conti però sono le Europee. Un anno di tempo per epurare, snellire, fidelizzare, stringere tutti attorno al capo ed ai temi ed ai toni proposti. Chi non è d’accordo libero di andare, anzi probabilmente meglio così.
Si perché le elezioni europee sono le più complesse da condurre e vincere. Collegi ampi, con gradi differenze nei territori e nello stesso collegio, in cui conta – e molto – il radicamento ed il collegamento con gli eletti locali, e qualsiasi dissenso rischia di trasformarsi in debolezza.
In più le elezini europee si affrontano con le preferenze e non solo con i voti di lista, ed allora è importante lanciare per tempo gli uomini giusti.
Ed ecco pochi selezionati andare a lezioni di tv da Grillo e Casaleggio, e presentarsi a raffica in tutti i talk – prima luoghi satanici da scomunica – per rilanciare il verbo; la formula la solita: uno-a-uno, intervista frontale, niente dibattito e niente contraddittorio. Uno spot insomma. Da cucire su misura per un rilancio ad hoc su Youtube o sul blog.
Una scadenza importante quella delle europee, dove Grillo farà i conti con tutti i possibili .
In caso di tenuta percentuale, nonostante i pezzi persi per strada, puntare ancora per un anno a condurre la sua crociata, forte di percentuali intorno al 20%.
In caso di ridimensionamento è già pronto il piano B.

I pezzi ci sono già tutti, e non è il caso di cercarli chissà dove.
Il parlare solo con la stampa estera ha dato a Grillo una straordinaria visibilità, sempre sul confine tra leader politico, fenomeno mediatico e guru di una nuova società globale.
Una terza vita si apre per l’ex-comico genovese, che potrebbe rilanciare il messaggio di un movimento 5 stelle che “avrebbe potuto” fare la rivoluzione ma i cui eletti “sono stati corrotti dalle stanze del potere” e lui “non ci sta più”.
Da mesi ormai cresce il consolidamento delle relazioni con i gruppi Occupy e Indignados di tutta europa, cui Grillo guarda con fervido interesse come macchina di rilancio, di comunicazione e di organizzazione, e che sarebbero il pubblico ideale per una tournee mondiale, cui lui stesso comincia ad accennare.
Qualcosa in più di una semplice ipotesi, con le prime probabili date in Spagna, Grecia e Olanda, ottima sarebbe la Danimarca, che molto s’è interessata al caso cinque stelle, ma puntando anche al nord e sud america, con contratti di ferro sui diritti televisivi della star italiana di cui la stampa estera ha più parlato negli ultimi due anni.
Forse un nuovo libro accompagnerà e spiegherà questa nuova svolta, semmai tradotto direttamente in più lingue, e chissà che non ci stia già pensando, visto che ultimamente anche i testi dei suoi discorsi stanno cambiando, almeno rispetto allo Tsunami Tour. Linfa di nuovi autori?
Grillo ci sta lavorando. Sta scrivendo, prepara testi nuovi e probabilmente dopo l’estate dovrebbe iniziare un vero e proprio giro nei teatri
“Che bello, quando queste piazze le riempivo sempre a pagamento, che nostalgia…” è frase ricorrente in tutti gli ultimi discorsi elettorali a sostegno dei 5 stelle.

Il piano B di Grillo

Aggiornamento
Senza citare l’Unità, che per prima ne ha parlato il 12 giugno, anche Repubblica riporta la conferma dell’ira di Grillo verso il dissenso interno. Ai 5 Stelle romani ha detto “mi sono rotto se continuate così mollo tutto”. Nel suo post di oggi chiama i fedeli a raccolta “non lasciatemi solo, fate sentire la vostra voce” – riferimento implicito alla maggioranza dei commenti che sul blog invece chiedono un cambio di passo e di toni al comico genovese – e nel post precisa “La "notizia" secondo la quale sarei in partenza è falsa. Non andrò in Australia.” Si riferisce a quanto riportato sempre il 13 dal sito del Corriere della Sera ed infatti per quella specifica tappa non c’è ancora conferma. Nondimeno Grillo non ha smentito nessuna delle tappe di cui abbiamo parlato, e che riguardano per ora l’Europa. Non solo Londra e Parigi, ma anche Spagna, Danimarca, Grecia, Olanda, dove, anche grazie al fatto che parla solo con i rappresentanti della stampa estera, Grillo è molto popolare. Certo, delle tre o Grillo non legge l’Unità (anche se la cita spesso) o non può passare il tempo a smentire ogni notizia (cosa che invece tiene a fare regolarmente) oppure…

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