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Michele Di Salvo
05 Jul

Se Grillo non interessa nemmeno alla rete

Pubblicato da Michele Di Salvo  - Tags:  Beppe Grillo, Gianroberto Casaleggio, m5s, Marco Travaglio, comunicazione politica, Alexa, internet, socialnetwork, Società

Se Grillo non interessa nemmeno alla rete

Le numerose e fumose letture a 5 stelle dei dati delle amministrative appaiono sempre più come una difesa d’ufficio della linea del capo. E chi non partecipa a questa difesa del fortino – da qualcuno millantato come sotto assedio dei “poteri forti” e di “caste” buone per tutte le stagioni – viene espulso. Anche quando semplicemente mette in dubbio l’opportunità dei toni dei post del sommo blog dei blog. Nonostante tutto Grillo e Casaleggio ci hanno sempre detto che loro non tengono in alcun conto i sondaggi (sempre menzogneri perché pagati dalla casta) e nemmeno il voto, determinato da una presunta divisione in due dell’Italia, i buoni (a 5 stelle) e i cattivi (tutti gli altri).
Per loro conta la Rete, unica agorà del nuovo mondo e della democrazia del futuro. Per loro il seguito “reale” si misura in termini di fan sui social network, di follower su Twitter e di visualizzazioni, e poco conta se tutti questi sono dati facilmente falsificabili e manipolabili. Il tutto condito con la solita retorica – anch’essa molto democratica – per cui non si risponde a nessuna domanda, e si scelgono i giornalisti (anch’essi cattivi, tranne quelli a 5 stelle) con cui parlare, ovvero che poi facciano più che articoli comunicati stampa.
E nonostante tutto questo, quello che emerge, semplicemente considerando “la voce della rete”, nonostante i ripetuti ed estenuanti tentativi di occupare telegiornali e giornali con una nuova provocazione quotidiana, e nonostante il gioco a rilanciare e superare sempre se stessi, pare che il gioco si sia rotto. Pare che le persone siano stanche e non più interessate ai rinvii del RestitutionDay, che da evento mediatico e quasi messianico si è ridotto ad una piccola notizia in un minipost. Pare che le persone siano anche un po’ stufe di F35 che devono bombardare il parlamento il giorno dopo della gridata richiesta di incontro al Presidente della Repubblica. Chi si aspettava un no è rimasto spiazzato da un si a sole 48ore, ma con una precisazione del tutto sensata “a tale udienza potranno partecipare, insieme al leader del Movimento Beppe Grillo e ai presidenti dei gruppi parlamentari, come da vostra richiesta e come già avvenuto del resto in recenti occasioni, anche altre personalità purché ne siano chiariti i titoli e le funzioni nell'ambito del Movimento”.
Pare – e non lo diciamo noi, ma la rete – che qualsiasi sia la provocazione del giorno, in una calda estate in cui le persone hanno problemi veri da affrontare, e soprattutto sono alla ricerca di soluzioni concrete e utili per le loro vite reali, e prestano poca attenzione alle battute estive di un comico miliardario in cerca di rilancio e protagonismo politico.
In soli 4 mesi – dopo il picco delle politiche – il blog di Grillo ha perso l’80% delle pagine viste, è sceso nelle classifiche mondiali dal 400° al 9.000°posto, è sceso anche sotto il suo minimo storico in termini di visite e di permanenza media (segno del poco interesse anche del lettore più affezionato) e soprattutto su cento persone che sino a quattro mesi fa cercavano il suo blog in rete, oggi ne sono rimaste circa 30, con un trend in calo costante e quotidiano.Nel mondo dello spettacolo si direbbe che forse è il momento di cambiare agente e autori dei testi. Chissà nel web come il guru tradurrà queste considerazioni.

Se Grillo non interessa nemmeno alla rete
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