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Michele Di Salvo
04 Jun

La nuova matematica a 5 stelle

Pubblicato da Michele Di Salvo  - Tags:  m5s, Beppe Grillo, Gianroberto Casaleggio, elezioni politiche, elezioni, network, socialnetwork, comunicazione politica, comunicazione digitale

Come per ogni tornata elettorale c’è sempre chi, oltre a dare il proprio commento ed opinione, si appropinqua nel meraviglioso mondo della matematica, e ci offre rocambolesche interpretazioni e letture di numeri, dati, percentuali e statistiche. Mentre però la dialettica-matematica tra i partiti tradizionali si attesta sui consueti toni del “ho vinto perché ho preso più di te” oppure “ho vinto perché ho perso meno di quanto si diceva” e similari, merita qualche commento in più il nuovo approccio del nuovo partito (movimento) a cinque stelle. Non perché mi voglia cimentare in un improbabile esercizio di satira, ma perché anche in questo caso siamo in presenza di qualcosa di nuovo, sia in termini interpretativi sia in termini di comunicazione.

Faccio riferimento a un post molto condiviso sul blog di Grillo dal titolo “il crollo dei partiti” [foto 1] in cui si propongono paralleli tra le amministrative di cinque anni fa e quelle attuali. La logica non condurrebbe a simili accostamenti, per il solo fatto che in quell’era geo-politica parlavamo di un partito appena nato, senza alcun eletto, men che meno erede di 9milioni di preferenze nazionali. Non conta nemmeno che si proponga un indice per cui se nel 2009 non eri presente affatto e ieri hai preso ben mille voti (il caso di Avellino) allora la tua percentuale di crescita viene indicata non con un +1000% (che già sarebbe un bel volo pindarico, perché uno statistico direbbe semplicemente “dato non raffrontabile”) ma viene marchiato come +infinito! Il post finisce però di essere un commento alle elezioni e si trasforma in un vero e proprio pezzo di satira nel leggere i commenti. [foto 2] Basta che un solo attivista faccia rilevare come il simbolo “+infinito” a dati simili non sta in piedi, che si scatenino i contro commenti e insulti “Per chi lavori?” “Chi ti paga?” o anche “Come va in redazione? Per quale giornale lavori?” Si direbbe quasi, riprendendo un precedente articolo proprio su l’Unità, che Grillo, che accusa gli altri di avere fake e troll, si sia auto-trollato.

Qualcuno potrebbe pensare che questo modo di leggere i dati matematici sia dovuto alla novità e all’inesperienza, e che sia un caso isolato. E invece c’è una straordinaria linea di coerenza nella “matematica a cinque stelle” della cui scuola la firma più autorevole è quella di Gianroberto Casaleggio (in persona!). All’indomani del voto di Parma di suo pugno (o meglio di sua tastiera) scrisse: Il fenomeno del Movimento Cinque Stelle può essere anche interpretato attraverso la Rete. Internet non si sta più affiancando ai cosiddetti mainstream, ma li sta lentamente sostituendo. La Rete è una conversazione tra persone che possono verificare le informazioni, che possono discuterne tra di loro. Per questo sta trasformando completamente il modo di fare comunicazione. La Rete sta diventando un'agorà molto estesa, sempre più complessa. Un qualsiasi tecnico della comunicazione non può però non dire anche che in rete ci sono moltissime informazioni, spesso non documentate, spesso solo opinioni, spessissimo parzialmente infondate dove non vere e proprie bufale. Va poi aggiunto che quanto più la comunicazione è orizzontale, tanto più difficile è verificare le informazioni che vengono reperite in rete. E infatti anche i dati che riporta Casaleggio, per come esposti, risultano “falsi”, nel senso che l’informazione complessiva è di per sé distorta. Procediamo. La Rete è politica allo stato puro, questa politica, oggi, si sta manifestando maggiormente negli Stati Uniti per le elezioni presidenziali. Le prossime elezioni americane si vinceranno o si perderanno in Rete, la presenza e l'interesse che i candidati hanno sui social media è massima, in particolare sui principali 3 social media che sono You Tube, Facebook e Twitter. … In particolare, poi, se confrontiamo i numeri dei candidati alle presidenziali Usa nei diversi social media, con quelli di Beppe Grillo … È come dire che se paragoniamo i dati dell’ultimo politico italiano con quelli dei politici del Sudan, un nostro consigliere comunale lì diventerebbe Presidente della Repubblica? Perché ha più follower su Twitter? Ma continuiamo…

…si può vedere che su Twitter, You Tube e Facebook, Grillo si posiziona così: al terzo posto su Twitter (dietro Obama e Gingrich) con 541mila follower, al secondo su You Tube (dopo Barack Obama) con 89 mila iscritti al canale e al quarto posto su Facebook (dopo Obama, Romney e Paul) con 825 mila fan. C'è da sottolineare che ciò avviene con una popolazione che in Italia è grosso modo di 1/5 inferiore a quella statunitense. E se uno dovesse fare un rapporto semplicemente lineare, bisognerebbe moltiplicare per cinque la presenza di Grillo. A parte il nesso opinabile tra Grillo e i candidati alle presidenziali americane, ancora più inquietante è che mentre di Grillo vengono “dati i numeri” non vengono dati quelli dei suoi competitor in questa assurda e artificiale classifica (numeri che superano di venti/trenta volte quelli di Grillo!). E questo sempre senza tenere conto di un’altra inchiesta, pubblicata il 14 maggio sui fake, ovvero i finti follower, nella cui classifica Grillo è di molto in testa a tutti. Se dovessimo però seguire la logica della Casaleggio, in Italia, avremo un ballottaggio a tre: Vasco Rossi, Laura Pausini e Ligabue (anche se Gerry Scotti e Jovanotti recupererebbero alla grande grazie a Twitter)! Situazione drammatica in USA dove secondo questa logica batterebbero Obama ad occhi chiusi: Eminem, Rihanna, Lady Gaga, Shakira, tutti con oltre 50milioni di fan, a seguire Megan Fox, Justin Bieber, Katy Perry, intorno ai 40milioni. Escluderei per ragioni di “permanenza in terra” Michael Jackson e Bob Marley, con 120milioni di fan in due. E escludendo i Simpson e Harry Potter che insieme potrebbero fare una solida alleanza portando una dote di 100milioni di fan!

Ora, io capisco che ciascuno porti acqua al proprio mulino, e in qualche modo legga i dati a proprio favore, però ricordiamo anche che i candidati e gli eletti hanno il ruolo di amministrare e scrivere le regole e leggi, non anche quello di sovvertire le logiche della matematica.

[foto 1 - il post]

[foto 1 - il post]

[foto 2 - i commenti]

[foto 2 - i commenti]

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