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Michele Di Salvo
24 Jul

La discesa in campo di Casaleggio

Pubblicato da Michele Di Salvo  - Tags:  m5s, Marco Travaglio, Gianroberto Casaleggio, Beppe Grillo, Roberto Fico, elezioni, comunicazione politica

La discesa in campo di Casaleggio

Prima era il taciturno e un po’ oscuro guru, di Grillo prima e del Movimento 5 Stelle poi. Tanto che quando i primi tra noi ne parlarono, oltre un anno fa, giovani rampanti come Roberto Fico si affrettarono anche a smentirne l’esistenza “non so chi sia Casaleggio, mai incontrato, dietro al Movimento non c’è nessuno”. Progressivamente questo manager finanche timido e riservato è uscito sempre più spesso sui giornali. Già, quelli dei padroni, dei poteri forti, scritti da giornalisti prezzolati e della casta dei partiti. Quando lo intervistano però vanno bene. Soprattutto il Corriere della Sera, ovvero il giornale dell’industria e della finanza. Ed allora “ci viene rivelato” che lui non solo è al fianco di Grillo, ma coideatore e cofondatore del Movimento (perché non dirlo prima? Semmai ai tanti Fico che lo ignoravano?). Sta di fatto che le esternazioni del guru, almeno quelle, hanno una loro coerenza immutata nel tempo, dai tempi del catastrofismo catartico di Gaia (video sul quale oggi glissa come una boutade). Ma come in quel video i partiti sono sempre il male, la rete rivoluzionerà la democrazia, ridisegnerà le istituzioni e la vita delle persone, fino a cambiare radicalmente anche l’idea di Stato.

Nella calda estate della politica italiana è sempre più evidente un impegno diretto dell’uomo della comunicazione a cinque stelle. Il primo “grande passo” è stato l’accreditamento ufficiale, al cospetto del Capo dello Stato. Lui, il “presente senza ruolo” consacrato ufficialmente come “cofondatore”, per la buona pace di tutto e tutti, dentro e fuori il movimento, che invece ha sempre dichiarato di non avere leader, né capi, né fondatori, ma di essere “nato spontaneamente in rete” – come un fungo benefico dall’albero marcio della politica. Per lui le elezioni amministrative sono state “una sconfitta calcolata”, in una strategia precisa in cui “era già tutto previsto” (peccato non averlo detto anche ai tanti militanti e candidati che ci hanno messo impegno, risorse e faccia a Roma come in tutte le altre città), anche tendenzialmente smentendo le prime dichiarazioni di Grillo all’indomani; ma si sa che nel blog conta solo l’oggi, e su certe cose non si scava poi tanto.

È quindi la volta dei grandi temi. Le strategie per uscire dalla crisi (ad esempio tornando alla lira, ristrutturando il debito, facendo liberamente fallire le imprese e risparmiando i soldi della Cassa Integrazione), la previsione di un autunno caldo di scontri violenti. “Penso che il Paese avrà nei prossimi mesi, non so quanti, uno shock economico. Uno shock che potrebbe portare a una ridefinizione della rappresentanza politica oppure a uno spostamento della politica da problemi politici a problemi di carattere sociale: disordini, rivolte”.
Quello che si percepisce è una sorta di passaggio di consegne. Beppe Grillo, attraverso un tour europeo, impegnato nella costruzione di un “movimento 12 stelle” che costituisca un unico gruppo nel parlamento europeo, che va da albadoraata agli antieuropeisti inglesi, ciprioti, spagnoli, francesi… e Casaleggio a tenere le redini oltranziste, in parte catastrofiste e in parte messianiche, in vista di un autunno caldo italiano. Tra i tanti scenari proprio una sua diretta discesa in campo, semmai capolista alle europee. Che sarebbe un passaggio niente male dopo che la sua azienda ha perso il Gruppo Mauri come cliente, e si reggerà da settembre solo sul blog di Grillo. Certo, in attesa che come sempre arrivino i fondi pubblici. Quelli per la comunicazione dei gruppi parlamentari, si perché a quelli nessuno ha rinunciato, per quelli nessuno ha proposto restitution day, e quei soldi (tra gli 8 e il 12 milioni di euro) andranno dritti dritti alla Casaleggio Associati.
Certo stona un po’ che parlino di autunno caldo un Grillo e un Casaleggio che negli scorsi anni non sono mai stati in piazza, ma impegnati nelle proprie carriere personali. Certo, che un ragioniere e un perito informatico traccino scenari macroeconomici e sociali dovrebbe lasciare qualche perplessità. La sensazione è che ancora una volta la strategia unitaria sia quella di fomentare ed esasperare le persone, seguire la direzione della folla inferocita, e fare di tutto per mettercisi a capo. Offrendo alle persona quello che queste vogliono, e usando la rabbia e i problemi veri come unico collante.

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