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Michele Di Salvo
06 Jun

La breve storia del Carlo Giovanardi pensiero

Pubblicato da Michele Di Salvo  - Tags:  Carlo Giovanardi, Stefano Cucchi, Aldovrandi, Gay, Ustica, Usa, eutanasia

La breve storia del Carlo Giovanardi pensiero

Oggi il pd non ha commentato le esternazioni di Carlo Giovanardi sul caso Cucchi.
Mi sono – devo ammettere – decisamente “incavolato” per questo silenzio, salvo poi fermarmi un attimo e ragionando con me stesso mi sono detto “in effetti, che ti vuoi commentare?”
Si perché Carlo Giovanardi è uno di quelli che esiste solo in funzione della enormità delle cavolate che dice, e come un tossicodipendente, ogni volta deve “aumentare la dose”, che nel suo caso significa spararla sempre più grossa, e sempre più su temi che non conosce, su questioni che ignora, per un partito preso che è sempre più il suo partito individuale.
Il giovanardismo ormai è una derivata della tuttologia nostrana, con la caratteristica di staccarsi dalla limitrofità di esprimersi su argomenti almeno tangentemente affini alla propria storia, finendo sol riguardare finanche altre galassie.
La prossima volta Giovanardi finirà con l’attaccare finanche Luca Parmitano sulla base spaziale internazionale pur di esistere e dimostrare che il suo pensiero è talmente alto da essere stratosferico.

E allora come commento alle ultime idiozie che alimentano artificialmente e in pieno accanimento terapeutico l’esistenza politica del nostro eroe del nonsenso, credo che la gloriosa storia delle sue esternazioni basti e avanzi.
Se poi qualcuno volesse la può anche stampare come anamnesi clinica, e usarla come base per un TSO, non mi offendo e non gli chiederò i diritti.
Cercherò di dividerle per temi, almeno per una questione di ordine.
Ma forse il pd nella sua omissione ha ragione – Giovanardi si commenta da solo, e si commenta con ed attraverso la sua soria.

Carlo è il fratello gemello di Daniele Giovanardi, presidente, tra l'altro, della Confraternita della Misericordia che gestisce alcuni centri di permanenza temporanea.

Dichiarazioni sull'omosessualità
Il 20 settembre 2010 Giovanardi, nella trasmissione KlausCondicio, dichiara che nei Paesi in cui sono state legalizzate le adozioni di bambini da parte delle coppie gay è "esplosa la compravendita di bambini e bambine". La dichiarazione ha spinto l'Arcigay a chiederne le dimissioni.
Il 23 aprile 2011 Giovanardi polemizza contro una pubblicità gay-friendly della svedese Ikea dichiarando "Il termine famiglia usato dalla multinazionale è lesivo della Costituzione italiana, perché per essa si deve intendere solo quella formata dal matrimonio tra uomo e donna". L'Ikea replica: "Quella fondata sul matrimonio è una delle famiglie. Noi ci rivolgiamo a tutte le tipologie". Dura risposta dell'opposizione: "Alimenta il clima di omofobia".
Il 12 febbraio 2012 Giovanardi, durante un'intervista a Radio24, paragona un bacio tra donne in pubblico a chi "fa la pipì per strada". Immediate reazioni di alcuni politici, quali Rosy Bindi, secondo la quale "Giovanardi non cessa di stupire per la sua mancanza di pudore e di equilibrio e per la sua pochezza", e Paola Concia che lancia un "mail bombing": "Scrivetegli che l'omofobia è una malattia". Il 25 gennaio 2013, nel corso di un'intervista afferma che "ci sono state persecuzioni di situazioni gay non un Olocausto dei gay".

Dichiarazioni sullo sfruttamento degli animali
Durante un convegno da lui organizzato presso la Camera il 1º febbraio 2012 ha dichiarato: "Il vero problema è rilanciare e potenziare le nostre eccellenze, ma il settore zootecnicorischia di andare in crisi per una martellante campagna animalista che contesta alla radice, ad esempio, la possibilità di utilizzare le pelli di animali per il made in Italy. Di qui l'aggressione agli allevamenti, la presentazione di un ddl al Senato per proibire in Italia l'allevamento di animali da pelliccia e altre iniziative. Pur nel pieno rispetto della sanità degli animali non bisogna privilegiare gli animali rispetto agli uomini perché da ciò può dipendere la possibilità o meno di uno sviluppo economico."
Il 29 ottobre 2010 Giovanardi ha ottenuto l'avallo del Consiglio dei Ministri su un disegno di legge per l'equiparazione completa tra figli naturali e legittimi, anche in materia di eredità. La normativa dà più importanza ai legami con i parenti dei genitori, introduce la rilevanza giuridica delle opinioni dei figli e riduce la possibilità che le difficoltà economiche di una famiglia comportino lo stato di abbandono (e quindi l'adottabilità) dei figli. In una prima bozza, Giovanardi aveva previsto l'introduzione del diritto a essere amato per i figli, ma tale concetto è stato espunto dal testo finale in quanto non giuridico. Il disegno di legge non è stato finora ufficialmente presentato al Senato.

Dichiarazioni sulla vicenda di Federico Aldrovandi
Il 30 marzo 2013 Giovanardi afferma a Radio24 che Federico Aldrovandi non è morto per le botte e che non è stato massacrato. Nella stessa dichiarazione, afferma che il colore rosso visibile nella foto del defunto Aldrovandi non è riferibile a sangue, bensì al cuscino sul quale poggia la testa del ragazzo. A seguito di queste dichiarazioni la madre del giovane, Patrizia Moretti, annuncia una querela.

Per la limitazione della libertà di espressione degli antiproibizionisti
A maggio 2008, in un'intervista al sito dei Circoli della Libertà, Giovanardi afferma l'intenzione di introdurre una legge che proibisca tout court qualsiasi manifestazione antiproibizionista: "Vogliamo dire basta alla cultura della droga. E per farlo vogliamo introdurre nell'ordinamento una norma che impedisca di fare propaganda, anche indiretta, a tutte le droghe, comprese quelle cosiddette leggere [...] Oltre a insistere su prevenzione e formazione, e ad avere invitato prefetti e questori a vigilare e attivarsi con determinazione per contrastare queste irresponsabili iniziative, ci impegneremo a trovare gli strumenti normativi più idonei per non permettere più che manifestazioni propagandistiche come la tre giorni sulla canapa a Bologna possano svolgersi liberamente."

Dichiarazioni sull'eutanasia
Nel marzo 2006 Giovanardi dichiarò che «…la legislazione nazista e le idee di Hitler in Europa stanno riemergendo, per esempio in Olanda, attraverso l'eutanasia e il dibattito su come si possono uccidere i bambini affetti da patologie». La dichiarazione diede luogo a un contenzioso diplomatico, a seguito del quale l'ambasciatore italiano nei Paesi Bassi fu formalmente convocato dal governo dell'Aja per dare spiegazioni. Il ministro in seguito chiarì di aver parlato a titolo personale e non a nome del governo; vari esponenti della sua coalizione hanno comunque difeso il suo pronunciamento. La dichiarazione di Giovanardi fu, altresì, oggetto di pesanti critiche, tra cui quelle di Daniele Capezzone, allora segretario dei Radicali italiani, che chiese formalmente le dimissioni del ministro, e quelle di 46 europarlamentari, che ne chiesero le dimissioni dal parlamento europeo.

Dichiarazioni sulla vicenda di Stefano Cucchi
Il 9 novembre 2009 Giovanardi afferma a Radio24 che la morte di Stefano Cucchi, giovane deceduto in carcere a seguito di un arresto per possesso di 20 grammi di cannabis, le foto del cui cadavere dopo l'autopsia, diffuse dai genitori, ne mostrano il corpo segnato da evidenti lesioni, traumi e fratture, sia avvenuta a causa "della droga", in quanto "anoressico, drogato e sieropositivo" (il giovane non era sieropositivo) L'11 novembre Giovanardi si è scusato in un'intervista a RadioDue con la famiglia del giovane.
Il 1º febbraio 2013 Giovanardi afferma: “Ilaria Cucchi sfrutta politicamente la tragedia del fratello” L'affondo contro la candidata di Rivoluzione Civile in Emilia-Romagna: "Il ragazzo finì 17 volte in ospedale causa percosse dei suoi amici spacciatori". E ancora: "Era una persona malata, ma nessuna strada o aula parlamentare da dedicargli. Non è stato un esempio per i giovani"

Ma su tutte queste vicende ve ne è una che meglio rappresenta il personaggio, la sua lealtà come parlamentare, ministro e servitore dello Stato. Laureato in giurisprudenza, democristiano da sempre, militare dell’arma dei Carabinieri, nella sua fulgida carriera è emerso tra l’altro che l’allora Ministro Giovanardi tentò di coprire gli USA nel coinvolgimento su Ustica!

Ebbene si, può sembrare una battuta dopo cotante esternazioni, ma lui “temeva che quanto emerso potesse danneggiare la sua credibilità”.
Ipse scripsit La fantasiosa riscoperta della teoria del missile da parte della Cassazione Civile, totalmente contraddetta dalla Cassazione Penale e dalle Commissioni tecniche, che dopo il ripescaggio del relitto hanno concluso all'unanimita' per lo scoppio di una bomba a bordo, ripropone il tema della credibilita' della giustizia italiana anche nei confronti dei Paesi amici ed alleati". Lo dice il senatore del Pdl Carlo Giovanardi. A questo punto, prosegue Giovanardi, "il Presidente Monti faccia come Giuliano Amato che si rivolse direttamente a Bill Clinton e a Jacques Chirac, che rispondendo con lettere personali smentirono categoricamente il coinvolgimento dei loro Paesi. Il presidente Monti interpelli di nuovo direttamente Barack Obama e Francois Hollande, e se nuovamente questi negheranno, per non cadere nel ridicolo, abbia il coraggio di denunciarli, davanti all'opinione pubblica mondiale, come dei bugiardi". "Ma questa volta il presidente Monti si ricordi di scrivere anche ai libici, come gli ho gia' chiesto di fare in una interrogazione presentata a maggio e rimasta senza risposta, che al tempo di Gheddafi ammisero la loro responsabilita' per l'abbattimento di un DC10 francese in Africa e di un boeing 747 americano in Scozia proprio tramite la collocazione di una bomba a bordo", conclude Giovanardi.
Veniamo ai fatti.

Tra i 251.286 cables rilasciati lo scorso 30 agosto da WikiLeaks ce ne sono due che aprono nuovi importanti scenari sulla strage di Ustica. I cables 03ROME2887 e 03ROME3199 inviati dall'Ambasciatore Americano a Roma, Mel Sembler (e classificati dal funzionario Thomas Countryman) al Dipartimento di Stato, mostrano la preoccupazione degli USA riguardo la possibilità di una fuga di notizie e rivelano il loro “coinvolgimento”. Carlo Giovanardi difese in Parlamento la versione della bomba per tentare di negare le responsabilità americane. Ma, preoccupato, si lamentò con l'ambasciata: "Queste nuove rivelazioni minano la mia credibilità".

RICHIESTA D'INTERVENTO. E' il 25 giugno 2003, il Political Minister Counsellor Thomas Countryman, diplomatico dell’ambasciata americana a Roma dal 2001 al 2005, richiede con urgenza al Dipartimento di Stato Americano alcuni documenti inerenti la strage di Ustica, desecretati secondo il Freedom of Information Act.

Nel documento si evidenzia il crescente interesse, in seguito ad uno speciale del Tg3 del 21 giugno 2003, della maggior parte dei giornali italiani riguardo le “nuove rivelazioni” sul caso Ustica. In particolare, viene citato l’articolo che La Repubblica pubblicò in prima pagina col titolo: “Ustica: gli Usa spiarono Amato”.

L'articolo denunciava l’avvenuta intercettazione da parte degli americani di una telefonata tra l’allora - era il 1992 –Presidente del Consiglio Giuliano Amato ed il Ministro della Difesa Salvo Andò (entrambi socialisti); nella quale i due discutevano degli “sforzi” fatti dall’amministrazione americana al fine di“monitorare” (questo il termine usato nel cablo) le indagini di giudici e parlamentari.

Il diplomatico USA riporta la notizia secondo cui l’ambasciatore americano dell’epoca, Peter Secchia, utilizzò l’informazione intercettata per fare pressioni su Bettino Craxi affinché il governo italiano non si costituisse parte civile nel processo sulla strage.

Countryman nota tra le righe che la storia dell’intercettazione abbia alimentato un solo “ciclo di notizie” (“one news cycle”), nonostante egli stesso predica che la vicenda Ustica possa venire approfondita ulteriormente in futuro. Non si può fare a meno di registrare una certa preoccupazione da parte degli americani riguardo anche solo la possibilità che si continui a discutere della strage (per non parlare della prosecuzione delle indagini). A tal proposito, al fine di rigettare e limitare il “prolungarsi di teorie cospirazioniste”, l’ambasciata richiede una copia dell’intercettazione telefonica del ’92.

Ma c’è dell’altro. Le notizie più interessanti sono contenute nel cablo 03ROME3199, inviato il 14 luglio 2003 e classificato “SECRET” dallo stesso Countryman, nel quale è riportato il contenuto di un colloquio avvenuto il 10 luglio 2003 tra l’allora Ministro dei Rapporti col Parlamento, Carlo Giovanardi, e lo stesso Countryman. Giovanardi si sarebbe lamentato della “mancanza di chiarezza e cooperazione” da parte degli USA nei confronti del Governo Italiano; quest'ultimo avrebbe raccontato di come, un anno prima, lui stesso relazionò in parlamento nel tentativo di “mettere a tacere la vecchia questione Ustica” (“tryin to put the 20 year old Ustica crash case to rest”).

Giovanardi “vendette” in Parlamento la versione secondo cui il disastro sarebbe stato causato da un'esplosione avvenuta a bordo dell’aereo e “non per un missile americano” (“not by a US missile”). “Ma queste nuove rivelazioni minano la mia credibilità”, avrebbe detto l’attuale sottosegretario al diplomatico americano. Il Ministro avrebbe dovuto essere ascoltato da una Commissione Parlamentare prima della fine di luglio; in relazione a ciò, Giovanardi chiede al Political Minister Counsellor di poter avere una copia dei documenti rilasciati alle famiglie delle vittime, al fine di controbattere le accuse.

Il politico italiano prega inoltre di “coordinare insieme all’ambasciata americana una dichiarazione pubblica”. In pratica, Giovanardi chiede a Countryman l’equivalente di una “versione congiunta”, come fanno i sospettati quando vengono interrogati da un giudice. Il clima che traspare dal cablo è di grande tensione. Soprattutto da parte dell’ex ministro. Ma i toni sembrano poi rientrare.

IL COMMENTO. Countryman e Giovanardi sono infatti d’accordo sul fatto che il servizio del Tg3 “non apporta nessuna nuova prova in merito al disastro di Ustica”, e “non smentisce direttamente ciò che Giovanardi ha riferito in parlamento e che noi (gli USA, ndr) abbiamo sempre sostenuto: non vi è stato nessun coinvolgimento degli Stati Uniti nella strage”.

Ma quel servizio del Tg3 dimostra comunque l’attività di spionaggio operata dagli americani. Il che, come riporta lo stesso dispaccio, implica che gli USA sono stati molto “attenti” all’affaire Ustica; di più, sono “coinvolti” (“involved”) nell'intera vicenda e nel tentativo di “occultare” (“cover up”) la verità.

Altrimenti, considera con logica impeccabile il consulente, gli USA non sarebbero arrivati al punto di spiare il Primo Ministro ed il Ministro della Difesa di un governo straniero, a distanza di ben dodici anni dal disastro.

Il counsellor domanda poi al Dipartimento di Stato i documenti declassificati per non doverli chiedere direttamente alle famiglie delle vittime, vista “l’esplosiva tendenza a ricercare ostinatamente un complotto attorno alla vicenda Ustica. Ostinazione che, a quanto pare, nonostante 31 anni di depistaggi, insabbiamenti e mezze verità, comincia a dare i suoi frutti.

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