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Michele Di Salvo
15 Jun

Le elezioni iraniane a porte chiuse

Pubblicato da Michele Di Salvo  - Tags:  Iran, teheran, elezioni, censura, socialnetwork, Società, giovani, giornali, network, twitter

Le elezioni iraniane a porte chiuse

Velayati e Rohani non replicano a chi gli chiede si possibili scontri come nel 2009 e glissano “non parliamone più, vedrete che non succederà niente”.
Intanto ai giornalisti stranieri il visto temporaneo scade domani, ed è stato predisposto un ramificato sistema di controllo dei loro movimenti, per rintracciarli immediatamente ed accompagnarli direttamente in aeroporto. Misure di sicurezza interna la versione ufficiale.
L’unica protesta è l’astensione, e c’è chi teme anche – per ragioni di propaganda interna – una falsificazione dei dati sull’affluenza. Si, perché in assenza di qualsiasi vera alternativa politica, i sei candidati ufficiali, approvati di rettamente da Kamanei, non rappresentano in alcun modo, né per cultura né per età, la maggioranza dei cittadini iraniani, il 50% dei quali ha la metà degli anni della Guida Suprema e dei candidati in lizza. E allora l’unica possibile protesta è l’astensione, di massa, per mettere a nudo la non corrispondenza di quel sistema con la realtà vera del Paese.

Intanto giornalisti ridotti nelle redazioni, anche in previsione di titoli fotocopia e articoli già scritti e fortemente controllati. Sospese tutte le riviste periodiche non ortodosse, anche quelle non necessariamente dichiaratamente di opposizione, da circa tre mesi e “sino a dopo il voto”, che con ogni probabilità si protrarrà sino ai ballottaggi previsti per il 21 giugno.
Internet ad accesso limitato e social network chiusi. Non solo. Bloccate le celle dei cellulari interni per non inviare messaggi né mail o allegati. Funziona, poco e male, la rete abilitata per i cellulari tipo gsm, ma il traffico dati viene rallentato dove non bloccato.
Tra i primi a recarsi alle urne proprio la Guida Suprema, che ha chiarito essere un “dovere religioso” andare a votare. Le frasi più nazionaliste sono lasciate a “interviste alle persone comuni” che spiegano alla televisione nazionale “andare a votare è necessario per difendere il paese dagli attacchi e dalle minacce straniere”. Peccato che gli intervistati siano tutti donne e uomini anziani, immediatamente riconoscibili dell’abbigliamento per la loro ortodossia religiosa: uno spaccato che a stento rappresenta ormai il 10% della popolazione reale.

“Non andare a votare è comunque un rischio, non credere” mi dice Hassan “perché risulta dalla tessera elettorale se hai votato o no. Io oggi sapevo che on sarei dovuto andare a lavoro, e per non votare da ieri ho un certificato medico. Non so se lo sai, ma tutta la mia famiglia ha l’influenza in questi giorni, e non possiamo uscire di casa. Tranne mia nonna”.
Si perché pare che tra i giovani in questi ultimi tre giorni si sia diffusa una strana influenza, propedeutica a non vedersi penalizzati negli studi universitari o sul lavoro, o non essere visti male in caso di fermo di polizia. Anche questo è l’Iran che va a votare.
Alle troupe nazionali è stata data una indicazione precisa: copertura dei seggi, riprendere file di persone (qualsiasi fila, anche per il pane) e montare servizi per indurre le persone a votare. Da stasera solo interventi dalle sedi dei candidati, al chiuso, nessuna ripresa esterna.
Nessuno parla della presa di posizione di Washington sulla Siria. Oggi non c’è né tempo né spazio per queste cose. La priorità è mostrare un paese interessato al voto, attivo, e stretto attorno al Consiglio dei Guardiani della Rivoluzione. L’unica possibile, quella del 1979. e sembra che a quella data sia stato congelata anche l’intera società iraniana che qualcuno vuole che non si scongeli mai.
“Alla fine passerà anche questa” continua Hassan “e dopo il 22 giugno mi ritroverò i messaggi a cui rispondere via internet che si saranno accumulati”, ed anche in una poco stabile chat è come se percepissi la voglia di sdrammatizzare, e anche di non farti preoccupare troppo.

leggi anche http://micheledisalvo.com/iran-tra-elezioni-e-vita-vera

Le elezioni iraniane a porte chiuse

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