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Michele Di Salvo
08 Nov

Perché Renzi e' figlio di Bersani

Pubblicato da micheledisalvo  - Tags:  Bersani, giovani, Leopolda, Napoli, partito democratico, pd, politica, Politica, Standard, Renzi, sud

Perché un segretario non può mettersi in contrapposizione quantitativa con un pezzo del suo partito.

Non può, mentre alcuni si riuniscono alla Leopolda organizzare un altro meeting praticamente gemello altrove per "fare la conta".

Non può rispondere a distanza, ma in un partito si dialoga in maniera diretta in un confronto che deve essere costruttivo e di coesione, e questo lo deve fare il segretario di quel partito.

Perché se Renzi sbaglia, e sfrutta a proprio uso e consumo personale alcuni contenuti, la sua strumentalità non cancella ed annulla di per se' la realtà di quei presupposti.

Perché non e' vero che non e' concepibile che un giovane per farsi spazio debba scalciare, perché semplicemente da sempre i giovani per farsi spazio hanno dovuto scalciare.

Perché se ai giovani non e' dato spazio o chance reali di ricoprire determinati ruoli, e noi i più vecchi d'Europa in questo, e' proprio per la resistenza e la mancanza di spazi della generazione di Bersani.

Perché continuare a dire che il conflitto generazionale non deve esistere e' solo un alibi buonista.

Perché a 45 anni la generazione di Bersani aveva da affrontare i problemi dell'adolescenza di figli circa ventenni, in una casa di proprietà con il mutuo già pagato e i problemi della seconda casa, mentre i quarantacinquenni di oggi devono ancora decidere se e' il caso o meno di farlo un figlio che dovrà se va bene finirlo di pagare il loro mutuo o continuare a restare in affitto in case di proprietà della generazione di Bersani.

Per questo, un richiamo giusto alla coesione, per evitare un conflitto generazionale lacerante, fatto anche qui strumentalmente da Bersani, e' davvero offensivo, e questo si rischia di essere un insulto.

Se la generazione di Bersani cominciasse a comprendere che quella dei Renzi e' banalmente e semplicemente la generazione dei loro figli, di coloro cui hanno tolto, con la loro politica e con le loro scelte la normalissima chance del proprio normale ruolo nella società, non ci sarebbe bisogno per questa generazione di scalciare.

Di certo questa generazione isolerebbe i populisti e qualunquisti Renzi di turno.

Banalizzatori e sfruttatori anche loro, e loro per primi, di una situazione che tuttavia e' reale, ed al contempo e' seria e concreta, e non merita l'ennesimo tentativo di anestetizzazione sociale.

Oggi, forse anche più che in passato, questo confronto, che nessuno vorrebbe conflittuale, e' necessario e salvifico per tutti, anche per la generazione di Bersani.

Anche perché se e' vero che questo Paese vale più dei suoi governanti, e' vero anche che questa generazione vale molto più dei vari Renzi che ne cavalcano strumentalmente le istanze.

Forse alimentare e fomentare i Renzi di turno, renderli cosi' importanti, è in fin dei conti uno stupido strumento proprio per banalizzare e non affrontare davvero una questione seria, per nascondere da parte della generazione di Bersani sia le proprie responsabilità, sia per non parlare dei propri errori, sia per non riconoscere la normalità di spazi oggettivi.

Credo che certi atteggiamenti dei Renzi sia il migliotre aiuto, scusante e alibi per la generazione dei Bersani per non affrontare seriamente la questione generazionale.

Questo e' un paese che ha bisogno di affrontare in un confronto vero le differenze generazionali, senza ripercorrere ancora una volta la via della parlamentarizzazione dei conflitti.

Questa e' una società che merita rispetto, un rispetto che passa attraverso il riconoscimento di differenze esistenziali e di modelli rispetto alle generazioni precedenti, e queste differenze, ed i relativi problemi, vanno presi sul serio con soluzioni reali.

Il sentirsi chiamare fannulloni, demagoghi, e il tornare ai facili richiami di pace sociale e di coesione, non sono la soluzione, ma al limite (e questo molti Bersani lo sanno bene) finisce con l'essere un modo facile per esasperare ulteriormente la situazione, e cosi' facendo, creare i presupposti a che nulla cambi, ancora una volta.

Questo Partito non ha bisogno di un segretario che si contrapponga, ma di una persona responsabile che sappia unire ed ascoltare.

Che vada ovunque, anche e soprattutto dove la si pensa in maniera diversa da lui, che senta tutte le anime del partito, anche laddove i toni e i modi sono esasperati, sbagliati e strumentali.

Questo partito ha bisogno di una classe dirigente che non faccia monologhi da un palco, ma che si sieda in platea e che ascolti, fossero anche idee ritenute sbagliate o banali.

In questo, i giovani di questo partito pongono gli stessi bisogni di tutti i giovani di questo paese.

In questo esercizio di ascolto e ricezione, imparare ad essere una diversa classe dirigente di questo Partito può essere un'ottima scuola per essere la classe dirigente di cui l'intero Paese ha bisogno.

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