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Michele Di Salvo
19 Jul

Lo scoop a 5 stelle che scoop non è

Pubblicato da Filippo  - Tags:  m5s, Marco Travaglio, Il Fatto Quotidiano, giornalismo, giornali, Democrazia, trasparenza, demagogia

Lo scoop a 5 stelle che scoop non è

Due giorni fa vengo contattato tramite il mio blog da un lettore che mi segnala “una notizia non notizia” – dato che non è mio costume “fare mio” qualcosa segnalatomi da qualcun altro, gli ho chiesto di sviluppare il concetto e scrivere lui stesso il post, che oggi vi propongo. Devo ammettere dettagliatissimo.

Il palazzo e il cittadino

Nel “palazzo” si nascondono i segreti più inconfessabili e scomodi, stanze oscure dove la casta pagata dai cittadini traffica e maneggia alle spalle del cittadino medio che si fa il mazzo tutto il giorno, sotto il sole o sotto la pioggia, mentre lì dentro, al fresco dell'aria condizionata continuano a mangiare a sbafo nonostante al popolo non siano rimaste nemmeno le brioche. Ora però la festa è finita perché finalmente abbiamo chi cerca e apre quei cassetti per conto nostro. Il suo nome è Riccardo Fraccaro e cioè un cittadino (non chiamiamolo onorevole) a 5 stelle, l’avanguardia del popolo nei palazzi del potere...

È questo il ritratto del mondo, anzi della nostra opaca democrazia che ci prospetta l’ennesimo articolo di quello che nacque come giornale indipendente, ma che sembrerebbe essersi trasformato presto nell’ultimo megafono di partito, stiamo parlando del Fatto Quotidiano in quella che a voler esser maligni, parrebbe l’ultima velina pentastellata.

Nell’articolo Costi della politica, Camera. M5S: “Ecco tutti gli stipendi dei dipendenti” a firma Martina Castigliani, il cittadino Fraccaro racconta di esser stato incaricato di raccogliere i dati sulle spese di Montecitorio per la presentazione del primo dossier a 5 Stelle sull’argomento e di conseguenza di aver "incontrato un muro di gomma. Nessuno vuole che si tocchino questi privilegi" e poi rincara rancoroso “Non volevano darci i dati ufficiali, siamo stati ostacolati in tutti i modi”!
Ma cosa avrà svelato di inenarrabile il nostro? Quali scrigni avrà aperto?
Il Fatto Quotidiano riporta virgolettato: "Vediamo quello che ho scoperto: il costo per il personale è di 280 milioni di euro. Per i dipendenti in pensione 220 milioni di euro. Se aggiungiamo le spese per i parlamentari, quasi 2/3 del bilancio della Camera è destinato a pagare dipendenti di Montecitorio” ed ancora "i vitalizi ci costano 91,8 milioni di euro”, per non parlare del capitolo dell’affitto degli immobili, che costa alla Camera, “dunque ai cittadini, 30 milioni di euro l’anno”
Tanti gli sprechi denunciati, scrive il Fatto, dalle spese per la stampa degli atti parlamentari alle polizze assicurative, per poi passare alla suddivisione del personale della camera, e scrivendo la giornalista Ecco i primi dati che il Movimento 5 Stelle ha potuto consultare: passa a suddividere in cinque livelli il personale della camera a cui corrispondono diversi ruoli chiaramente, ma soprattutto diverse retribuzioni, che passano dai 400.000 euro lordi annui dei più anziani del quinto livello, ai 35.644 lordi degli impiegati del primo livello con 25 anni di servizio, passando per segretari, assistenti parlamentari, infermieri di reparto, coordinatori, documentaristi, consiglieri, insomma, tutto il creato che vive e prospera alla Camera dei Deputati.

Ma tutte queste notizie che il Movimento 5 Stelle ha potuto consultare erano davvero chiuse a chiave in qualche cassaforte? Erano a disposizione solamente dei piani alti?
Nemmeno per sogno!
Perché scrivere di una camera oscura e di resistenza dei protagonisti quando questi dati sono disponibili a chiunque da tempo nel sito della camera, anche scaricabili, dove nel bilancio 2012 oppure nel bilancio pluriennale 2012-2014 possiamo trovare tutti i dati sul monte stipendi, sulle pensioni pagate, sull’esborso per le assicurazioni, sugli affitti, servizi di sicurezza e tanto altro?
Calcolatrice alla mano sono gli stessi 748 milioni di euro l’anno per stipendi e pensioni che il cittadino Fraccaro rilanciato dal Fatto Quotidiano spaccia per dati segreti… ma che segreti non sono, visto che oltre al bilancio, sia la suddivisione in livelli che le relative mansioni sono disponibili da anni nel sito della camera in un dettagliatissimo documento che illustra l’organizzazione interna dell’Amministrazione della Camera dei deputati, passando dal Segretario Generale fino all’ultimo impiegato di primo livello… e se questo sembrerebbe un mattone da leggere allora in un’altra pagina del sito possiamo vedere una semplice tabella che riporta le retribuzioni iniziali per ciascuno dei cinque livelli con i relativi incarichi.
Lasciando stare il freddo sito della Camera poi ci accorgiamo che nel marzo di quest’anno Panorama aveva già fatto le pulci al bilancio 2012 mentre allontanandoci nel tempo gli stessi Rizzo e Stella (che trattano la materia dal 2007) hanno snocciolato analoghe cifre nel gennaio 2012 in un dettagliatissimo articolo, ed un mese prima una completa inchiesta su l’Espresso ed ancora sul giornale del poi graziato Alessandro Sallusti, sempre analoghe documentazioni.
[dati quindi consultabilissimi da giornali e giornalisti di qualsiasi colore e schieramento e linea editoriale, ndr]
Quando poi il nostro incursore racconta “Qui dentro si stampano atti parlamentari per 9 milioni di euro, è giunto il momento di informatizzarci…” evidentemente non si è accorto che sullo stesso argomento in maggio un servizio di Ballarò era stato oggetto di un comunicato stampa proprio della Camera dei Deputati, il suo datore di lavoro, dove si rimandava alla lettura del bilancio di previsione che riportava una cifra poco superiore alla metà!
Insomma, come è possibile che su un quotidiano a tiratura nazionale si spaccino per inaudite e come scoop, cifre e dati disponibili da anni nei relativi siti istituzionali? Nessuno in redazione aveva mai fatto un giro sul sito della Camera?
Un articolo che contrappone il cittadino (buono) all’istituzione (cattiva) e raffigura il tentativo di scardinare il sistema che prontamente viene avversato dalla casta, ma che tra le righe parla invece delle proposte e del programma di un partito politico, che riporta le parole del politico quando e magari perché fanno comodo al politico, proposte peraltro già ampiamente presentate, ebbene, questa è stampa indipendente oppure è una stampa “in soccorso”, una stampa schierata?
Al netto delle cose conosciute infatti cosa ci racconta questo articolo se non le proposte politiche dei 5 stelle?
Chiariamoci, nulla di sbagliato né di mai visto, ma perché un giornale che si professa indipendente un giorno si e l’altro pure deve ricamare su presunti documenti inviolabili che una istituzione maligna non vorrebbe far conoscere per poter mantenere lo status quo, gli sfarzi ed i privilegi a danno del povero cittadino indifeso, tutto questo per poter scrivere di proposte politiche dal sottotitolo fino alle ultime quattro righe?
Come diceva Giulio Andreotti? “a pensar male è peccato, ma delle volte…???”

Sin qui Filippo.

Io aggiungo però qualche considerazione.

Credo che il lavoro di un parlamentare sia ben diverso dal copincollatore di testi reperibili in rete, in modo ufficiale e abbastanza chiaro e semmai commentarli.
Un parlamentare ha disponibili gi “atti di sindacato ispettivo” per porre domande al governo e indicare nelle repliche soluzioni alternative o includere documentazione all’attenzione delle pubbliche amministrazioni.
Un parlamentare può fare proposte di legge, mirate e precise, per porre rimedio a quelle cose che considera un problema o un difetto del sistema.
Da un parlamentare non ci si aspetta solo di essere “voce di denuncia” – cosa che dovrebbe competere alla stampa oltre che a tutti i comuni cittadini, e semmai esserne il parlamentare amplificatore – bensì soluzioni e atti e proposte concrete.
Per questo il parlamentare ha specifiche immunità e riceve unno stipendio come membro del corpo legislativo, nel quale senza vincolo di mandato rappresenta tutti i cittadini e non solo i suoi elettori.
E credo che tanti elettori anche solo del Movimento 5 Stelle, non chiedono dossier più o meno documentati, ma proposte ed atti concreti per risolvere quei problemi.
Credo che anche questo sia il senso del post di Federico.
Mentre quello che avevo da dire sul Fatto, l’ho già detto, e non aggiungerò altro.

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