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Michele Di Salvo
12 Jan

Una tranquilla notte di regime

Pubblicato da Michele Di Salvo  - Tags:  Stefano Benni, Baol, Notte di regime, foto

Una tranquilla notte di regime

"E’ una tranquilla notte di Regime. Le guerre sono tutte lontane. Oggi ci sono stati soltanto sette omicidi, tre per sbaglio di persona. L’inquinamento atmosferico è nei limiti della norma. C’è biossido per tutti. Invece non c’è felicità per tutti. Ognuno la porta via all’altro. Così dice un predicatore all’angolo della strada, uno dall’aria mite, di quelli che poi si ammazzano insieme a duecento discepoli. Ce n’è parecchi in città. Dai difensori dei diritti dei piccioni alla Liga Artica. Siamo una democrazia.

Ogni tanto, sul marciapiede, si inciampa in qualcuno con le mani legate dietro la schiena. Forse la polizia lo ha dimenticato la notte prima. Ho guardato in alto, oltre le insegne illuminate e, obliqua su un grattacielo, c’era la luna.
Le ho detto:
Cosa ci fa una ragazza come te in un posto come questo?
Poi mi sono fermato all’angolo tra Duclea e Taganrog, nel quartiere gastronomico. Passava di tutto. Un tombarolo mi ha offerto due giacche firmate appena prese ai cadaveri, garantite disinfettate. Non gli ho dato retta, preso com’ero da un’interessante visione.
Davanti a un ristorante di Duclea c’è una grande piastra ammazzainsetti a seimila volt. Ogni moscerino o farfallone che ci sbatte sopra crepa, con un brivido elettrico. mi è venuto da pensare che nessuna morte, ormai fa più rumore di questa. Milioni di moscerini, una fiammata, e amen. Se hai la fortuna di nascere farfallone, forse si accorgono dei tre secondi in cui stai morendo.
Riflessioni così profonde mi fanno venire appetito. Perciò ho deciso di entrare in quel ristorante. Un ristorante di lusso, di quelli dove si succhiano gamberoni con sottofondo d’archi, non so se mi spiego, tutto marmo, velluto rosa, specchi e candeline.
Il maitre mi ha esaminato con maitresco disprezzo. Ho fatto finta di niente.
-Che pesce avete? – ho chiesto
-Tutto quello che vuole – ha risposto freddamente.
-Allora mi porti un piatto misto di mullidi, sgomberomoridi, astici, aragne, aspitriglie, valencenielli, caranghi, cozze, castagnole, caviglioni, maranzane, mazancolle, moscardini, bocchedibue, scrappioni, lote, suri, zerri, zurli, boghe, salpe, costardelle, donzelle, nigricepi, merlani, sparlotti, pappasassi, succiascogli, spigole ermafrodite, cernie alessandrine, lofe budegate, palinuri elefanti e ostracodermi estiniti.
Mi hanno cacciato fuori.
Di questi tempi è duro far gli spiritosi se non si è miliardari.
Non importa."

[Stefano Benni - Baol]

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