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Michele Di Salvo
03 Apr

Viaggio in una rete di balle

Pubblicato da Michele Di Salvo  - Tags:  Balle, bufale, fake, internet, informazione, disinformazione, complotti, contro infromazione

Viaggio in una rete di balle

Mi capita spesso di sentire che “l’unica fonte attendibile” per le informazioni e le notizie sia la rete. Questa teoria è la prima grande bufala, che fa da sfondo a tutte le altre.
Quanti sanno qual è la classifica dei mercati dell’economia mondiale? Pochissimi.
Tutti danno per scontate supposizioni o intuizioni, avvicinandosi di poco, pochissimo, alla realtà. Ebbene, al quinto posto abbiamo il mercato delle armi, al quarto quella ricostruzione post bellica, al terzo la droga, al secondo pornografia e prostituzione.
Energia e alimentazione si contendono il sesto ed il settimo posto, seguite all’ottavo dal settore finanziario (per il solo fatto che senza, sarebbe difficile qualsiasi altro mercato) al nono le commodities del lusso e al decimo le materie prime. Il primo posto su tutti è quello delle “informazioni e telecomunicazioni”, perché anche più del mercato finanziario è quello che “fa muovere” o smuovere, o impedire o innescare tutti i processi economici, e quindi di fatto crea i mercati.

Come tutti i mercati, quello dell’informazione vive di vita riflessa, di percezione, e di “fatturato proprio”, in termini di beni ma soprattutto di servizi. Per come è strutturato oggi, tecnicamente, è un mercato recentissimo, fatto di grandi, enormi, contenitori di informazioni in continuo interscambio e movimento e sempre più integrato a livello tecnologico. Ogni volta che una qualsiasi informazione “si sposta” è un costo, piccolo, grande, impercettibile, che fa fatturato per qualcuno nel mondo; tutto, senza eccezioni.
Quando apriamo un sito internet generiamo traffico, vediamo una pubblicità, aumentiamo il gradimento di quel sito visitato, che quindi vale di più. La seconda grande balla – altrettanto fondamentale – della rete, è che tutto sia gratis.

In realtà paghiamo guardando la pubblicità, tramite il costo di connessione in rete, tramite la tecnologia che comunque consumiamo, la corrente elettrica, e i nostri dati personali – perché la rete “sa” chi si connette dove come quando e per cercare cosa, e per quanto tempo. Se poi ci connettiamo da dispositivi mobili, il costo è anche maggiore.
Ma la grande illusione è che tutto sia “rapido e gratuito”.

Sfruttando questa enorme pubblicità ingannevole la rete ha creata ed alimentata una terza balla. La rete fatta da imprese, che hanno ovviamente tutto l’interesse a far crescere i propri clienti/consumatori di informazioni e contenuti. Ma anche la rete fatta di persone che – credendo a questa balla – ne alimentano il contenuto, e che più o meno consapevolmente credono che gratis, o meglio apparentemente più semplice, sia anche migliore e più completa degli altri sistemi di informazione. Frasi come “la stampa dei padroni”, giornali e giornalisti venduti (o comprati a seconda di come si giri la faccenda), quando non ci si mette la faziosità politica, vanno tutte nella direzioni di accreditare la rete con tre qualità: gratis, indipendente, autorevole. Ebbene la rete non è nessuna di queste tre cose. Non è gratis, ma soprattutto “in sé” (cioè da sola) non è né indipendente né autorevole, perché lo sono i contenuti e chi li immette nella rete… e spesso distinguere e cercare, è tutt’altro che agevole. Quello che di certo è “in sé” la rete è veloce, complessivamente semplice da usare, richiede poca fatica, ed è abbastanza intuitiva (almeno nella parte di fruizione passiva, ovvero quella del “consumatore”): tutte caratteristiche positive, ma che al contempo vanno nella direzione opposta della indipendenza ed autorevolezza delle informazioni.

Sfatando qualche mito potremmo cominciare dalla tesi della precisione di wikipedia, strumento veloce ed eccezionale, ma… chi scrive le voci? Persone normali, senza particolari requisiti, e i cui contenuti vengono vagliati da altre persone normali che non hanno competenza nel merito e nel contenuto e che si attengono (benissimo) a regole di policy assolutamente neutre. E quindi capita (ne cito uno per fare un esempio) che la voce “Umberto Eco” conteneva degli errori, e che allo stesso Eco venisse risposto che “non poteva correggere la voce” perché non era autorevole come chi quella voce l’aveva scritta! Con questo non sto dicendo che wikipedia è “una bufala”, anzi, quanto più ha implementato le voci e le note e le fonti, tanto più è utile, ma per cosa? Non per cercare “la verità”, ma per avere una solida base di partenza da cui far partire la vera e propria ricerca. E qui sfatiamo anche il punto per cui la rete è autorevole in sé ed è in sé veloce.
La ricerca, la documentazione, quelle vere, non lo sono mai, e spesso i vuole molto tempo per raggiungere un risultato chiaro e tendenzialmente completo.

Non entro poi troppo nel merito della teoria dell’onnipotenza di Google, considerato da tutti “il motore” delle ricerche. Pochissimi sanno come funzioni il suo algoritmo, e quindi “in base a cosa” escono i vari risultati in un certo ordine. I criteri di Google sono molto complessi e sono dati da “un equilibrio” tra ricerche tra parole precise, inserzioni pubblicitarie, ricerche precedenti e soprattutto dai risultati più cliccati da chi ha fatto la stessa ricerca prima di te. Traducendo: se tanti hanno cercato una parola o una frase, e la maggior parte ha cliccato un dato sito, per Google quel risultato è “molto attendibile” e risulterà ai primi posti… se aggiungiamo che il 90% degli utenti non va oltre il 20° risultato e il 98% non va oltre il 50°... i conti sono presto fatti.

Con queste considerazioni non voglio dire che “in rete sia tutto falso”, anzi.
Il primo suggerimento è di diffidare da chi afferma che “tutto è falso meno quello che c’è in rete” e proprio perché gli strumenti di comunicazione sono tanti, sarebbe saggio usarli, se non tutti, quanti più, e diversi, possibile. Il secondo suggerimento, non per malafede, ma semplicemente perché nessuno di noi è così bravo da sapere tutto di tutto, è quello di cercare sempre di una notizia, anche altre fonti, ed altri che dicano quelle cose, perché non esistono “verità rivelate”… salvo ovviamente rare eccezioni. Il terzo suggerimento, almeno quando una notizia appare anomala o stravagante o in generale quando viene accompagnata da frasi del tipo “non apparirà su nessun giornale”, nessuno la vuole divulgare, o simili, andare su Google e cercarla nuovamente, con l’aggiunta di “balla”, “bufala”, o similari che più vi aggradano… perché è facile che se c’è una notizia falsa, qualcuno, nella iperattiva rete, da qualche parte, si sia preso la briga di verificarlo.

In fondo non sono “grandi rivelazioni di un guru” ma semplici regole di buon senso, che dovremmo tutti usare per non cadere in due semplici errori: il primo, di credulità a qualsiasi cosa che in qualche modo viene “confezionata come plausibile” e che fa leva su cose più o meno note o peggio su ciò che vorremo sentirci dire, il secondo, nel considerare una informazione vera ed attendibile per il solo fatto che “si trova in un sito o la afferma qualcuno di cui “a priori ci fidiamo”, semplicemente perché tutti possiamo sbagliare e nessuno di noi è onnisciente. A meno di non cadere nel terzo fatale errore: l’eterna ricerca dell’esistenza di un guru.
Spiacente, anche questa è una balla, soprattutto ai tempi della rete, in cui qualcuno si alza e dice di sapere tutto, di essere autorevole, di conoscere la verità, di essere il migliore a fare qualcosa… la rete esiste come strumento di uso comune da una quindicina di anni, e il web 2.0, quello che conosciamo noi, da circa sette, chi mai può dirsi guru di qualcosa che è in continuo divenire e su cui interagiscono miliardi di persone in tutto il mondo in ogni momento? I guru esistono solo se noi attribuiamo a qualcuno questo titolo.
A questo aggiungerei che non esistono persone capaci di prevedere il futuro, sia del mondo che della rete; indimenticabile il premio nobel Rubbia che parlava di internet come “un gioco per ragazzi” o di Bill Gates secondo cui non ci sarebbe mai stata l’esigenza di memorie superiori a 512kb. Nessuno discute né il Nobel di Rubbia né l’autorevolezza di Gates in materia informatica, ma solo per dire che davvero, nessuno, ha il dono (o maledizione, e aggiungerei per fortuna) di conoscere davvero il futuro, ma a tutti noi compete immaginarlo e realizzarlo.

Ma su cosa fanno leva e forza le molte bufale presenti in rete?
Essenzialmente sono strutturate con la “plausibilità” che a sua volta fa affidamento su almeno altri due elementi, tra cui i più comuni sono “ciò che noi vorremmo sentirci dire” e “sulla apparente autorevolezza della fonte”. L’esempio principe è ad esempio quando arriva una mail in cui si dice “manda questa mail a X persone e riceverai un assegno di…” e poi segue la spiegazione “chi può permettersi tutto questo? Bill Gates…” – ecco creata l’alchimia. O quando all’interno di una notizia si cita lo scienziato X che lavora presso l’autorevolissima istituzione Y… per dare credibilità a tutto il contenuto (che conterrà certamente anche informazioni vere) senza che però nessuno vada a verificare se esiste X, se esiste Y e se X lavora presso Y o infine se X si sia mai davvero espresso sul tema in questione.

Sin qui le “bufale” tutto sommato più comuni.
Le “migliori” (o peggiori a seconda dei casi) sono invece quelle – letterariamente più divertenti, ammettiamolo – che fanno leva sulle teorie complottiste, e anche più quelle del “complotto dei complotti” – che mettono insieme tutto ed il contrario di tutto in pamphlet addirittura poco plausibili… e ovviamente fanno leva su due concetti, il primo “più la balla è grande più la gente ci crede”, sul presupposto che nessuno può essere così matto da inventarne una così grande (va ricordato che il concetto lo espresse Goebels, a proposito del Protocollo dei saggi di Sion affermando “esageriamo, perché più è enorme e più ci crederanno”) e sul “fascino” del complotto smascherato e rivelato”, per cui se fino a ieri no ne sapevi niente è perché c’era un complotto per coprire il complotto!
Vi sembra “esagerato”?
Domenico Pasquariello si è preso la briga di raccogliere in un unico sito molte delle cose scritte e pubblicate sul tema del complottiamo e dei complotti.
Io rimando al suo sito, ceifan.org, di cui vi suggerisco alcuni “mini saggi”, tra cui
La psicologia del complottismo

La dissonanza cognitiva ed il complottismo

Come afferma Pasquariello “Inventare e far diffondere un complotto è molto semplice, dato che molte persone sono disposte a credere anche in cose molto gravi senza fare alcuna verifica: di conseguenza, basta fornire informazioni false o manipolate per creare un complotto di successo, sopratutto se si usano meccanismi psicologici oramai collaudati.
Ad esempio, come l'ABC della bufala ci insegna, se si vuole creare un complotto di successo bisogna far leva sui sentimenti, sui pregiudizi, sugli odi, le paure. Oppure, si afferma l'esistenza di una data "verità nascosta" (un fatto) e si svincola sull'esistenza di gruppi di potere (i cattivi) che non vogliono che tu sappia che esistono queste cose (cospirazione) ma a questo punto tu ,anche se sei piccolo, sai la verità! In questo modo passa qualsiasi cosa, ed il fatto non viene più verificato correttamente, la maggioranza delle persone non chiederà neanche le prove, figuriamoci controllarle. La cosa interessante è che funziona con qualunque affermazione! Spesso in un complotto non è necessario neanche creare prove false o manipolate, cioè non occorre più far finta di provare ciò che si afferma: basta l'esistenza del complotto, che vale anche come jolly. Non ci sono prove dell'affermazione? Le ha nascoste il complotto. Ci sono delle prove che smentiscono l'affermazione? Le ha create il complotto. E così via: il complotto si auto-dimostra e dimostra qualunque affermazione. Il problema è che queste bufale non sono innocue e, al di là degli aspetti secondari, il complottismo trascina le persone in un mondo distante dalla realtà, con degli effetti preoccupanti sulla salute mentale di chi davvero crede nelle falsità del complotto.”

Per dare un’idea delle balle più in voga – e quindi in circolazione – in rete, vi propongo un elenco, con i relativi link delle spiegazioni e delle verifiche. Segue poi un secondo elenco, stavolta dei “complotti di complotti” legati alle bufale ed alle loro diffusioni.
Prima però – che abbiate creduto o meno a queste bufale – riflettete su un fatto: certamente molte di queste bufale vi sono arrivate, ne siete entrati in contatto, ma di quante di queste è effettivamente altrettanto circolata la smentita?

Il capitano Prisco Mazzi avvisa: ti ho beccato a piratare musica (TRUFFA VIRALE)
Ikea e le grandi multinazionali non pagano le tasse (BUFALA)
Come trovare la password di MSN e Hotmail (TRUFFA)
Google infettato da un virus!! (BUFALA)
I telefonini cuociono il popcorn! (BUFALA)
Auto elettriche boicottate da petrolieri e banchieri (BUFALA)
Eolo, l'auto ad aria compressa che i signori del petrolio vogliono cancellare! (BUFALA)
MSN Messenger diventa a pagamento se non mandi questo messaggio a 18 persone! (BUFALA)
Cartaservizi: invia questo SMS a 10 persone e ti verranno accreditati 25 euro! (BUFALA)
Gli squillini dei cellulari si pagano! (BUFALA)
Ericsson e Nokia ti regalano cellulari se inoltri questo messaggio! (BUFALA)
Se diffondi questo messaggio, Bill Gates ti manderà un assegno! (BUFALA)
Giornale pubblica le foto dello scheletro di un gigante trovato in India (BUFALA)
Ragni urlatori giganti nel deserto iracheno! (BUFALA)
Le immagini della Madonna sui muri (BUFALA)
WorldJumpDay.org, se saltiamo tutti insieme spostiamo il mondo (BURLA)
Il cucciolo di drago sotto spirito (BURLA)
David Copperfield ti legge nel pensiero via Internet! (BURLA)
Attenti all'autovelox nascosto nel bidone! (BUFALA)
Attenti all'autovelox nascosto nel paletto giallo e nero! (BUFALA)
Portaerei sfida faro. Vince il faro (BUFALA)
Repubblica.it e la foto dell'esplosione nordcoreana (BUFALA)
La foto satellitare del grande blackout del 27/28 settembre 2003 (BUFALA)
Olio di colza nel motore diesel per fregare Siniscalco! (BUFALA)
Come ti risolvo il caro-benzina? Boicottando IP, Esso o Shell (BUFALA)
L'INPS dice che non ci saranno pensioni per i precari (BUFALA) (ottobre 2010)
La pubblicità di MTV bandita dal governo USA (BUFALA)
Le due italiane rapite in Iraq prendevano 8000 euro al mese! (BUFALA)
L'INPS ci scippa la liquidazione! Governo ladro! (BUFALA)
I borseggi non si possono più denunciare, è così che il governo “riduce” la criminalità (BUFALA)
Il bimbo che fa pipì sul soldato (BUFALA)
Accendi la candela, che il satellite ti vede (BUFALA)
Perché si fa una guerra? Te lo spiega il Politecnico (BUFALA)
Scrivete a unicwash@unicwash.org (o altri indirizzi simili) per fermare la Terza Guerra Mondiale (BUFALA)
Gli stipendi dei parlamentari (BUFALA)
Agenti cinesi fotografati prima di travestirsi da monaci tibetani (BUFALA)
Olocausto rimosso dai programmi scolastici inglesi perché offende i musulmani (BUFALA)
La foto del turista in cima al World Trade Center (BUFALA)
L'inquietante ricorrenza del numero 11 negli attentati dell'11 settembre (BUFALA)
L'attentato “previsto” dalle banconote da 20 dollari (BUFALA)
Il volto del Demonio nelle fiamme delle Torri Gemelle (BUFALA)
Una signora aiuta uno sconosciuto, lui per ringraziarla le preannuncia un attentato (BUFALA)
Un caso di razzismo risolto con stile dalla British Airways (BUFALA)
Nei negozi cinesi rapiscono le donne per l'espianto di organi (BUFALA)
A Taiwan, in Thailandia e in Cina mangiano i neonati! (BUFALA)
La Festa della Donna fu ispirata da un incendio a New York l'8 marzo 1908 (2013) (BUFALA)
Il DHMO, diidrogeno monossido, è un rischio gravissimo per la salute (BUFALA)
Twisty Kats, gatti deformi allevati per crudeltà (BUFALA)
Gatti bonsai: gattini crudelmente allevati dentro una bottiglia (BUFALA)
Onde che si ghiacciano ancora prima d'infrangersi! (BUFALA)
Il numero di Satana, 666, è annidato nei codici a barre di tutto il mondo! (BUFALA)
La foto dell'onda gigante dello tsunami (BUFALA)
Scoperto il decimo pianeta, causerà la fine del mondo (BUFALA)
Il profeta Malachia prevede due soli papi dopo Giovanni Paolo II, poi la fine del mondo (BUFALA)
Il Sistema Solare corre verso una “fornace galattica” (2010) (BUFALA)
L'LHC del CERN sta per fabbricare buchi neri che inghiottiranno la Terra (2008) (BUFALA)
Lo “tsunami solare” che distruggerà Internet e satelliti il 3 agosto 2010 o nel 2013 (2010) (BUFALA)
Il Polo magnetico si sposta repentinamente e manda in tilt aerei e uccelli (2011) (BUFALA)
Gli hamburger di McDonald's non marciscono mai, quindi sono sintetici (BUFALA)
Come riconoscere un attacco cardiaco oppure un ictus (BUFALA)
Red Bull, bevanda letale di origini militari (BUFALA)
Allarme per il latte riciclato nei cartoni (BUFALA)
Coca-Cola e Mentos fanno esplodere lo stomaco di un bambino brasiliano (BUFALA)
Progesterex, la pillola che ti sterilizza! (BUFALA)
Gli antitraspiranti sono cancerogeni! (BUFALA)
Aghi all'HIV nelle poltrone dei cinema, lo dice la polizia svizzera! (BUFALA)
Attente ai tamponi all'amianto! (BUFALA)
Beve dalla lattina e muore! (BUFALA)
Sodium laureth sulfate (SLS): dentifrici cancerogeni (BUFALA)
Coloranti cancerogeni nelle merendine (BUFALA)
La lista dei rossetti che contengono piombo cancerogeno (BUFALA)
La Barilla ora è americana e usa grano ammuffito e radioattivo (BUFALA)
Le sedute dal dentista e le mammografie aumentano il cancro alla tiroide, ma basterebbe un trucchetto semplice (BUFALA)

Il complotto per diffondere le bufale sull'attentato dell'11/9

Le cospirazioni sull'attentato dell'11/9

Il complotto per diffondere la bufala delle scie chimiche

Scie chimiche: verità o bufala? Ecco la risposta

I complotti per diffondere le bufale in medicina

Ecco in questi articoli una panoramica sui complotti in medicina più diffusi:

Esiste una cospirazione in medicina?

I complotti sui vaccini

Curare il cancro con il bicarbonato? Il metodo Simoncini è valido?

I complotti per diffondere la bufala del signoraggio

La questione è spiegata qui sia in modo breve che in modo completo:

La verità sul signoraggio

I complotti per diffondere le bufale sullo sbarco lunare

Nell'articolo che segue c'è la spiegazione di come stanno le cose:

Siamo realmente andati sulla Luna?

I complotti per diffondere le bufale del 2012

Inchiesta sul 2012: cosa c'è di vero?

Altri complotti bufala

Esistono ovviamente altri complotti bufala ma dietro hanno una forza più scarsa che si occupa di diffonderli, come i complotti su HAARP, sui microchip mentali, sui rettiliani, sull'attacco di Pearl Harbor, sugli illuminati, ecc. Qui più che complotto per diffondere la bufala siamo invece nel campo della bufala vera e propria con qualcuno che la sfrutta per i propri interessi.

È possibile approfondire questi falsi complotti in questi articoli:

Indagine sul progetto HAARP

Microchip e controllo mentale

Il complotto sull'attacco Pearl Harbor

Inchiesta sugli Illuminati

David Icke: il famoso complottista

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skeggia61 04/26/2013 23:42

grazie salvo ma...a questo punto mi "inneschi" il dubbio anche mentre leggo l avvertimento sulle bufale...e se fosse tua la "bufala"? ...quanto è complicato!!

Michele Di Salvo 04/27/2013 00:16

ma infatti... sempre andare a cercare la notizia, la fonte e se c'è una smentita ;-)

Bufalo Bill 04/05/2013 01:44

Caro Di Salvo,
Ci hai sopraffatto con una mandria di bufale in calore.
Mai viste tante bufale tutte insieme.
Pensare che le bufale ormai allo stato brado non esistono più.
Per vederne qualcuna, se sei di Roma, occorre andare poco fuori la Bufalotta, verso la Marcigliana.
Per chi non è di Roma, le può vedere solo in luridissimi allevamenti, dove vengono tenute tra la sporcizia e il fango.
Anche per questo le mozzarelle di bufala non sono più quelle di un tempo...
La cosa mi fa un po' imbufalire.

Alba 04/10/2013 01:37

Lo confesso seguivo una pagina fb per curiosità e divertimento finchè: eccoti la notizia bomba ti fanno inghiottire i microchip. Non sono riuscita a leggere tutto il post, ho commentato immediatamente che tutto quello che entra per forza di gravità deve uscire. Il mio personale grillo parlante subito mi fà perchè non hai scritto che prima o poi si c..a fuori, d'altronde io sono di una certa età e non amo la trivialità. In conseguenza ho tolto il mi piace alla pagina. Anche se non abbocco facilmente alle bufale quando ho dei dubbi visito il sito del disinformatico, ottimo per verificare molte bufale e non solo di complottismo, infatti analizza anche le catene riferite a richieste di aiuti a persone ammalate, ecc. Ho trovato utilissimo questo articolo e lo diffonderò tra i miei amici perchè tutti dobbiamo essere responsabili per quello che diffondiamo e dove possibile fare della buona informazione. Grazie.